dateci un Regno, in mezzo a voi

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SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! 25/07/2013 15:05:47 di Salviamo i cristiani . Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! L'Associazione “Salviamo i cristiani” lancia un appello al ministro dell'Interno Angelino Alfano per assicurare una adeguata protezione a Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino e vice-presidente dell'Associazione “Salviamo i cristiani”. Azer ha subito due aggressioni in una settimana nel quartiere di Porta Palazzo a Torino da parte di estremisti islamici che hanno esplicitato la loro volontà di ucciderlo accusandolo infondatamente di aver oltraggiato Maometto e di aver offeso l'islam non rispettando il digiuno nel mese islamico del Ramadan. Azer era stato una prima volta barbaramente aggredito lo scorso 18 luglio verso le 17,30 sotto la sua abitazione in Corso Giulio Cesare 24 (quartiere di Porta Palazzo) da una decina di islamici con catene, calci e pugni al grido “Noi ti ammazziamo cristiano di merda”, strappandogli il crocifisso dal collo, dopo aver ammesso di non osservare il Ramadan, il digiuno islamico ed essersi rifiutato di ripetere una formula rituale attestante l'appartenenza all'islam “Salli ala al Nabi” (Glorifica il profeta Maometto). Ricoverato al Pronto soccorso i medici hanno riscontrato lesioni per fortuna non gravi in varie parti del corpo prescrivendogli 10 giorni di convalescenza. La seconda aggressione è avvenuta il 24 luglio verso le 13,45 in Piazza della Repubblica sempre nel quartiere di Porta Palazzo. Mentre usciva dalla Banca San Paolo è stato avvicinato da un islamico egiziano. Azer l'ha riconosciuto perché faceva parte del gruppo degli islamici che l'aveva aggredito il 18 luglio. Coraggiosamente Azer ha cercato di bloccarlo per consegnarlo alla polizia. L'islamico si è ribellato e Azer gli ha mollato uno schiaffo con lo scopo di intimidirlo e indurlo a fermarsi. In quel momento lui ha urlato che Azer avrebbe oltraggiato il profeta Maometto. Sono spuntati prima un gruppo di islamici egiziani e poi è arrivato un secondo gruppo di islamici marocchini. Hanno iniziato l'aggressione a Azer che si è difeso grazie ad un ombrello che aveva con sé. Azer è corso in direzione di un taxi, l'ha fermato e ha supplicato il conducente di chiamare la polizia perché – ha detto testualmente - “gli islamici mi vogliono uccidere”. Per fortuna sono intervenuti subito sia i soldati dell'Esercito addetti alla sicurezza sia la polizia. Azer è stato tratto in salvo e alcuni degli islamici sono stati arrestati. Azer ha sporto denuncia. Polizia e Digos sono ora sulle tracce degli altri islamici che hanno partecipato alla duplice aggressione. Il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e il sindaco di Torino Piero Fassino hanno espresso la loro solidarietà a Azer. Il 24 luglio si è svolta una manifestazione di solidarietà a Azer, contro la violenza islamica, per il riscatto della sovranità e il ripristino della legalità a Porta Palazzo a cui hanno partecipato Silvana De Mari, scrittrice e presidente di Salviamo i cristiani; Magdi Cristiano Allam, parlamentare europeo e presidente di Io amo l'Italia; Ilda Curti, assessore per l'integrazione del Comune di Torino (in rappresentanza del sindaco Piero Fassino); Augusta Montaruli, consigliere Regionale Fratelli d'Italia; Giampiero Leo, consigliere Regionale Pdl; Maurizio Marrone, Capo Gruppo Fratelli d'Italia al Comune di Torino; Silvio Magliano, vice Presidente Pdl nel Consiglio Comunale di Torino; Emanuel Segre Amar della Comunità ebraica di Torino; Enza Furnari, consigliere Circoscrizione 3 di Torino; Giuseppe Grande, sindaco di Moriondo; Carlo Verra, ex-presidente del Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi; Emanuele Pertusio, assessore al Comune di Moriondo; Daniele Zaia, segretario del Comune di Moriondo; Padre Ambrogio, della Chiesa ortodossa russa di Torino; Walter Maccantelli, consigliere nazionale di Alleanza Cattolica; Miriam Visalli del Centro Pannunzio. Il senatore del Pdl Lucio Malan e l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza hanno aderito alla Manifestazione. Il messaggio della manifestazione ha voluto essere innanzitutto la solidarietà a Sherif Azer, cittadino italiano e cristiano esemplare che ha il coraggio di dialogare con i musulmani, nell'assoluto rispetto delle persone, per far conoscere civilmente la realtà dell'islam e del cristianesimo; la condanna della duplice vile aggressione a un rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino; la richiesta alle autorità dello Stato e delle Istituzioni locali ad assumere tutti i provvedimenti politici e amministrativi atti a prevenire il ripetersi di simili attentati di stampo terroristico e, nel caso specifico, a restituire alla legalità e all'italianità Porta Palazzo che è stata trasformata in una zona extraterritoriale dove imperversano l'arbitrio e la sharia, la legge islamica, ai danni dell'interesse e della sicurezza dei residenti italiani e degli stranieri che vivono nella condivisione della civile convivenza. Si stima che solo a Torino risiedano oltre 2 mila cristiani copti su un totale di circa 40 mila in tutt'Italia. La quasi totalità sono integrati nella realtà socio-economica e in parte hanno acquisito la cittadinanza italiana, come è il caso della famiglia Azer, moglie e 4 figlie con cittadinanza italiana, con una avviata attività di imprenditore edile. Purtroppo anche in Italia i cristiani copti subiscono le violenze inflitte loro dagli islamici in Egitto. L'Associazione “Salviamo i cristiani” sollecita il ministro Alfano ad assicurare una adeguata protezione a Azer per dissuadere gli estremisti islamici dal ripetere le loro aggressioni di stampo terroristico. Sarebbe assai grave che dopo due attentati in una settimana da cui si è miracolosamente salvato, non si assumessero dei provvedimenti atti a porre fine a un comportamento inequivocabilmente illegale e che minaccia il diritto alla vita di un cittadino italiano. “Salviamo i cristiani” non è un'associazione religiosa ma un'associazione di rispetto dei diritti fondamentali della persona alla vita, alla dignità e alla libertà, prendendo atto che oggi più che mai sono proprio i cristiani le principali vittime al mondo della violazione di tali diritti ovunque nel mondo. Silvana De Mari Presidente dell'Associazione “Salviamo i cristiani”
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“I terroristi islamici hanno rapito 200 donne cristiane: saranno stuprate fino alla morte”. La tragica denuncia di un sacerdote siriano 25/08/2013 19:15:57 di Padre Nader Jbeil “I terroristi islamici hanno rapito 200 donne cristiane: saranno stuprate fino alla morte”. La tragica denuncia di un sacerdote siriano Cari Amici, vi scrivo con grande rammarico e con il cuore profondamente ferito per l’ondata di violenza provocata dai terroristi mussulmani che trafigge giornalmente la Siria e che ha colpito anche il Libano. Ne è la prova il recente attentato a Beirut, dove con un'autobomba piazzata dai ribelli islamici sono morti più di quaranta civili e altri cinquecento sono stati feriti. La paura e l’orrore era visibile negli occhi di noi tutti. Tutto ciò si inserisce in quella drammatica spirale di sangue dove centinaia di innocenti ogni giorno perdono la vita. Questa amici carissimi è solo una goccia nell’oceano di violenza che ogni singolo giorno sono costretti a subire i nostri fratelli cristiani. In Siria, la notte di Ferragosto ad Homs, nel villaggio cristiano di Marmarita dove c’è un santuario dedicato alla Madonna, i terroristi islamici di Jabhat al Nusra, per la sua posizione strategica hanno occupato l’antico castello trasformandolo nel loro nascondiglio e vi hanno consumato un nuovo massacro. Atrocità indescrivibili contro civili innocenti divenuti vittime sacrificali nel vortice della violenza compiuta da “bestie” assetate di sangue, trentacinque cristiani uccisi, non si conta il numero di feriti, e più di duecento donne (soprattutto ragazze) rapite, letteralmente trascinate e ridotte in schiavitù nel villaggio di Der al Zor, roccaforte dei terroristi di Jabhat al Nusra. Il destino di ognuna di loro è segnato dalla violenza e dalla crudeltà che subiranno, saranno torturate e stuprate, fino a quando la “morte” le libererà da tanta malvagità. La violenza continua nella città di Damasco dove anche ieri i terroristi islamici hanno bombardato il quartiere cristiano e dato alle fiamme l’ennesima chiesa, attacchi sempre mirati per colpire al “cuore” dei cristiani rimasti nella loro patria a difendere quello che di più sacro ha ogni essere umano il diritto alla propria dignità e a professare liberamente il proprio “credo”. L’obiettivo è annientare a qualunque costo, i luoghi che da duemila anni sono la “culla” del cristianesimo, e sottomettere tutti alla legge dell’islam, come è già successo in Afghanistan. Non c’è più un posto sicuro per i nostri fratelli “cristiani”, giorno dopo giorno c’è solo dolore e pianto di mamme disperate a cui uccidono figli e rapiscono figlie, anziani che silenziosamente vivono questo orrore impotenti davanti a tanta crudeltà e devastazione, padri inermi perché non possono difendere le proprie famiglie e dar loro un sicuro rifugio. Amici, le immagini delle continue atrocità a cui assisto ogni giorno, sono impresse nella mia mente, e il mio cuore è gonfio di angoscia, vi chiedo di unirvi a noi nella fervente e incessante preghiera al cuore Immacolato di Maria, nostra mediatrice presso Dio perché il seme della pace abiti in ogni cuore. Per questo chiedo ancora il vostro sostegno, avete già fatto tanto, ma vi chiedo di fare ancora di più, abbiamo bisogno di ogni più piccolo aiuto che ognuno di voi ci possa dare, aiuti economici e aiuti materiali, vi prego non lasciate inascoltato il mio grido che è la voce di migliaia di grida strazianti di chi ormai vive solo tra dolore e lacrime e ha perso tutto. Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie. Vostro fratello in Cristo. Padre Nader Jbeil Direttore Radio Sawt el Sama 00961 76 800 054
