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L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida 19/08/2013 08:40:03 di Silvana De Mari L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida Il nostro cervello funziona grazie all’integrazione dei due emisferi. L’emisfero sinistro, quello razionale, funziona per via logica, è analitico, processa un solo pensiero alla volta, pensiero di cui siamo coscienti. L’emisfero destro funziona invece per via analogica, è sintetico, processa multipli elementi nello stesso istante. Addirittura in neurobiologia ci si riferisce ai due emisferi come a due cervelli, il cervello sinistro e quello destro, l’ingegnere e il poeta. Nelle fiabe ci sono inconsce ma straordinarie intuizioni sul funzionamento della mente umana, intuizioni di cui gli anonimi autori non erano probabilmente del tutto coscienti, ma che ci permettono di spiegare la storia. Hänsel e Gretel e Pollicino ci raccontano la realtà del cannibalismo. Nelle grandi carestie prima di morire di fame si mangiano i cadaveri, e i bambini muoiono per primi o sono più facili da acchiappare. Poteva succedere che il corpo di un bambino diventasse cibo, come rischia di capitare ad Hänsel, Gretel, Pollicino e i suoi fratelli. La Guerra dei Trent’anni ridusse la Germania a un tale livello di barbarie e carestia che la sopravvivenza fu spesso possibile solo grazie al cannibalismo: il fantasma di questa immane tragedia è rimasto intrappolato nelle fiabe. I tedeschi sono sopravvissuti mangiando cadaveri durante la Guerra dei Trent’anni e gli ucraini hanno cercato di farlo durante la carestia imposta da Stalin. E oggi? Oggi il corpo dei bambini viene mangiato dalle associazioni criminali che li trasformano in organi da trapiantare. In Cina, cellule cerebrali di feti di cinque mesi sono trapiantate a pazienti occidentali affetti da sclerosi laterale, perché ritardi la progressione della malattia. Mia madre è morta di sclerosi laterale, so cosa vuol dire, ma trovo lo stesso agghiacciante l’idea di questi feti fecondati al solo scopo di un aborto al quinto mese, quando la madre è già in grado di percepirne i movimenti e loro sono in grado di riconoscerne la voce, e di provare il dolore della morte. Cannibalismo del corpo del bambino, suo sfruttamento totale, è il mito osceno del bambino terrorista suicida. In entrambe le fiabe la violenza comincia nella casa del padre: questi, invece di usare la propria vita, il proprio corpo, il proprio sangue per sfamare i figli, invece di morire pur di portare a casa una moneta e una patata, li lascia in un pericolo mortale. In Pollicino c’è un altro punto fondamentale: volendo uccidere i Pollicino e i suoi fratelli l’orco uccide le sue stesse figlie. Chi stermina i bambini odia la vita, quindi finirà per sopprimere i propri. Il nazismo dopo aver sterminato i bambini ebrei, ha sterminato i propri. Il mito del bambino guerriero è un mito proprio di tutti i totalitarismi. Nei popoli perbene a combattere ci vanno gli uomini, dopo aver chiuso i bambini a doppia mandata da qualche parte perché vivano un po’ di più. Nel ghetto di Varsavia contro i carri armati ci sono andati gli uomini. Quando i carri armati sovietici entrano a Berlino i bambini di 11 anni vengono mandati a combatterli. Durante la rivolta d’Ungheria contro i carri armati sono stati mandati gli uomini. In Vietnam spesso combattevano giovanissimi se non bambini. Quando in una fotografia vediamo da un lato il bambino con il sasso in mano e dall’altro il carro armato, vuol dire che c’è un popolo talmente criminale da permettere che i padri restino sicuro mandando a rischiare i propri figli. Vuol dire anche che chi guida il carro armato è una persona perbene, che farà di tutto per non fare male quei bambini. Anche il mito del piccolo balilla palestinese è superato in orrore dal bambino