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Il Papa accenna a un baciamano quando saluta la regina di Giordania 30/08/2013 09:26:23 di Luisa De Montis Il Papa accenna a un baciamano quando saluta la regina di Giordania (ilgiornale.it) - Papa Francesco accenna a un baciamano quando saluta la regina Rania di Giordania ricevuta in udienza assieme al marito, il re Abdallah Ibn Husayn. La semplicità e l’immediatezza di Bergoglio ancora una volta si manifestano. Il Pontefice mantiene gli stessi atteggiamenti e le stesse abitudini che aveva prima di salire al soglio petrino. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bergoglio-accenna-baciamano-quando-saluta-regina-giordania-946311.html
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Padre Nader Jbeil: "I terroristi islamici vogliono eliminare il cristianesimo nei luoghi dove ha le sue radici" 02/10/2013 10:09:48 di Padre Nader Jbeil Padre Nader Jbeil: Fratelli carissimi, con il cuore colmo di dolore devo dirvi che, proprio in queste ore i terroristi islamici di al-Nusra hanno circondato, e sono in procinto di attaccare il Santuario mariano “Santa Maria di Seydnaya”, situato a nord di Damasco. Seydnaya risale al quinto secolo, e nel santuario vi è conservata l’immagine miracolosa della “Beata Vergine Maria” dipinta dall’apostolo ed evangelista Luca. Migliaia di visitatori di tutte le fedi e confessioni si recano ogni anno per pregare in quel luogo sacro. I ribelli islamici attaccano tutti i villaggi cristiani, e lasciano dietro di loro devastazione e lacrime, e con l’imminente attacco a Seydnaya, vogliono affermare la loro supremazia sui cristiani, come già accaduto con l’attacco al Monastero di Ma’lula . Amici, Seydnaya, Ma’lula sono centri cristiani di grande spiritualità in Siria, e i terroristi qaedisti attaccando questi luoghi sacri, attaccano il “cuore” della cristianità di tutto il mondo. I cristiani hanno sempre sostenuto Assad, perchè lui e suo padre prima di lui ha promosso la tolleranza religiosa,e anche nel bel mezzo del conflitto, i cristiani continuano a sostenere Assad perché la prospettiva di un governo fondamentalista religioso che impone la “sharia” e perseguita i cristiani è fin troppo reale, e inaccettabile. Fratelli ogni uomo ha il diritto di professare liberamente il proprio credo, ma è oramai ben chiaro che questa guerra si è trasformata in una “guerra religiosa” in cui i terroristi islamici con violenza è crudeltà vogliono eliminare il cristianesimo nei luoghi dove il cristianesimo ha le sue radici. Restiamo sempre uniti nella preghiera a Maria Regina della Pace. Dio vi benedica. Vostro fratello in Cristo. Padre Nader Jbeil Direttore di Radio Sawt el Sama Per contattarmi In Italia Cell 0039 388 8787180 In Libano Fax. 00961 8813316 Tel. 00961 8813300 Cell. 0096176800054 In Siria Cell 00961 959241986 E-mail. amiconader@yahoo.it sawtelsama@yahoo.it
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Il cammino del Faraone 11/08/2012 di Giancarlo Matta Il cammino del Faraone PRIMA PARTE Oltre quattro anni or sono, in un incontro con la Professoressa Ida Magli, ebbi modo tra l’altro di esporre come “gli elementi che rendono tanto spaventosa la prospettiva di una vittoria della barbarie islamica all’ interno della Civiltà Occidentale sono quegli stessi elementi che la rendono possibile…”. Osservazione tendenzialmente pessimista alla quale l’eccellente studiosa replicò con ancor maggiore pessimismo. Oggi tuttavia vorrei esporre, oltre alla mia consueta e perfida attitudine a biasimare l’islam, anche una esortazione a non considerare inevitabile “il crollo dell’Occidente”. Così, con la mia solita prosopopea intendo aggiungere a ciò che dissi allora: GLI ELEMENTI CHE COSTITUISCONO LA BASE (OVVERO LA MOTIVAZIONE) DEGLI SFORZI DEGLI ISLAMISTI TESI ALLA CONQUISTA DEL MONDO, SONO QUEGLI STESSI ELEMENTI CHE POSSONO VANIFICARNE IL RISULTATO E PORTARLI ALLA DEFINITIVA SCONFITTA. Le note seguenti (in parte attinte anche da InterNet) sono per certi versi ovvie. Se i nazisti si fossero contentati di una serie di purghe domestiche e di un po’ di espansionismo territoriale, oggi, forse, starebbero ancora amministrando uno Stato, forse, in decadenza. Una diversa storia, riguardante gli anni scorsi, forse parlerebbe di proteste popolari contro la disastrosa economia del NazionalSocialismo. E fermi lì. Ma Hitler e i suoi complici (per nostra fortuna) mancavano di senso delle proporzioni. Quando essi si gettarono nell’invasione della Russia, in una guerra africana, e in una battaglia aerea contro l’Inghilterra, con una dichiarazione di guerra all’America … fu l’inizio della loro fine. E la loro ideologia morì con loro. Una ideologia che combatte una guerra simultanea praticamente in ogni continente suona come qualcosa di simile al Nazismo. La “crociata” islamica che ci affronta è anch’essa altrettanto arrogante e troppo estesa. Gli islamisti sono convinti che vinceranno ogni battaglia perché è loro destino vincere. E che i loro nemici sono dei vigliacchi già facilmente dominati (vedi l’ONU) e ingannabili. Ma nel mondo libero il terrorismo musulmano sta trasformando l’immigrazione e la shari-a in un argomento che riguarda la sicurezza nazionale, e la arroganza della crociata islamica tesa a un nuovo califfato mondiale si sta creando velocemente molti nemici. Essa conta sulla tacita complicità e il sonante danaro dell’Occidente. Ma questo è sostanzialmente un punto debole. Se i musulmani si fossero concentrati su rivoluzioni nazionali, la maggior parte del rimanente mondo li avrebbe lasciati fare. I Capi dei Paesi occidentali hanno perso ogni entusiasmo per interventi armati decisivi pro o contro dei tiranni (Lo prova la lentezza delle campagne militari iniziate in Afghanistan, Iraq, Libia, Corno d’Africa). E se gli uomini d’affari Occidentali possono imparare a convivere con Dubai e l’Arabia Saudita, possono anche accettare trasformazioni degenerative simili in Egitto e in Siria. Dunque i musulmani avrebbero potuto mettere insieme, dalle loro parti, un ampio califfato praticamente senza obiezioni del mondo restante. Un poco come l’iniziale insegnamento staliniano del “socialismo in un solo Paese”. Ma al contrario essi hanno perso più tempo a concentrarsi sulla espansione di conquista esterna piuttosto che sulla rivoluzione interna. Come giocatori dilettanti, i capi delle organizzazioni islamiste si sono gonfiati di orgoglio ed hanno deciso che non possono perdere. Essi non si sono limitati dunque ad abbattere quel che ostacola i loro piani nei loro propri Paesi, al contrario hanno stabilito che avrebbero legato tutti i Paesi del mondo e li avrebbero tirati giù tutti insieme ai loro piedi. Un vero e proprio delirio di onnipotenza. Usando il terrorismo per intimidire e ricattare l’Occidente. E poi usando la ricchezza e l’immigrazione come leve principali per condizionarne le politiche. E la cosa sta funzionando abbastanza bene, fino ad ora. Ma bisogna ricordare che la maggior parte dei piani di battaglia funziona quando il nemico si difende poco. Gli islamisti stanno mettendo insieme molti nemici velocemente, senza considerare che cosa avverrebbe se questi nemici si unissero contro di loro. Hanno speso troppo tempo sogghignando della dipendenza Occidentale dal loro petrolio e dalla loro immigrazione per pensare a che cosa avverrebbe il giorno in cui il tubo dell’oleodotto e la via dell’immigrazione fossero chiusi. Come i nazisti, si stanno baloccando in sogni di gloria anziché prendere nota di tutti i posti in cui stanno avanzando, di tutte le guerre palesi e occulte che stanno combattendo, di tutte le moschee che stanno costruendo, e accorgersi di quanto tutto questo li renda vulnerabili. La Fortuna molto spesso arride all’aggressore che prende l’iniziativa. Vero. Ma questo solo fino a quando non esagera. Perché allora è la controparte, che prende l’iniziativa. Hitler si reputava abbastanza forte per prendere la Renania, per inglobare l’Austria, per impossessarsi della Cecoslovacchia, e della Polonia, agendo nell’inerzia del mondo. Poi, con i bombardieri che volavano sopra Londra e i carri armati molto addentro al territorio russo, il Terzo Reich e i suoi alleati sembravano inarrestabili. Ma pochi mesi dopo le truppe nemiche stavano distruggendo Berlino. Ecco il problema, quando si pensa che si vincerà perché si è destinati a vincere. Quando finalmente ci si accorge in quale inestricabile guaio ci si è messi, è troppo tardi. SECONDA PARTE Alla fine del 1941, la Germania prendeva l’iniziativa anche contro quell’America che avrebbe determinato nuovamente un’inversione della marea. È difficile trovare un caso più chiaro di oblio completo delle lezioni di una guerra. Ma i nazisti erano giunti al potere respingendo o sottovalutando le lezioni politiche, militari ed economiche della Prima Guerra Mondiale. L’asserzione che la Germania aveva perso perché era stata tradita la condannava a perdere una seconda volta. Gli islamisti soffrono dello stesso atteggiamento di distorta percezione della realtà. E la negazione della storia li condanna a riviverla. La loro asserzione che gli Stati islamici sono immuni dai problemi sociali ed economici tipici degli Stati secolari implica che le loro aspirazioni per un califfato crolleranno trasformandosi in guerre civili.
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Il mito del terrorista suicida è l’ultima disperata risorsa di un’ideologia illusoria che cerca di negare le proprie umane vulnerabilità coprendole con un torvo ma sfilacciato sudario metafisico. La purezza della dottrina razziale e religiosa non corrisponde all’onnipotenza. E l’espansionismo islamico ha il dovere di imparare di nuovo la stessa lezione che la Seconda Guerra Mondiale dispensò agli aggressori recidivi che la scatenarono. Il califfato e il Terzo Reich sono le visioni di maniaci e di demagoghi che cercano di rimettere indietro il calendario storico nell’illusione di tornare a un passato mitico. Costruiscono castelli di sabbia su una spiaggia insanguinata. Gli ossessivi e parossistici progetti di costruzioni coi petrodollari di Dubai hanno qualcosa che ricorda Albert Speer. Grandissime costruzioni per mostrare la grandezza di un regime, nel momento in cui ne rivelano la mancanza di senso, di creatività, di rispetto per l’ambiente. E la propria sottostante insicurezza. L’ossessione che già fu dei nazisti, dei comunisti ed ora è dei musulmani, per la costruzione di strutture gigantesche, rivela qualcosa dell’insicurezza che sta dietro la loro violenza. Le insicurezze interiori conducono alla grandiosità. Le aggressive pretese che descrivevano “romanticamente” allora l’uomo ariano come sovra-umano, ovvero “religiosamente” oggi l’uomo islamico volontario suicida come il martire interprete dello Jihad trionfante, condividono un comune disprezzo per l’umanità. E dietro il disprezzo, la codarda paura di essere soltanto persone mediocri. L’ambizione del califfato nasconde la propria stessa putrefazione sub-etica. La pretesa grandiosità di uno Jihad in tutto il mondo non è l’opera di persone dal forte pensiero ideale, ma di persone deboli. E qui di nuovo rifilo malignamente un assioma (che già potrebbe essere riferito alla Civiltà nostra ma mi affretto ad aggiungere che la Civiltà nostra non è mica basata solo sul danaro, per nostra buona sorte…..): le economie forti danno origine al pensiero debole, che è una delle principali cause della loro rovina. State a vedere che agli arabi l’ubriacatura petrolifera dei pochi decenni scorsi, inebriandoli di quattrini e di conseguente pulsione a dominare, li porterà al crollo. Il Jihad non è messo in marcia perché è forte, ma perché i suoi promotori sono incapaci di offrire qualsivoglia soluzione reale ai problemi empirici interni della nazione musulmana, con o senza ingenti ricchezze. Tutto ciò che i capi islamici offrono (a prescindere dalle fazioni nelle quali essi sono divisi e apparentemente contrapposti) sono servizi sovvenzionati e regalie in cambio del sostegno acritico e del sacrificio popolare. Come quelle nazista e comunista, anche l’utopia islamica è insostenibile. Il sogno di una banda di stolti incoraggiati da avidi ladri e difesi da crudeli assassini. E come quelle, aumenta la propria credibilità estendendo il conflitto. Ponendosi ipocritamente come la forza della luce che si oppone alle tenebre. E come quelle, l’Islam distrugge le società di cui si impossessa, per continuare una guerra che non ha scopo se non quello di nascondere la stupidità criminale e la arretratezza delle sue dottrine, e l’incompetenza miserabile dei suoi esegeti visionari. La connaturata instabilità sociale dell’Islam rende necessario il suo espansionismo. Così come l’instabilità economica del NazionalSocialismo rese necessaria la Notte dei Cristalli e l’invasione della Polonia per l’élite nazista. O i fallimenti socio-economici del Comunismo Sovietico resero inevitabile il suo espansionismo in parte incoraggiato da una certa capacità di seduzione ideologico-religiosa (che si concluse in una implosione). La forte ideologia guerresca di una nazione non fallisce internamente finché non fallisce anche esternamente. Il Jihad islamico è un’instabilità sociale grave mascherata e truccata da espansionismo mediante l’inganno e la forza bruta. Debolezza che finge di essere forza. Gli avvenimenti in Iran e Siria hanno mostrato che i regimi islamici non sono più stabili di quelli secolari. Alla fine l’avidità dell’oligarchia che governa e il fanatismo dei suoi religiosi andranno a schiantarsi contro la barriera della frustrazione e della collera pubblica, anche alimentate dalla percezione del differente e invidiabile tenore di vita di Società libere e moderne. L’esportazione della stessa instabilità e della stessa violenza fanatica nelle nazioni Occidentali attraverso l’immigrazione può far barcollare il mondo libero. Ma molto più probabilmente porterà ad una reazione severa. Ed è esattamente ciò che sta iniziando ora. Della intima meschinità e malvagità di carattere degli islamisti in quanto tali, nonché dell’assoluta inconsistenza della loro pretesa metafisica, si sta rendendo sempre più consapevole il cittadino medio del mondo libero. Sarà vero come le Società Occidentali hanno bisogno degli immigrati, ma entro un certo limite. A parte il fatto che tanti immigrati possono ben provenire da Paesi non islamici, questo limite sarà presto raggiunto quando si renderanno conto (specialmente le forze di sinistra) che l’immigrazione degli islamici e la loro violenza rende vano il sogno di una nuova e migliore Europa e di un mondo regolato da leggi internazionali che difendono la Libertà. In ogni caso si è ben constatato come le utopie tipiche del pensiero della sinistra Occidentale hanno manifestato una efficacia e addirittura una vita limitata. Queste utopie man mano crollano malgrado abbiano ancora numerosi sostenitori, e non sono né saranno di grande utilità pro o contro gli immigrati islamisti né per la violenza che essi portano con sé. L’Islam sta comunque spingendosi troppo oltre. I suoi successi geo-politici (derivati essenzialmente dalla iniziale debolezza degli interlocutori) hanno infiammato il suo senso del destino. Ma la geo-politica cambia col tempo. E diversamente da ciò che avviene in una multiforme società tecnologica evoluta dotata anche di un esercito competente e motivato, i vantaggi politici ed economici che vengono soltanto dal petrolio, ancorché grandi, sono insieme vulnerabili e soggetti a rapidi cambiamenti. Basti pensare agli attuali diffusi sforzi scientifici e tecnici, e alle importanti prescrizioni Normative che nel Mondo Libero tendono a ridurre drasticamente la nostra dipendenza dal petrolio. L’immaginario giroscopio della storia sta girando il suo asse. E mentre i musulmani sono convinti che stia ruotando in direzione a loro propizia, farebbero bene a ricordarsi come i gloriosi e relativamente brevi tempi passati della dominazione che essi stanno tentando di riafferrare arrivarono alla loro fine per ottime, solide ragioni. E che la Storia colpisce più duramente coloro che rifiutano di impararne le lezioni. E si renderebbero conto che essi sono divenuti attualmente i suoi peggiori alunni. Un antico aneddoto egiziano dice: “Il vecchio osò domandare al Faraone: -come hai fatto a diventare così potente? -NESSUNO HA TENTATO DI FERMARMI. Fu la risposta.” Sappiamo come andò a finire. Oggi, molti hanno deciso di fermare gli islamisti.
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La libertà e il corpo delle bambine 23/08/2012 15:41:57 di Silvana De Mari “la guerra è pace” “la libertà è schiavitù” “l’ignoranza è forza” George Orwell Chi ha grandi poteri ha grandi responsabilità. Spiderman. Chiunque abbia seguito con attenzione gli eventi classificati nel loro insieme dai media occidentali come primavera araba, si è reso conto di come questa dizione suoni ogni giorno più orwelliana. La seconda cosa di cui ci rendiamo conto è che la parola che ossessivamente risuona nelle parole dei Fratelli Mussulmani e la parola libertà, ed è questa ossessiva ripetizione, la continua dichiarazione che la soluzione di ogni problema è la libertà, che ha spinto e spinge molti commentatori ad continuare a usare la parola primavera araba. La parola libertà è quella anche presente nella Dichiarazione della Libertà dell’Uomo Islamico di seguire la Umma, http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_de_Il_Cairo_sui_Diritti_Umani_delle_Nazioni_Islamiche equiparata dall’onu ( minuscolo, non è un errore) alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Se un uomo non può seguire la sharia, la sua libertà è violata. C’è una certa logica. Attenzione: non solo se un uomo non può fare quello che la sharia obbliga, ma anche se non può fare quello che la sharia permette, la sua libertà è violata.. Quindi la parola libertà ossessivamente presente ha una sua logica. Inoltre, dato che l’islam deve prevalere, nella libertà dell’uomo islamico non deve esserci nessuna reciprocità E’ l’islam la religione giusta, tutte le altre sono errate. L’uomo islamico deve avere tutti i diritti garantiti dalla sharia se vive in Inghilterra, ma questo non leva che la messa cristiana, dove si beve vino, debba essere vietata in Arabia. Cosa dice la sharia? La legge islamica, rileggete l’articolo di Renè Marchand, ha la vita di Maometto come fonte di dottrina. Tutto quello che ha fatto Maometto è giusto. Quindi è giusto per un uomo “sposare” una bambina di otto anni, perché questa è l’età della terza moglie di Maometto. Chiunque impedisca a un islamico di sposare una bambina di otto anni sta violando una sua libertà fondamentale, chiunque condanni o anche solo critichi chi sposa una bambina di otto anni sta criticando il profeta Maometto. Quindi recapitoliamo. Un tizio che si chiama Smith o Rossi o Dupont che desideri sposare una bambina di otto anni, e fare con lei le cose che si fanno nel matrimonio, incluso introdurre il proprio pene nella vagina di lei, commette un crimine. Se si chiama Mohamed invece sta attuando un suo pieno diritto e chi glielo contestasse violerebbe la sua libertà. Mi scuso per l’accenno al pene e alla vagina, non voleva essere trash, ma semplicemente ricordare che non sempre la vagina di una bambina di 8 anni è sufficientemente elastica, sa sopportare la presenza ripetuta del pene, tanto più che per motivi ormonali manca la secrezione delle sostanze che la lubrificano, e in più è sottile. Madre natura è un po’ zucchina, ha l’islamofobia anche lei . Qualche volta capita, è raro, certo, sono la prima a riconoscerlo, fino ad ora solo un caso di morte denunciato in tutto il mondo, che la vagina si rompa, si abbia una frattura dei fornici, e conseguente peritonite, che è una patologia che dura ore, quindi c’è tutto il tempo di portare la bambina al pronto soccorso, non è il caso di preoccuparsi. Dopo la Rivoluzione Khomeinista l’età in cui i bambini passano alla pubertà è stata abbassata a 9 anni per le bambine e a 15 anni per i maschi.Ha specificato Mohammad Ali Isfenani: “Per le bambine nove anni è l’età in cui si raggiunge la pubertà e si è pronte per sposarsi. Fare altrimenti contrasterebbe con la legge islamica della Sharia”. Secondo la Women’s News Network ogni anno nel mondo si sposano oltre dieci milioni di ragazzine sotto i 18 anni, solitamente senza il loro consenso, ma in nozze con uomini molto più vecchi. Bambine di otto anni, nove, dieci e undici sono normalmente sposate in Arabia Saudita e Yemen e ovviamente nella capitale di Eurabia, il Regno Unito. Finalmente i servizi sociali si sono allertati? Ma non diciamo idiozie. I servizi sociali quando c’è la parola islam sono sotto un sasso come le lucertole a ferragosto. Semplicemente i matrimoni con bambine sono talmente normali che hanno cominciato a farli anche in moschea, ufficialmente. Queste bambine sono di origine pachistana e tutte nate in Inghilterra, quasi sempre figlie di genitori nati in Inghilterra. Al mattino si alzano dal letto del loro marito padrone, gli preparano la colazione, si prendono i calci se la colazione non è buona, mettono sulla loro vagina dolente e sui loro lividi la divisa scolastica, gonna scozzese, camicia bianca e velo, e vanno a scuola. Queste bambine vanno a scuola e ascoltano le idiozie che racconta l’insegnante, che loro sono cittadine britanniche. Prima o poi i loro corpi impuberi cresceranno, e loro resteranno incinte e metteranno al mondo figli che , nessuno si faccia illusioni, si faranno esplodere in una metropolitana con una cintura esplosiva. Chi siamo noi per criticare le usanze degli altri? Esseri umani. Dove il giudizio è sospeso è sospesa l’umanità. A furia di sentirci ripetere che non dobbiamo avere pregiudizi, credendo che pregiudizio voglia dire giudizio negativo, non osiamo criticare nulla di extraeuropeo. Questo crea un riflesso condizionato micidiale. Molte persone coraggiose ed oneste nel criticare comportamenti di occidentali, sono paralizzate dall’orrore di criticare persone di origine africana o asiatica.(cfr La mistica della Penitenza, Il singhiozzo dell’uomo bianco. Pasqual Brukner Guanda editore) Quando l’Impero Britannico arrivò in India, era uso irrinunciabile la pratica del sutthi, vale a dire quando un uomo moriva prima della moglie, costei andava bruciata viva sulla pira funebre del marito. La prima cerimonia funebre dopo l’arrivo dei britannici, la giovane vedova già legata sulla pira, fu interrotta da un ufficiale britannico che si presentò a capo dei suoi dragoni con i fucili spianati. «La nostra civiltà ci obbliga a bruciare la vedova, che non sopravviva al suo padrone », obbiettarono i presenti. «La mia civiltà mi obbliga ad aprire il fuoco su chi brucia una donna », rispose l’ufficiale. «E i fucili ce li ho io ». Quindi è tutto qui. La nostra civiltà difende le bambine. Noi difendiamo l’individuo, l’individuo e basta, perché l’individuo esiste, ha gambe , braccia, occhi, una testa. Non difendiamo le religioni, non difendiamo le civiltà. Se una religione permette una cosa mostruosa come il matrimonio di una bambina di otto anni la nostra civiltà ci ordina di affermare, scrivere, firmare che quella religione è sbagliata, un crimine contro l’umanità. I miei margini di dialogo con chi lapida una bambina di dodici anni sono di impedirglielo fisicamente o morire nel tentativo. I miei margini di dialogo con chi ritiene che sia giusto dialogare con chi lapida una bambina di dodici, anni sono di sommergerli nel disprezzo. Quindi qualsiasi intellettuale, uomo politico e sedicente filosofo, prelato, sia andato a stringere la mano ai carnefici iraniani, assassini di bambine e aspiranti distruttori dello stato di Israele, rientra nel mio disprezzo più assoluto. Signori, la mia civiltà, la mia unica civiltà, mi ordina la verità, che è quello che ci renderà liberi. La verità è che siete dei cialtroni andati a stringere le mani a degli assassini.
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Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati!
30/08/2012 11:47:18 di Silvana De Mari. Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati! Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati! alcune sue considerazioni su islam e crociate, ambedue prese da Tristi Tropici. Sono considerazioni fatte da un ebreo libero pensatore, non da un gesuita.