terrorista. Chi vuole uccidere i bambini degli altri, non ha nessuna difficoltà a uccidere i propri. La fiaba di Pollicino è moderna come non mai. Il terrorismo non ha una valenza militare, solo una valenza emotiva e mediatica. Il terrorismo non esisterebbe se non fosse approvato in Occidente dalla follia degli intellettuali, parola dalla etimologia sempre più impenetrabile. Palestinesi ballavano per le strade mentre le Torri gemelle bruciavano: c’erano anche bambini in quel luogo. I palestinesi, gli arabi israeliani, reagiscono spesso con gioia alla notizia di attentati dove sono molti i bambini uccisi. Un bambino di 10 anni a Milano ha raccontato al suo iman il suo sogno. Fare l’astronauta? Il poliziotto? Il pompiere? Diventare un grandissimo medico? Scoprire un nuovo antibiotico anzi tre? Questi sono sogni e vanno bene per i bambini cristiani e per quelli ebrei, anche per quelli shintoisti buddisti induisti e sick. Sono sogni che vanno bene per un bambino che non abbia complessi di inferiorità. Nell’islam, nella crisi dell’islam, c’è uno stramaledetto complesso di inferiorità. La mancanza di scoperte scientifiche negli ultimi 8 secoli ha creato il timore che mai e poi mai ci sarà capacità di fare l’astronauta o lo scienziato, allora viene fuori il mito del terrorista. Ovviamente approvato. Il terrorismo è il mito di una civiltà che ha un complesso di inferiorità terrificante, tutto qui. Lo spiega bene il filosofo Hans Magnus Enzensberger nell’imperdibile saggio” Il perdente radicale”. La perdita della scienza, dopo i tempi d’oro di Avicenna e Averroè, è conseguente alla lettura integralista del Corano come parola diretta di Allah con la negazione del libero arbitrio e del concetto di causa ed effetto. La mela cade non perché ci sia la forza di gravità, ma per la volontà di Allah, che fino a questo istante l’ha fatta cadere verso il basso, domani potrebbe farla cadere verso l’alto o di lato. Studiare la legge di gravità è una scortesia verso Allah, che domani potrebbe far cadere le mele in altro modo, o far girare i pianeti in un altro senso. Senza la possibilità di pensiero filologico non si forma il pensiero filosofico. Dove non c’è pensiero filosofico non c’è pensiero scientifico, economico, finanziario. Da questa mancanza di pensiero scientifico economico-finanziario, e anche artistico, letterario e musicale, nasce il complesso di inferiorità. Qualsiasi sacerdote, rabbino, monaco buddista, e così via davanti ragazzina di 10 anni che ha come massima aspirazione morire uccidendo si sarebbe precipitato a cercare di dissuaderlo. Invece un autorevole dignitario islamico invitato a Milano a predicare per la festa della fine del Ramadan, Al-Bustanij, ha entusiasticamente approvato il progetto: così racconta tutto fiero in un’intervista. Gli israeliani sono tutti cattivi. Chi muore uccidendoli fa un favore al Dio dei musulmani. Lascio il giudizio etico alla coscienza di chi legge, anche perché chi un giudizio etico sulla vicenda l’ha espresso è stato minacciato da Piccardo di essere denunciato per istigazione all’odio razziale. Solo una nota di psicologia. Se qualcuno annuncia il suicidio, il terrorismo suicida è un suicidio, e ne ottiene entusiastica approvazione, ha anche un’informazione tragica sulla propria mancanza di valore. Se anche i propri genitori hanno approvato l’idea, il messaggio ultimo è che della sua vita non importa niente a nessuno perché è un irrilevante fastidio. Questo è il messaggio tremendo che i genitori palestinesi o semplicemente islamici, il loro imam, quelli che inneggiano al terrorismo suicida, danno i loro figli. Perché un uomo o un bambino diventano terroristi suicidi? Ricordate la seconda storia che si raccontano, quella di Caino e Abele? Alla base del terrorismo suicida c’è l’odio irrisolvibile dei figli non amati per i figli amati.