"L’evoluzione razionale è inversa a quella della storia. L’islam ha tagliato in due un mondo più civile. Che l’Occidente risalga alle fonti del suo laceramento: interponendosi fra il buddismo e il cristianesimo, l’islam ci ha islamizzati; quando l’Occidente si è lasciato trascinare dalle crociate ad opporglisi e quindi ad assomigliargli piuttosto che prestarsi, se l’islam non fosse esistito, a quella lenta osmosi col buddismo che ci avrebbe cristianizzati di più e in senso tanto più cristiano in quanto saremmo risaliti al di là dello stesso cristianesimo. Fu allora che l’Occidente ha perduto la sua occasione di restare femmina"
Saltiamo a piè pari le considerazioni sul buddismo come forma di cristianesimo non cristiano, unico cristianesimo possibile in popoli che non hanno potuto avere per motivi geografici né la conoscenza di Mosè, né quella di Cristo, teoria su cui possiamo essere in accordo o disaccordo, non è questo il punto. Il punto è che le crociate sono state guerre di difesa senza le quali non esisteremmo. Combattere imbarbarisce. In più il combattere qualcuno è una forma di intimità. Si assumono per contagio le caratteristiche di colui che si sta combattendo. Il cristianesimo, religione asiatica che si è sviluppata in mezzo a popolazioni feroci, romane e barbare, aveva già cominciato a ingentilire i popoli ed aumentarne la potenza etica, quando ha avuto due scelte: imbarbarirsi o perire. L’Europa ha avuto due strade: non resistere e soccombere, resistere e imbarbarirsi. Abbiamo resistito, e siamo rimasti l'unico continente dove la religione asiatica del cristianesimo esisteva ancora. Senza le crociate il cristianesimo sarebbe stato spazzato via e ora l'islam sarebbe l'unica religione. Esistiamo. Il cristianesimo che non si è imbarbarito abbastanza da vincere una guerra militare, Nord Africa, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Palestina, Turchia, come il buddismo afghano e pachistano, come l'induismo indonesiano e del Bangladesh, semplicemente non esiste più.
Nella Bibbia e nel Vangelo, si parla anche di un Dio degli eserciti. Un uomo può porgere l'altra guancia quando si tratta della sua faccia. Quando in gioco ci sono la testa dei figli e il ventre delle donne, il potere militare non è vietato. Il potere militare nel soccorso non è vietato nemmeno nel cristianesimo. E' un potere che ha degli obblighi imprescindibili, il rispetto dei civili, il rispetto dei prigionieri, ma il pacifismo suicida non è un ordine religioso. Gli uomini che sui loro carri armati sono entrati nel campo di sterminio di Dachau, non hanno violato la Legge. Erano partiti da una terra non minacciata ed avevano traversato il mare per venire a fare la guerra. Anche loro erano crociati, come crociati erano gli uomini che hanno abbattuto il potere del sultanato liberando interi popolo da un giogo feroce. Osama Bin laden, correttamente, li identifica come tali. Sui vostri libri c'è scritto che le crociate sono guerre ignobili? Sono state guerre di difesa, senza le quali non esisteremmo. Quando i crociati sono stati sconfitti il teatro dello scontro si è spostato a Costantinopoli e poi a Vienna, ma a quel punto avevamo ricuperato la nostra forza e abbiamo tenuto. Se lo scontro fosse stato spostato sulla nostra terra, la Spagna e la Sicilia erano già cadute, con tre secoli di anticipo non ce l'avremmo fatta. A Gerusalemme il cristianesimo come l'ebraismo, era la religione autoctona e l'islam era l'invasore. Per quattro secoli la cristianità ha con saggezza e bontà pacifista (o vigliaccheria) assistito al jihad che massacrava la cristianità di Siria, Egitto Libia, Sudan Algeria, Marocco, Mesopotamia (Iraq), poi dopo che Gerusalemme è stata conquistata con il ferro e il fuoco, il Santo Sepolcro distrutto (era una collina. Distrutto come i due Budda in Afganistan), i pellegrini crocefissi, allora sono andati in guerra e ci sono andati come uomini dell'undicesimo secolo, che non si giudicano con standard attuali. Hanno massacrato ebrei innocenti, non ho parole per dire quanto mi addolori, è una delle (numerose) cause della mia fedeltà assoluta allo Stato di Israele, ma attenzione: gli ebrei uccisi dai crociati nella prima crociata sono numericamente inferiori a quelli sterminati dagli arabi quando prendono Toledo. Noi abituati all’autoflagellazione dimentichiamo sempre i numeri. I popoli dove il cristianesimo non c’è uccidono molto di più. Sempre. Quando Jengis Khan prende Pechino, i morti sono mezzo milione. Quando Maometto Secondo prende Costantinopoli lo sterminio è spaventoso.
Nelle crociate, ricordiamolo, gli aggressori, chi aveva cominciato, erano gli altri. Che Gerusalemme sia una città santa dell’islam, Gerusalemme mai nominata dal Corano, dove Maometto non è mai stato, è una teoria nemmeno condivisa da tutti nell’islam. Che l’islam debba avere diritti su Gerusalemme è un’idea discutibile, che questi diritti debbano essere superiori a quelli di cristiani e soprattutto ebrei, è delirante. In più la teoria che un tizio passato alla storia come il feroce Saladino fosse tollerante e compassionevole è ridicola. Quando i musulmani prendono Gerusalemme distruggono il Santo Sepolcro, quando i cristiani prendono Gerusalemme non distruggono la moschea con la cupola dorata. Chi sono gli intolleranti? Le pietre non mentono. Quando ti rimproverano le guerre di difesa, allora vuol dire che il tuo compito è farti cancellare dalla superficie della terra, mentre te ne stai buono buono. I cristiani che non vogliono combattere militarmente, che non riconoscono che Cristo intenda un Dio degli eserciti, nominato come tale solo una volta nei Vangeli, allora devono combattere ideologicamente, hanno però il dovere di combattere ideologicamente: dichiarando che la religione dei disarmati è migliore, superiore, che la religione che assolve l'adultera è migliore di quella che la lapida, così che le loro voci possano convertire i loro aggressori e si arrivi alla vittoria, per via non violenta.
Disarmati e imbavagliati non è cristianesimo: è idiozia suicida. In più: l'ordine di porgere l'altra guancia non può essere esteso agli Stati: date a Cesare quel che è di Cesare. La protezione delle leggi dello Stato e dei suoi confini è di Cesare, altrimenti diventiamo teocrazia. La bontà non può essere statale. Ogni cittadino deve poter andare all'inferno, chi gli impone statalmente di essere buono viola la sua libertà e stravolge il cristianesimo, che è legge morale, non statale. In uno Stato fanno parte credenti, poco credenti e atei. I credenti non possono imporre la loro non belligeranza davanti ad un’aggressione. Poi possiamo discutere se la non belligeranza sia una scelta etica. Posso non difendere me stesso, ma posso non difendere degli innocenti? Se esistesse la macchina del tempo non avrei nessun dubbio a fare domanda per far parte del contingente che ha liberato Buchenvald e chiederei di andare con un mitragliatore. Il giorno in cui mi trovassi di fronte alla lapidazione di un’adultera cercherei di impedirlo fisicamente o morirei nel tentativo. Impedire fisicamente vuol dire con le armi. Stare fuori dai conflitti e lasciare gli altri a morire non è una scelta etica ma una vigliaccata. Il cristiano che rifiuti l’idea di combattere non sta fuori dai conflitti, ma ci va da disarmato: si mette davanti all’adultera e muore con lei. Non la salva, ma non la lascia morire da sola e testimonia con la sua morte quanto ritenga iniqua quella morte. Combattere con le armi per liberare l’adultera e morire con lei sono due scelte etiche. Non fare un accidente non è una scelta etica e dire che la lapidazione è un cosa che non possiamo giudicare perché “ è la loro civiltà” è la negazione dell’umanità e del pensiero.
Senza le crociate io non esisterei. Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe. Le crociate hanno avuto il merito di rallentare la conquista del Mediterraneo. Se il Mediterraneo fosse diventato islamico prima del 1453 non ce l’avremmo fatta a resistere. Se Vienna fosse stata assediata prima, l’avrebbero presa. Tutto qui.
Nel contingente della prima crociata facevano parte anche i sudanesi, che all’epoca si chiamavano regni copti di Dongola e Axum, che stavano salvando la religione in cui credevano, stavano anche cercando di salvare il corpo delle loro donne e la vita dei loro figli. Non ce l’hanno fatta. Il Sudan poi, è stato conquistato ed ora è una terra di sassi e scorpioni. La raffinata civiltà copta è stata spazzata via e nessuno la ricorda nemmeno più.
“Ho incominciato a riflettere in un momento in cui la nostra cultura aggrediva le altre culture, di cui perciò mi sono fatto testimone e difensore. Adesso ho l’impressione che il movimento si sia invertito e che la nostra cultura sia sulla difensiva di fronte alle minacce esterne e in particolare di fronte alla minaccia islamica”. Claude Levi Strauss.
Claude Lavy Strauss è morto sconvolto dall’orrore di una Francia e un’Europa che si avviano a diventare islamiche. Il fondatore della moderna antropologia e dell’antirazzismo scientifico, quindi, temeva moltissimo l’islam, era “islamofobo”, temeva l’islam perché temere l’islam e opporsi non è razzismo ma antirazzismo.
Sulle crociate è irrinunciabile il libro di Robert Spencer (Lindau Ed.) che anche lui come Magdi Cristiano Allam e Bat Ye Or gira con la scorta.
In più ricordiamo Osama Bin Laden: l'11 settembre ha punito crociati e sionisti. Se ancora avevamo dei dubbi!
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Le stragi in Siria: se la cristianità non afferma che l'islam è un nemico mortale sarà spazzata via 10/10/2012 22:00:59 di Silvana De Mari Le stragi in Siria: se la cristianità non afferma che l'islam è un nemico mortale sarà spazzata via Notizie atroci arrivano dalla Siria. Foto di chiese depredate e bombardate, miliziani della jihad islamica che mostrano in caroselli fatte con le auto le croci divelte come bottino di guerra. La foto di un bambino sgozzato. La foto di un uomo con il volto tumefatto cui per ridere è stato divelto un occhio. La foto di un cadavere cui è stata tagliata via la faccia da vivo. Un gruppo di bimbi è accoccolato sulle macerie del convento che fungeva da orfanatrofio. Una decina di bambini dorme per terra sul pavimento di un’aula scolastica: sono i profughi in Libano, accolti nelle scuole perché non c’è altro. Anche gli islamici soffrono in questa guerra terribile: trecentomila sono in Giordania, racconti in campi profughi, ma per loro almeno c’è qualche aiuto, per loro si alzano campi profughi: tende, cucine, latrine campi giochi. Per i cristiani non ci sono aiuti. Gli aiuti internazionali sono distribuiti da organizzazioni islamiche che non soccorrono i cristiani. Perché dovrebbero? Uno degli scopi della guerra civile in Siria è “purificare la Siria dal cristianesimo”. La Siria è la seconda culla della cristianità. Le trecento chiese più antiche sono in Siria, o forse sarebbe più corretto dire che erano in Siria, fino all’anno scorso. Ora non so cosa ne resti. La terza culla della Cristianità è il posto che adesso si chiama Turchia, perché prende il nome dai turchi, popolazione arrivata dall’Asia centrale. La città che ora si chiama Istanbul si chiamava Costantinopoli ed è la città dove la cristianità è uscita dalla persecuzione, quindi dovrebbe essere una città santa del cristianesimo. Costantinopoli è caduta il 29 maggio del 1453 ed era martedì. L’evento è stato una tale tragedia da essere stato messo dal popolino sullo stesso piano della crocifissione di Cristo avvenuta di venerdì, e ricordato in una specie di proverbio. Di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte e non si comincia un’arte. La superstizione è un tentativo di rendere prevedibile la storia sottraendola alla follia, e contiene, come ogni mito , la realtà degli eventi. Cominciò con il massacro della presa di Costantinopoli l’estirpazione della cristianità dal Mediterraneo. I cristiani erano il 100% della popolazione della “Turchia”, all’inizio del secolo scorso erano il 30%, poi il genocidio degli Armeni, le conversioni forzate e la fuga ne hanno ridotto il numero allo 0,6%. Nella città dove è stata scritta l’Apocalisse di San Giovanni il cristianesimo non esiste più. L'Apocalisse si rivolge alle Chiese d'Asia, perché il Cristianesimo era un religione asiatica: dall'Asia è quasi completamente estirpato. I turisti in Turchia sono accompagnati da guide che mostrano rovine con scritte greche e latine che loro non sanno decifrare: perché dovrebbero? La lingua degli sconfitti, come la loro cultura è spazzatura. Il cristianesimo tra non molto non esisterà in Siria, per eliminarlo occorre annientare i corpi dei cristiani, ucciderli, torturarli, spingerli alla fuga. Il loro dolore è inascoltato. Ascoltarlo è politicamente scorretto, vuol dire far saltare la grande menzogna del dialogo interreligioso: andate a dialogare con i miliziani che urlano felici dopo aver distrutto una chiesa e sulle loro jeep vanno a caccia di cristiani. Vuol dire far saltare la menzogna che non è in atto uno scontro di civiltà. Vuol dire far saltare la menzogna che il problema è Israele. Molte gerarchie religiose amano l’islam, diciamocela questa verità, perché è maledettamente vera. Violando il Vangelo che ordina, un ordine tassativo, assoluto, l’obbligo principale di ogni cristiano, di evangelizzare, portare la buona Novella, che è una e una sola, affermano che tutte le religioni portano a Dio e rifiutano di “fare proseliti”, cioè convertire. Il cardinale di Milano ha compiuto l’agghiacciante gesto di inchinarsi davanti al ramadan: il suo compito era affermare che il ramadan è una pratica crudele che costringe a soffrire la fame e la sete e distrugge la capacità di lavoro, distrugge gli stessi neuroni, e affermarlo fino al martirio. La cristianità non esisterà tra breve in Nord Africa, che quando era cristiano era ricco, verde, la Libia era il granaio dell’impero, era colto: la biblioteca di Alessandria, le dispute filosofiche, le pitture belle come quelle di Fayum: tutto cancellato, tutto perso. L'agricoltura affidata a schiavi ha distrutto l’irrigazione, che presuppone lavoro intelligente, non coatto, di gente che lavora per sé e per i propri figli. Il taglio degli alberi per fabbricare le navi che per secoli hanno fornito schiavi, era la mia gente, ha desertificato il Nord Africa. Il Sudan è stato un luogo ricco e colto, culla della civiltà copta, che dall’Egitto ha raggiunto l’Etiopia. I regni copti di Dongola e Axum hanno partecipato alla prima crociata. Lo hanno fatto per liberare il Santo Sepolcro, distrutto dagli islamici, che crocifissero i pellegrini: l’idiozia dell’islam religione di pace e tolleranza lasciamola ai deliri del regista Ridley Scott, l’idiozia delle crociate fatte per motivi economici, in un’epoca in cui dell’economia non si aveva nessuna idea, lasciamola alla critica degli storiografi marxisti, che, poveretti, partono dal presupposto che Lenin fosse intelligente e Marx buono, che non sono nemmeno riusciti a capire che il marxismo altro non è che la teorizzazione del ritorno allo stato feudale e quindi sono allenati alla storiografia fantastica. Ma non è stato il solo motivo: c’era anche la necessità di salvare la testa dei loro figli e il ventre delle loro donne: una volta diventato il Mediterraneo un mare islamico, la cristianità sarebbe stata distrutta, come l’ebraismo. Islamico, il Sudan è un luogo di dolore, miseria, sterminio. La cristianità preferisce aggredire Israele, inventarsi che il popolo palestinese, così si chiamano adesso gli occupanti islamici di Samaria e Galilea, che gli egiziani spostati nella Striscia di Gaza da Nasser siano un popolo che sta subendo un’occupazione militare, un popolo che ha il “diritto” di distruggere lo stato di Israele, o perlomeno di continuare a provarci, senza che gli israeliani abbiano il diritto di difendersi. Cosa c’entra Israele con i cristiani massacrati in Siria? E con i copti massacrati in Egitto? E con i cristiani bruciati vivi in Nigeria: c’è un agghiacciante filmato che mostra corpi in fiamme che cercano di sottrarsi. C’entra, anzi è tutto lì. La parte più ignobile e folle della cristianità, o delle persone che si credono cristiane, si è schierata contro Israele. Nella mente di molti, di troppo, è rimasta l’idea folle che un popolo abbia la responsabilità del Deicidio. La responsabilità del Deicidio ce l’ha Dio. Gesù Cristo deve andare verso la morte, è necessario, non la evita e la cerca. Lui è l’unico responsabile di una Morte che è il Dono a tutti noi, la certezza che nel dolore c’è Dio, non una sua punizione. Dal punto di vista storico la crocifissione, supplizio romano, è stata eseguita da soldati Romani, sotto l’impero romano, per ordine di un prefetto romano. Gesù è stato ucciso da romani, non dai romani, tutti, ma da alcuni romani, quelli lì, quelli presenti, in quel momento. Era stato condannato a morte da ebrei, non dagli ebrei, da alcuni ebrei, altri erano suoi seguaci, la maggioranza non sapeva nemmeno cosa stesse succedendo e nemmeno chi fosse Gesù perché non abitavano a Gerusalemme e non l’avevano mai incontrato. Coloro che lo avevano condannato a morte avevano chiesto la sua morte, non che fosse ucciso in maniera così atroce. In realtà ricordiamoci che Cristo era ebreo, uno di loro, e che i romani erano gli altri, i nemici, gli occupanti. Esiste una teoria, e non è del tutto balzana, che il sinedrio abbia condannato a morte Gesù dando per scontato che con la sua dialettica davanti a Pilato se la sarebbe cavata, evitando la pena di morte. Era una maniera per rimettere in riga un eretico. Ma Gesù davanti a Pilato tace, perché deve andare incontro al suo destino, che è la nostra salvezza. Moltissimi cristiani conservano l’odio per gli ebrei, l’odio per Israele, si sono alleati spiritualmente o fisicamente con l’islam perché distrugga Israele e realizzi così l’antisemitismo che conservano nelle loro menti minuscole e nei loro cuori aridi e secchi come il deserto che ha racchiuso la grandezza di Cristo per 40 giorni senza esserne toccato e senza germogliare.
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Racchiudono La certezza che il popolo di Israele debba essere “punito” con la diaspora, e che quella diaspora non debba finire. Questa teoria è contenuta nelle parole di molti Padri della Chiesa, che erano Uomini, e come tali fallaci. Grandissimi da un lato, peccatori di odio e superbia dall’altro. Come sbaglia Abramo per alcuni versi grandissimo e per altri ignobile: quando spaccia una bellissima sposa per sua sorella, quando si unisce alla schiava. Come sbaglia Davide, grandissimo re che commette l’azione ignobile di mandare a morte il soldato fedele per rubargli la sposa. Noi siamo uomini. E possiamo essere grandissimi e ignobili e nessuno è al riparo da questo. Solo Cristo non commette errori, solo Maria non commette peccati. Gli altri sì, anche i grandissimi, anche i patriarchi, anche i padri della Chiesa. Cristo non è morto in croce perché si fondasse una religione dogmatica dove la parola di altri valga più della sua. “Perdona loro che non sanno quello che fanno” è stato pronunciato: da quell’istante tutti i veri responsabili della crocefissione, un pugno di ebrei intolleranti e un pugno di romani molti crudeli, sono stati perdonati e chiunque violi quel perdono sta violando la volontà di Dio. In quale punto del Vangelo Cristo vi ha incaricato di vendicarlo? Il cristianesimo davanti al nazismo che era un pericolo mortale, che dichiarava Cristo e Maria e Pietro appartenenti a una razza inferiore, ha preferito non riconoscere lo scontro di civiltà. Usare saggezza, cioè viltà. Gli ebrei sarebbero stati massacrati, salvo qualcuno salvato in qualche convento, ma non basta, e la cristianità non sarebbe stata toccata. Il risultato è stato Auschwitz. Ora di nuovo una parte del cristianesimo, o di sedicenti cristiani, commette lo stesso crimine: si schiera contro Israele, si vende alla causa del terrorismo islamico, ingentilisce la propria voce davanti al mostro. Non è per avere la salvezza fisica dei propri figli. I figli del cristianesimo erano al sicuro negli anni 60. E’ stata l’approvazione occidentale e di una mostruosa parte di gerarchie ecclesiastiche al terrorismo palestinese che ha scatenato la belva. Il Sinodo dei Vescovi del medio Oriente ha assolto il terrorismo islamico affermando che ogni suo gesto è dovuto all’esasperazione dell’esistenza di Israele, “un corpo estraneo che rode” è stato definito. Di ogni gesto contro i cristiani sarà ritenuto responsabile Israele: la belva è stata scatenata. Certo che Israele è un corpo estraneo: un luogo di democrazia, di civiltà di pace dove i cristiani aumentano e non sono perseguitati. Certo che “ rode” che in paese che, quando islamico era una terra di sassi, paludi e scorpioni, ora sia un luogo di progresso e benessere. Per gli stessi motivi, sono oasi di lavoro, di benessere, di pace, sono considerate corpi estranei che rodono le comunità cristiane. I risultati li abbiamo sotto gli occhi. La Provvidenza non permette che lo stesso errore, lo stesso crimine, venga commesso due volte e la storia nemmeno. O la cristianità si schiera con Israele, o afferma che l’islam è un nemico mortale per entrambi, o riconosce che nessun dialogo è possibile con chi ha condannato l’adultera dopo che era stata graziata, o verrà spazzata via. E questo non può succedere. Non succederà. Se succedesse vuol dire che quello che è successo sul Carmelo non ha avuto senso. Quindi non succederà. Non può succedere. Cominciamo noi. Basta un’unica fiaccola perché il buio non sia assoluto. E da una candela all’altra, da una fiaccola all’altra la luce riconquista il mondo e il buio viene vinto.
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Una bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea (impegnata nell'islamizzazione dell'Europa!) 16/10/2012 11:42:45 di Silvana De Mari Una bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea (impegnata nell'islamizzazione dell'Europa!) L’Unione Europea è l’istituzione che più di ogni altra si è adoperata e si sta adoperando all’islamizzazione dell’Europa. Due piccoli esempi, due minuscoli particolari che riporto in quanto, essendo piccole cose, saranno sfuggite ai più. Con il denaro dei nostri contributi, in un'Europa in crisi economica, la Ue l’anno scorso nell’ambito delle attività culturali ha indetto un premio in denaro ( molto denaro) alla migliore foto di minareto o moschea su suolo europeo, (http://www.cafebabel.it/article/36468/europa-islam-perche-concorso-minareto-piu-bello.html ). Cinque milioni di euro sono stati sperperati dalla Ue per agende scolastiche. L’agenda ogni studente se la compra da solo, scegliendo quella con la grafica e le immagini o i fumetti che preferisce. L’agenda scolastica statale viene buttata. Ma la cosa gravissima è che le agende riportavano le feste religiose di tutte le religioni meno il cristianesimo, mancavano Pasqua e Natale. Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita è il titolo dell’imperdibile saggio della scrittrice Bat Ye’or, nata in Egitto, in cui spiega come la Comunità Europea, insieme al mondo culturale europeo, incluso gli accademici che assegnano i premi Nobel, abbiano distrutto l’anima dell’Europa e la stiano consegnando all’islam. Bat Ye'or, come Magdi Cristiano è costretta a muoversi con la scorta: quando qualcuno subisce minacce di morte possiamo assumere che vale la pena di conoscere le sue parole. All’inizio della mia ricerca, l’antisionismo dell’Unione Europea mi sembrava un elemento accessorio della genesi e della creazione di Eurabia, e mi accingevo a ridimensionarne al massimo l’importanza, ma ben presto ho compreso l’inutilità di tale sforzo, poiché esso costituiva in realtà il nucleo essenziale, la colonna portante e la mente di Eurabia. Questa situazione è esplicitamente enunciata nella raccomandazione 11 del Progetto dei Fratelli Musulmani: «Adottare la causa palestinese nel progetto islamico mondiale, su un piano politico e attraverso la prospettiva del jihad, poiché si tratta della chiave di volta della rinascita del mondo arabo oggi». Si potrebbe pensare che questo jihad non miri solo alla distruzione di Israele. E invece è stata proprio la questione palestinese lo strumento utilizzato dal jihad per disgregare l’Europa: essa ha costituito infatti il fondamento e l’impianto organico su cui è sorta Eurabia, il cuore dell’alleanza e della fusione euroarabe, germogliate sul terreno dell’antisionismo. Ora, i rapporti tra Europa e Israele, cristianesimo ed ebraismo, non investono soltanto l’ambito geostrategico, ma rappresentano il vincolo ontologico e la linfa vitale di tutta la spiritualità dell’Europa cristiana. Sono questo collante, questa spiritualità che oggi si disfano e si disintegrano in Eurabia, dove il culto della fine di Israele, alimentato dalla «palestinità», assicura il trionfo dell’ideologia dell’odio propria del jihad. Il palestinismo, nuovo culto europeo che ha preso il posto della Bibbia, sta dando forma, all’interno di Eurabia, ai miti fondanti del jihad: la supremazia morale e politica dell’islam. Contrariamente a tutti gli altri, assegnati in Svezia, il Premio Nobel per la Pace è assegnato da accademici norvegesi: si tratta di cinque individui senza alcuna dote, fortemente politicizzati, che usano il “prestigio” e soprattutto il denaro legati al Nobel a chiunque sostenga le loro idee e dato che è il governo norvegese a nominare gli accademici il nobel (minuscolo) per la pace (minuscolo) è semplicemente un mezzo perché il governo della Norvegia estenda al mondo la sua influenza. Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato da una commissione di cinque persone scelte dallo Storting, il parlamento norvegese. Secondo la definizione che l’Unione Europea stessa dà di antisemitismo, molti dei membri del parlamento norvegese sono antisemiti. (Dr.Manfred Gesternfeld, Behind the Humanitarian Mask). Per chiarezza, basti ricordare la reazione dell’ex primo ministro norvegese Kare Willock alla scelta di Rahm Emanuel a capo dello staff presidenziale da parte di Obama: “Non è molto promettente (come Presidente, n.d.a) se sceglie un capo di staff ebreo” (29 marzo 2011 “Norway to Jews: You’re Not Welcome Here” di Alan Dershovitz, professore di diritto a Harvard). La situazione svedese non è molto migliore, peraltro, e possiamo valutarla dall’assegnazione dei premi nobel per la letteratura, dati a personaggi sempre minori, se possibili anticristiani, antisionisti, cioè antisemiti, pieni di disprezzo per la civiltà occidentale. La Comunità Europea dal 1973 ha come scopo la disgregazione della spiritualità ebraico-cristiana, la disgregazione spirituale ed economica dell’Europa e la sua islamizzazione. L’islamizzazione avviene mediante tre passaggi: 1) Libanizzazione. Un’immigrazione massiva, cui viene riconosciuto il diritto di voto e cittadinanza così da cambiare il tessuto europeo e la maggiore demografia islamica fanno sì che l’islam sia passato da sparuta minoranza a minoranza di enorme peso nel giro di 40 anni e rischi di diventare maggioranza. 2) Affiancamento della sharia al corpo giuridico. Un musulmano non può vivere dove le leggi dell’islam non regnino, perché non potrebbe seguirle. Nell’islam la divisione tra religione e Stato non può esistere. La pretesa degli immigrati, o più spesso di cittadini islamici di prima e seconda generazione, è che vengano a loro riconosciuto il diritto a leggi opposte al diritto europeo, raccolte nella sharia. 3) Aiuti economici. La crisi economica, che permetterà l’ingresso di massicci “aiuti” arabi, con ulteriore presa di possesso. Gli sceicchi del Qatar si sono offerti, dopo aver comprato le Olimpiadi, di fornire gli aiuti necessari per le fatiscenti periferie islamiche in Germania e Francia (periferie che sono degradate solo dove sono occupate da islamici). Sul Corriere della Sera di due giorni fa un’intera pagina al principe saudita che propone aiuti all’Italia. Sono rimasta perplessa per i Premi Nobel ad Arafat, Rabin e Peres ma c’era la speranza che una vera pace potesse nascere, sono rimasta nauseata davanti agli scandalosi premi a Carter, all’Onu che ha un'Assemblea che permette a un uno Stato di dichiarare pubblicamente di voler distruggerne un altro, Al Gore, El Baradei, Ahtisaari e Barack Obama. Questo ultimo premio assegnato al gioiello del disastro economico e politico, alla più grandiosa rappresentazione, seconda solo alla defunta URSS, di una burocrazia onnipotente, mostruosa, distruttrice di ricchezza, corrotta e stolta invece mi rende felice. Individui come Barroso, Ashton, Olli Rehn, e anche Juncker, Draghi e tanti altri, grazie ai quali paesi come la Grecia, la Spagna e per certi versi anche l’Italia ed il Portogallo sono messi a ferro e fuoco e sull’orlo della guerra civile, una guerra fra poveri che, pieni di privilegi e vitalizi, stanno permettendo a banche ed alta finanza per speculare i risparmi di decine di Stati. Grazie a questi individui ora l’Europa è un luogo dove l’antisemitismo è a livelli superiori che nel '34. Il Nobel per la Pace 2012 viene assegnato all’Unione Europea per “gli oltre sei decenni di contributo all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani”, proprio nel momento in cui l’antisemitismo dilaga in maniera travolgente attraverso stati e oltre confini, e interi stati sono sull’orlo della bancarotta e della guerra civile. Perché sono contenta? Perché questo premio sta irritando. I disoccupati greci e anche quelli spagnoli ne hanno abbastanza di queste idiozie. Il premio arriva per cercare di rafforzare il prestigio di una Unione Europea e significa che il suo prestigio ha bisogno di essere rafforzato perché è allo sbando. Si stanno sostenendo gli uni con gli altri, mondo culturale, mondo economico e mondo politico, perché stanno sprofondando. E lo sanno. Questa Europa senz’anima e senza attributi sta morendo. Ora la necessità è ricreare gli spazi nazionali e che all’interno di questi spazi il mondo culturale si riempia di nuovo di amore per il cristianesimo e l’ebraismo. È il nostro turno.
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13/06/2013 19:21:32 Emanuel Segre Amar. Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: "Se volete la pace riconoscete il diritto all'esistenza di Israele" Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: Gerusalemme, 24 di Sivan 5773, 2 Giugno 2013 Sua Eccellenza Mahmoud Abbas, Sono nato nel 1944 a Gerusalemme, dove i miei genitori si rifugiarono per sfuggire alla deportazione che minacciava tutti gli Ebrei d’Italia... ISLAM È UNA RELIGINE DI PACE SHARIAH E FRATELLANZA! Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” 02/07/2013 16:58:09 di ilfattoquotidiano.it / Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” “Sarebbe ora che gli occidentali leggessero il Corano e la biografia di Maometto per rendersi conto che il terrorismo non è una devianza dell’Islam, ma è l’applicazione letterale dell’Islam“. Sono le parole shock rilasciate da Magdi Cristiano Allam ai microfoni di “Punto e a Capo”, il talk show di approfondimento politico in onda su Class TV. Il giornalista egiziano, commentando i fatti in Siria, accusa duramente l’Europa: “Questo Occidente è sempre tentato a legittimare comunque l’Islam, attribuendogli una valenza positiva, come se l’Islam fosse di per sé positivo e ci fossero dei Musulmani cattivi che lo interpretano malamente”. E aggiunge: “Se non arriveremo a capire e non avremo il coraggio di dire che il terrorismo islamico è l’applicazione dell’Islam, finiremo per fare la stessa fine che hanno fatto i Cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo, che” – continua – “fino al VII secolo erano terre cristiane. E oggi i Cristiani stanno scomparendo in modo quasi definitivo”
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Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso» 13/06/2013 11:14:56 di Leone Grotti Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso» www.tempi.it - «Hamed Abdel-Samad è un apostata, ha messo in discussione l’islam in modo palese e ha detto che è una cattiva religione, fascista. La sua punizione dovrebbe essere la morte». Così Mahmoud Shabaan, professore di retorica all’università di al-Azhar, la massima autorità sunnita dell’Egitto, ha accusato Abdel-Samad, ricercatore in studi politici e islamici e autore di libri critici dell’islam considerati blasfemi in Egitto, che ha partecipato lo scorso 4 giugno a un forum in Egitto dal titolo “Fascismo islamico”. «DEVE ESSERE UCCISO». Secondo Abdel-Samad, musulmano «poco osservante», «l’islam è diventata una religione fascista, mentre ai suoi inizi era aperta al pluralismo. Credo che dovrebbe rigettare la sharia e il jihad». Per queste parole il professore di al-Azhar è intervenuto pubblicamente in televisione, sul canale conservatore Hafaz, affermando: «Anche se si pente di quello che ha detto, deve essere ucciso. Il suo pentimento potrà servirgli quando si incontrerà con Dio nell’aldilà, ma ora deve essere ucciso». Anche Assem Abdel-Maged, membro del partito ultraconservatore Al-Jamaa Al-Islamiya ha fatto un appello pubblico a tutti i musulmani perché uccidano Abdel-Samad. «ISLAM FASCISTA». Il ricercatore ha chiesto protezione alle autorità egiziane: «Questo è terrorismo ideologico, quello che penso può essere ritenuto giusto o sbagliato ma ho il diritto di dirlo. Shabaan ha dato a tutti i musulmani il diritto di uccidermi e ho già ricevuto una marea di insulti e minacce su Facebook e Twitter. È curioso che cerchino di difendersi dalle accuse di fascismo con un’azione fascista, cioè uccidere qualcuno solo per aver espresso un’idea». PROTESTA ANTI-MORSI. Abdel-Samad ha chiesto anche al presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, membro dei Fratelli Musulmani, di esprimersi su questa vicenda. Larghe frange della società egiziana accusano Morsi di tollerare il crescente estremismo islamico in Egitto e il 30 giugno ci sarà al Cairo una grande manifestazione di piazza per chiedere elezioni presidenziali anticipate.
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Caos in Egitto: questa volta è il popolo a fare il colpo di stato 05/07/2013 08:15:36 di Magdi Cristiano Allam Caos in Egitto: questa volta è il popolo a fare il colpo di stato (Il Giornale) - Ammettiamolo: non solo siamo disorientati, ma anche imbarazzati, se non sconvolti e persino in colpa dal repentino cambio di regime in Egitto perché mette in assoluto in crisi la concezione tradizionale della democrazia, specificatamente la tesi ideologicamente sostenuta come un atto di fede all'insegna del politicamente corretto sulla compatibilità tra l'islam e la democrazia, infine comporta la denuncia del ruolo arbitrario, controverso, talvolta violento finora svolto dall'Occidente in Medio Oriente nel nome della democrazia. E' definibile “colpo di stato” l'intervento dei militari dopo che 14 milioni di egiziani da settimane si riversavano nelle piazze di tutto il Paese e dopo la raccolta di 22 milioni di firme che rivendicavano le dimissioni del presidente Morsi condannandolo come espressione del regime dei Fratelli Musulmani e non tutore dell'interesse nazionale dell'Egitto? La televisione ci ha regalato lo spettacolo di una grande festa in cui milioni di cittadini hanno prima invocato l'intervento dell'esercito, poi esultato all'annuncio della destituzione di Morsi, quindi condiviso la scelta dei militari di promuovere un processo di riscatto dal “tradimento” della rivoluzione. Quanto è accaduto ci dice non solo che le elezioni costituiscono semplicemente uno strumento della democrazia e che di per sé non sostanziano né esauriscono la democrazia, ma che la stessa democrazia è pienamente legittimata soltanto se l'eletto che assume il potere corrisponde fedelmente alle aspettative degli elettori. Nel caso specifico gli egiziani si attendevano da Morsi ciò che aveva loro negato Mubarak: il pane quotidiano, il lavoro sicuro, una vita dignitosa, un futuro per i giovani. Ci troviamo in un Paese in cui il 40% degli 83 milioni di egiziani vive al di sotto della soglia di povertà (con meno di 2 dollari al giorno) e in cui il 70% della popolazione sono giovani al di sotto dei 30 anni che ogni anno necessitano di 1 milione di nuovi posti di lavoro. Ecco perché così come è stato un clamoroso abbaglio, frutto dell'etnocentrismo occidentale, esultare alla “Primavera araba” come se si trattasse di una sollevazione popolare per la democrazia e la libertà così come noi le concepiamo, risulta altrettanto ingannevole oggi scandalizzarsi e denunciare un golpe che avrebbe posto fine alla democrazia. Non stupisce, anzi rincuora, il fatto che fino a questo momento nessun governo al mondo abbia ufficialmente condannato quanto accaduto in Egitto, espresso solidarietà a Morsi o denunciato l'illegalità del regime transitorio che preparerà le prossime elezioni. La destituzione a furor di popolo di Morsi corrisponde a un fallimento storico dei Fratelli Musulmani nel loro quartier generale (è in Egitto che nacque nel 1928 la più potente confraternita dell'integralismo islamico mondiale). Rivelandosi inadeguati a governare uno Stato moderno e incompatibili a interagire con uno Stato di diritto, i Fratelli Musulmani si sono auto-condannati ad essere fazione marginale nell'organizzazione complessiva del potere. Sono stati a tal punto faziosi e manichei nella gestione del potere da inimicarsi anche gli islamici più radicali, i salafiti e i jihadisti, che si sono accodati agli oppositori laici denunciando il “fascismo” dei Fratelli Musulmani. La verità è che proprio il fallimento dei Fratelli Musulmani, erroneamente paragonati alla Democrazia cristiana in versione islamica, conferma l'incompatibilità fisiologica tra l'islam e la democrazia, tra la sharia e lo Stato di diritto. E' verosimile che il contraccolpo porterà all'indebolimento dei Fratelli Musulmani in Marocco, Tunisia, Algeria, Libia e Siria. Proprio in Siria l'Occidente ha l'occasione storica di redimersi, dopo il crimine commesso con la guerra in Libia e il tradimento degli alleati Ben Ali e Mubarak. Si ponga subito fine al nuovo crimine in Siria, cessando di armare e finanziare i Fratelli Musulmani che combattono insieme ai salafiti e ad Al Qaeda, illudendosi che l'inevitabile sbocco della teocrazia islamica sia preferibile alla dittatura laica di Assad. Piuttosto vincoliamo il nostro sostegno ai regimi militari laici con la promozione di uno sviluppo che consenta ai giovani di emanciparsi da disoccupati in micro-imprenditori, in modo da creare il ceto medio senza cui non potrà mai esserci un'autentica democrazia sostanziale. Perché negare agli autocrati arabi ciò che concediamo ai comunisti cinesi di cui ci siamo a tal punto infatuati da scegliere liberamente di assoggettarci e trasformarci in una loro colonia economica? twitter@magdicristiano
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04/07/2013 17:26:56
Francesca Siciliano
Egitto, Magdi Allam: «Non è un golpe, i Fratelli Musulmani hanno fallito, l’Occidente smetta di sostenerli»
(intelligonews.it) - «Ora toccherà anche a Tunisia, Marocco, Algeria e Libia». «Non possiamo definire un golpe quello che sta accadendo in queste ore in Egitto, perché la popolazione festeggia la...
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“Piena solidarietà a Le Pen: no alla revoca dell'immunità parlamentare per aver denunciato l'occupazione islamica” 02/07/2013 17:14:50 di Magdi Cristiano Allam “Piena solidarietà a Le Pen: no alla revoca dell'immunità parlamentare per aver denunciato l'occupazione islamica” Come è possibile che in Francia, patria dell'illuminismo e strenuo difensore della libertà d'espressione, il Presidente del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, venga incriminata per aver detto il 10 dicembre 2010 nel corso di una riunione pubblica: “Quindici anni fa c'è stato il velo e poi si sono visti sempre più veli. Dopo c'è stato il burqa: e poi sempre più burqa. Quindi le preghiere sulla via pubblica (...) e adesso ci sono 10 o 15 posti in cui regolarmente la gente affluisce per accaparrarsi il territorio (...). Mi dispiace, ma per quelli che amano tanto parlare di Seconda guerra mondiale e di occupazione, ecco qui si può parlare di occupazione, perché questa è un'occupazione del territorio (...). Certo, non ci sono mezzi blindati né soldati, ma è pur sempre un'occupazione, e pesa sugli abitanti.” Ma stiamo scherzando? Le Pen viene incriminata per aver rappresentato correttamente la realtà dell'occupazione islamica che dopo aver eliminato quasi del tutto la realtà dei cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo si sta ora concentrando sull'islamizzazione dell'Europa e dell'Occidente? Così come è vergognoso che stamane il Parlamento Europeo abbia votato per semplice alzata di mano, negando il voto segreto, la revoca dell'immunità a Le Pen così come richiesto dal Tribunale di Lione, in seguito a una denuncia da parte dell’Associazione di difesa dei diritti dell’uomo per una presunta “istigazione all’odio, alla discriminazione o alla violenza contro un gruppo di persone a motivo della loro appartenenza a una religione”. Denuncio l’atteggiamento di questa Europa e delle Istituzioni europee che si sono a tal punto sottomesse al relativismo culturale, religioso e giuridico da impedire agli stessi rappresentati dei popoli liberamente eletti di esprimere posizioni a difesa della nostra cultura e della nostra civiltà, arrivando a incriminare sistematicamente tutti coloro che condannano l’islam, le moschee, il terrorismo islamico e la sharia, la legge coranica. Rivendico inoltre il diritto inalienabile dei parlamentari europei di poter esprimere liberamente le proprie opinioni nell’esercizio del loro mandato, anche in incontri politici pubblici all’interno del proprio Paese, denunciando pubblicamente il proliferare in Europa di moschee che predicano l'odio, la violenza e la morte, la diffusione del terrorismo islamico che ormai annovera tra le sue fila migliaia di cittadini europei, e tutte le imposizioni previste dalla sharia che sono in flagrante contrasto con i diritti fondamentali della persona. Siamo in un'Europa che odia se stessa, incapace di affermare e amare le proprie origini e la propria cultura ed è inaccettabile che non ci sia consentito di difenderci a casa nostra con continue incriminazioni e condanne da parte dei nostri tribunali. Continuerò con il mio impegno in Europa per garantire che i valori di libertà e democrazia vengano rispettati a tutela della nostra civiltà e dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà dei cittadini europei. Per tali motivi ho espresso in data odierna nel corso della seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo voto contrario alla revoca dell’immunità di Le Pen, contrariamente a quanto richiesto dalla magistratura succube dell'islamicamente corretto e a quanto ha votato la maggioranza del Parlamento con semplice alzata di mano. Provo vergogna e orrore per quest'Europa che tradisce se stessa ma che non possiamo in alcun modo abbandonare né alla conquista islamica né alla schiavitù dell'eurocrazia, due mali assoluti che ci stanno privando della nostra anima e ci negano il diritto di essere pienamente noi stessi qui ed ora a casa nostra. Rivolgo un appello a Marine Le Pen per promuovere insieme il Fronte europeo contro la dittatura dell'euro e la dittatura islamica, il Fronte di tutti gli europei che hanno a cuore la libertà e la sovranità. Insieme ce la faremo!
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Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” 02/07/2013 16:58:09 di ilfattoquotidiano.it / Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” “Sarebbe ora che gli occidentali leggessero il Corano e la biografia di Maometto per rendersi conto che il terrorismo non è una devianza dell’Islam, ma è l’applicazione letterale dell’Islam“. Sono le parole shock rilasciate da Magdi Cristiano Allam ai microfoni di “Punto e a Capo”, il talk show di approfondimento politico in onda su Class TV. Il giornalista egiziano, commentando i fatti in Siria, accusa duramente l’Europa: “Questo Occidente è sempre tentato a legittimare comunque l’Islam, attribuendogli una valenza positiva, come se l’Islam fosse di per sé positivo e ci fossero dei Musulmani cattivi che lo interpretano malamente”. E aggiunge: “Se non arriveremo a capire e non avremo il coraggio di dire che il terrorismo islamico è l’applicazione dell’Islam, finiremo per fare la stessa fine che hanno fatto i Cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo, che” – continua – “fino al VII secolo erano terre cristiane. E oggi i Cristiani stanno scomparendo in modo quasi definitivo”
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Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto 17/08/2013 10:25:25 di Valentina Colombo Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto (La Nuova Bussola Quotidiana) - Esercito contro Fratelli musulmani. Fratelli musulmani contro l’esercito, contro i cristiani e contro tutti coloro che non si oppongono al “colpo di Stato terrorista”. Dalia Ziada, responsabile dell’Ibn Khaldun Center” al Cairo denuncia: “I Fratelli musulmani hanno promesso attacchi massicci in tutto l’Egitto dopo la preghiera del venerdì a mezzogiorno. Lo chiamano il venerdì della rabbia! Considerando tutte le chiese e gli edifici governativi cui hanno dato fuoco negli ultimi due giorni, mi domando se qualcosa possa peggiorare ulteriormente! Per favore che Dio salvi l’Egitto dai terroristi!” Il giornalista siriano Naman Tarcha lancia un ennesimo grido d’allarme nel tentativo di farci aprire gli occhi: “I Fratelli musulmani sono un partito politico che si nasconde dietro la religione per prendere il potere”. Ormai la maggior parte degli egiziani, in particolare, e degli arabi, in generale, hanno le idee chiare: i Fratelli musulmani sono i peggiori nemici non solo della democrazia e dei diritti umani, ma anche e soprattutto dell’islam. I Fratelli musulmani non ragionano partendo dai diritti dei cittadini, ma dai diritti di quei musulmani che la pensano come loro ovvero di coloro che credono che islam e potere vadano di pari passo. Stupiscono quindi le dichiarazioni del nostro Ministro degli Esteri Emma Bonino, che tra l’altro conosce molto bene l’Egitto e parla l’arabo. Dopo l’incontro del Ministro con l’ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy, la Farnesina ha diramato una nota ufficiale. La Bonino ha ribadito al diplomatico che “l’uso della forza da parte delle forze di polizia è stato brutale, sproporzionato e non è giustificabile” e ha precisato che “l’aspettativa italiana è che cessino al più presto lo stato di emergenza, ogni tipo di violenza da parte di tutte le parti coinvolte in questa crisi, la repressione e gli arresti politici indiscriminati, e che le forze di sicurezza egiziane improntino la loro condotta al criterio del massimo autocontrollo.” Nel comunicato si sottolinea altresì il fallimento del tentativo di mediazione da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Nessuno vuole certo giustificare un uso sproporzionato della forza, ma non si può semplificare la situazione come se ci fosse da una parte un popolo inerme e dall’altra il tiranno cattivo. Al contrario, basterebbe una lettura dei principali quotidiani arabi per comprendere che gli egiziani, quelli che si sentono cittadini d’Egitto e non della umma, la nazione islamica, sono tutti compattati contro i Fratelli musulmani. Anche un intellettuale come Ala al-Aswani, che durante la campagna elettorale per le presidenziali aveva chiamato a costituire un fronte comune contro Ahmad Shafiq a favore di Muhammad Morsi, oggi ha le idee molto chiare: “Abbiamo gruppi armati violenti che stanno uccidendo la popolazione. Mi dispiace molto, moltissimo, per le vittime di ieri a prescindere dalla fazione di appartenenza. Ma credo che lo Stato egiziano non avesse alternativa e sono convinto che i Fratelli musulmani siano responsabili di questa tragedia”. Basterebbe anche leggere il messaggio postato su Facebook il 14 agosto scorso sul profilo della sede di Helwan del partito della Libertà e della Giustizia, legato ai Fratelli musulmani, per comprendere non solo che l’incendio delle chiese il giorno successivo non è stato casuale, anzi è stato la conseguenza di un ordine ben preciso, ma anche che Morsi e i Fratelli musulmani considerano musulmani solo gli egiziani che si schierano con loro e che non attaccano i cristiani solo se accettano la sottomissione. Il messaggio recitava come segue: “Il Papa della Chiesa [copta] ha partecipato all’allontanamento del primo presidente islamico eletto Il Papa della Chiesa ha accusato la sharia di arretratezza, immobilità e ostilità alla riforma Il Papa della Chiesa sponsorizza il black block per diffondere il caos, i borseggiatori, gli assedi e gli attacchi alle moschee Il Papa della Chiesa ha chiesto ai copti di unirsi alle proteste del 30 giugno per far cadere il presidente islamico Il Papa della Chiesa si è opposto agli articoli [della Costituzione] riguardanti l’identità islamica e si è ritirato dalla Commissione per la costituente Il Papa della Chiesa è stato il primo a rispondere all’appello di al-Sisi per conferirgli il mandato di uccidere i musulmani; e il risultato è stato di 500 morti prima della carneficina di oggi Il Papa della Chiesa ha inviato un appunto all’attuale Commissione costituente chiedendo l’abrogazione degli articoli che fanno riferimento alla sharia Dopo tutto ciò, la gente si chiede: Perché danno fuoco alle Chiese? P.S. Dare fuoco ai luoghi di culto è un reato Ma la dichiarazione di guerra, da parte della Chiesa, contro l’islam e i musulmani, è un reato ancora più grave A ogni azione equivale una reazione”. Riassumendo, i copti sarebbero all’origine dell’allontanamento di Morsi e della ribellione contro l’islam. Per questa ragione sono da punire. E sono stati puniti personalmente e nei loro luoghi di culto. Quanto agli altri egiziani, quegli oltre venticinque milioni che hanno firmato la petizione contro Morsi e quelli che non accettano più l’arroganza di Morsi, è la Guida Suprema dei Fratelli musulmani a definirli chiaramente nella sua “Lettera della Settimana”, datata 7 agosto. Le parole “tradimento” e “traditori” si ripetono ed per l’appunto è evidente l’accusa nei confronti dei musulmani appartenenti all’altro schieramento, tanto che cita il seguente versetto coranico: “Se Dio non respingesse gli uomini gli uni per mezzo degli altri la terra si corromperebbe, Dio è generoso con i mondi” (II, 251). Poche righe dopo viene citato un altro versetto coranico: “Ma non consideratelo un male, anzi per voi è un bene. Quanto a coloro che l’hanno riportata [la calunnia], ognuno di loro avrà il compenso del suo peccato e chi si è fatto carico della parte più grave avrà castigo tremendo” (XXIV, 11). Compito dei Fratelli musulmani, “unici detentori del vero islam”, sarebbe quindi riportare l’Egitto alla islamicità e alla morale islamica. La conclusione della Lettera allontana ogni dubbio sulle intenzioni tutt’altro che pacifiche dei Fratelli musulmani: “Allah è il più grande, Allah è il più grande, Allah è il più grande, non esiste altro dio al di fuori di Allah, Lui è il solo a mantenere la promessa, il Suo esercito è glorioso, sconfigge i partiti, non esiste altro di Dio al di fuori di Allah, adoriamo solo Lui con un culto sincero mentre gli infedeli lo odiano.” I Fratelli musulmani da sempre dividono l’Egitto e il mondo in amici e nemici di Dio, laddove i nemici di Dio sono i nemici dei Fratelli musulmani. I Fratelli musulmani e loro moschee ricevono e seguono i dettami della Guida Suprema senza obiettare. L’ordine è stato impartito. I martiri sono pronti. E l’Occidente non si illuda. Non sarà certo difendendo Morsi e la Fratellanza oggi che eviterà attentati terroristici domani. Se oggi combattono all’interno del mondo musulmano, domani accuseranno Europa e Stati Uniti di essere sionisti o imperialisti e ridaranno semaforo verde ai movimenti jihadisti e radicali affinché, come sempre, compiano il “lavoro sporco” in loro vece. Purtroppo fino a quando l’Occidente non comprenderà che l’islam e i musulmani non sono i Fratelli musulmani, fino a quando non ascolterà le voci interne al mondo arabo-islamico che ormai li definiscono i “Fratelli terroristi” oppure i “Fratelli che fingono di essere musulmani”, non uscirà dalla schizofrenia che lo vede da un lato predicare la tutela dei diritti umani e dall’altro sostenere e difendere chi ne è il nemico principale. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-fratelli-musulmani-contro-tutti-7089.htm
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sonosatanici.blogspot.com/ ] si! sono satanici! [ o, io non entrerò io, in Paradiso: "il Regno di Dio JHWH" e quindi sono io che sono al di fuori della promessa, 2. oppure: non vi entreranno i miei delatori, e quindi sono loro che sono al di fuori della promessa! Adesso tutti sono chiamati a fare la loro scelta, se stare con me, o se stare contro di me! IO SONO IN GRADO DI RISTORARE TUTTE LE PROMESSE, TUTTE LE ALLEANZE, ED INFATTI IO REALIZZO LE PROFEZIE! PERCHÉ È IMPOSSIBILE CHE UNA BENEDIZIONE, POSSA ESSERE PER QUALCUNO, SE QUESTA BENEDIZIONE, PRIMA: NON PASSA PER IL MIO REGNO DI ISRAELE!

le vostre sono chiacchiere! Le MIE SONO DIMOSTRAZIONI RAZIONALI... ecc.. infatti, tutti voi, voi avete in tasca il denaro di satana Rothschild: il Faraone moderno, e se voi foste una vera religione? una religione salvifica? Questa abominazione non sarebbe stata possibile. Ecco perché, tutte le religioni del pianeta: sono state profanate, ed hanno fallito la loro millantata dimensione salvifica! Se, voi non vi rigenerate nel mio Tempio Ebraico? voi siete tutti perduti.. certo rimane la via della misericordia, ma, i più si perderanno, perché non può ottenere misericordia, chi non ha offerto misericordia a tutti! ... e voi avete permesso che i martiri cristiani fossero uccisi dai salafiti, islamici, ecc... e non avete detto niente!

salafiti shariah 666 islamici SAUDITI ] è vero che come dite voi: "gli atei cinesi non capiscono un cazzo di teologia", ANSWER [ però loro hanno conservato la sovranità monetaria, e voi vi siete fatti impossessare dei demoni dei Farisei SPa Fmi, infatti voi avete perso la santità e la vostra religione è corrotta, perché voi portate il denaro di Rothschild nelle Moschee, e quindi tutto quello che è vostro è profanato! ECCO PERCHÉ GIUSTAMENTE VOI SIETE I TAKFIRI E GLI IRANIANI NON LO SONO, infatti anche gli iraniani non hanno perso la loro sovranità monetaria! ed ecco perché l'attuale ISRAELE è una abominazione che non potrebbe mai essere il Regno di Dio! ISRAELE È UNA ENTITÀ MASSONICA CHE HA USURPATO LA TERRA SANTA!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! CERTO, loro NWO 666 SpA FED FMI BCE SpA A.I. loro VOGLIONO affermare: "NOI CI SOTTOMETTIAMO soltanto, al GOVERNO MONDIALE di: UNIUS REI e, questo governo sul mondo: è lo UNICO MODO PER EVITARE LA GUERRA MONDIALE [ ok, il Tu–154, è esploso: ed i casi sono due o una bomba a bordo (già esclusa) oppure è stato colpito dai satelliti USA con raggi laser.. ED A QUESTO PUNTO TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO SI DEVONO INTERROGARE SULLA MINACCIA CHE GLI USA RAPPRESENTANO, CON IL LORO SATANISMO PER TUTTO IL GENERE UMANO NEL SUO INSIEME!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! ] quindi adesso spetta a Egitto e a ARABIA SAUDITA di dare la risposta! [ può significare: "noi siamo disposti a distruggere il Nuovo Ordine Mondiale di Satana, in cambio del Regno di Israele e in subordino ai voleri di Unius REI. " .... quindi adesso spetta a Egitto ed a ARABIA SAUDITA di darci la loro risposta!
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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR. Italiani in Turchia, ripresi primi voli: Condizioni meteo restano difficili, centinaia ancora bloccati. [ bho ] ormai, la sharia ha sollevato un muro di diffidenza, violenza, mancanza di reciprocità, e crudeltà, un muro di 1400 anni tra noi e loro: gli assassini nazisti shariah ci minacciano: perché loro sono gli specialisti del genocidio,con la loro shariah politica teologia della sostituzione! ora, è il terrore! la Lega ONU OCI Araba MINACCIAno di sterminio tutto il genere umano! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/01/10/italiani-in-turchia-ripresi-primi-voli_e2322271-4b9a-4e1f-aeff-8e35372d57d6.html

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#Egitto, #Arabia #Saudita ] i satanisti Farisei hanno detto: " per favore: noi non vogliamo più essere i satanisti, del SpA FED 666 NWO, voi fratelli, figli di Abramo, voi dateci un Regno, in mezzo a voi, come fratelli" e voi avete detto: "no! noi vogliamo continuare ad essere i vostri schiavi, che comprano da voi il denaro ad interesse: potete ucciderci tutti, perché Allah ha detto, che, il mondo sarà tutto nostro shariah, perché, voi non avete il nostro coraggio, cioè quello di fare il genocidio a tutti! Quindi se avete le palle voi potete già mettere: per noi, tutte le vostre femmine alla pecorina! perché cazzo allah akbar, noi stiamo venendo a sgozzarvi tutti!!"

#islamici #genocidio #mecca #caaba ] io non vado alla ricerca di un regno: per me, IO SONO GIÀ IL REGNO DI DIO, PER VOLONTÀ DI DIO!

Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] quando furono massacrati 10000 crociati, in un agguato, loro portavano insieme una preziosa reliquia della Santa Croce: in una custodia di Argento! di quella reliquia, non si sa più niente, perché fu profanata, ed io credo che bisogna chiedere all'idolo: "meteorite lunare" demoniaco genocidio a tutti, Vagina di argento di Argento: vagina [ Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] se lei ne sa qualcosa: di quel voto di sterminio contro tutto il genere umano! BURN SATAN: in Jesu's name Messiah Yitzhak Kaduri ] #ISLAM siete proprio sicuri di poter sopravvivere al vostro satanismo?


666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia ] scit u sang da ngan!