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Egitto, arrestato la Guida dei Fratelli Musulmani. Strage di 25 militari 20/08/2013 08:57:58 di Ansa . Egitto, arrestato la Guida dei Fratelli Musulmani. Strage di 25 militari La tv di Stato egiziana ha annunciato l'arresto della guida dei Fratelli musulmani, Mohamed Badia. La cattura sarebbe avvenuta in appartamento nei pressi di Rabaa, sul viale Tayaran, nella capitale egiziana. L'emittente egiziana Ontv, vicina al governo, ha trasmesso in esclusiva le immagini di Badia dopo il suo arresto: la guida spirituale della Confraternita appare in buone condizioni, seduto su un divano con un paio di uomini armati di Ak47 al fianco. Nel blitz che ha portato alla cattura della guida dei Fratelli musulmani Mohamed Badia, è stato arrestato anche il portavoce dell'Alleanza delle formazioni pro-Morsi Youssef Talaat. Lo riferiscono le tv egiziane. Badia "è solo uno dei membri della Fratellanza musulmana, la confraternita che è nel cuore di tutti gli egiziani che rifiutano il golpe militare": lo ha detto uno dei portavoce della Fratellanza, Ahmed Aref, in un primo commento a caldo sull'arresto del loro leader. Solo qualche giorno fa, la guida della Confraternita aveva esortato i confratelli a "resistere fino alla vittoria". I Fratelli musulmani hanno nominato Mahmud Ezzat guida provvisoria della confraternita. Le preghiere funebri hanno abbracciato anche ieri il Cairo al calar della sera: due stragi raccapriccianti, costate la vita nel complesso a oltre 60 persone, hanno tinto di rosso la terra d'Egitto, con il suo padre-padrone Hosni Mubarak che uscirà dal carcere entro due giorni, riacquisterà i gradi e tornerà, almeno per qualche tempo, a essere uno dei protagonisti della vita politica del Paese. Nel Nord del Sinai un gruppo di 11 uomini armati a bordo dei pickup - secondo le prime ricostruzioni ufficiali sull'accaduto - ha attaccato un convoglio di due minibus e costretto i 25 agenti di polizia appena congedati a scendere. Li hanno legati, fatti mettere in fila, poi hanno sparato uccidendoli tutti. I cadaveri degli agenti sono stati trovati poco dopo, in un bagno di sangue sul ciglio della strada. Sul piatto di una realtà già molto esplosiva è arrivata in giornata la notizia della scarcerazione di Hosni Mubarak. ''Non è stato condannato, sono passati i 18 mesi di carcerazione preventiva, è quindi suo diritto uscire entro le prossime 48 ore'', sottolinea il suo avvocato Farid el Dib. A causa di questo procedimento ancora in corso, Mubarak otterrà una libertà condizionata, forse in un ospedale militare forse direttamente ai domiciliari in casa, ''saranno i giudici a decidere'', spiega il legale. La diplomazia frattanto e' sempre al lavoro: mercoledi' i ministri degli esteri della Ue si riuniranno per ridefinire le relazioni dell'Europa con l'Egitto. Tra le ipotesi di pressione, la riduzione degli aiuti e l'embargo della fornitura di armi. Il Dipartimento di Stato Usa ha assicurato che non tagliera' i suoi aiuti, ma ha ribadito un fermo no allo scioglimento dei Fratelli musulmani. Riad ha invece confermato l'offerta di aiuto al Cairo, dicendosi pronta a rimpiazzare i tagli dell'Occidente. http://www.ansa.it/iphone/fdg/9155537.html
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Come il Corriere della Sera e la stampa italiana manipolano la realtà dei clandestini e degli islamici 21/08/2013 11:36:34 di Pier Luigi Melis Come il Corriere della Sera e la stampa italiana manipolano la realtà dei clandestini e degli islamici “Quarto potere”, come sappiamo, è uno dei film più noti della storia del cinema. Esso prende il titolo da quello che è il potere della stampa e dei mezzi di comunicazione in generale: un potere vero e proprio, che crea i presupposti dei poteri economico e politico attraverso quello della persuasione. Tali poteri, possiamo dire, vivono tra loro in simbiosi, alimentandosi e rafforzandosi a vicenda. Quanto il quarto potere sia appetito e conteso lo vediamo prima di tutto a casa nostra. Un paio di esempi: la Fiat e Berlusconi sono proprietari di testate giornalistiche e televisive; tutti i governi che si succedono considerano prioritario lo spoil system delle numerose emittenti RAI. Non che per questo in Italia sia conculcata la libertà di parola, anzi, chiunque può liberamente esprimere la propria opinione entro i confini fisiologici di qualunque diritto: il problema si presenta quando la cappa dell’autocensura in nome del politicamente corretto sovrasta quasi ogni mezzo di comunicazione. Gli effetti perversi della malefica sinergia quarto potere-politicamente corretto si manifestano su diversi temi, in particolare su immigrazione ed islam. In virtù (sarebbe meglio dire “in vizio”) di tale devastante binomio l’immigrazione è vista come cosa buona a prescindere, così come le religioni – eccezion fatta per il cristianesimo, violentemente criticato spesso e volentieri – sono messe tutte sullo stesso piano, indipendentemente dai contenuti. Che la sinistra sguazzi sul politicamente corretto per fini puramente elettorali e quindi di potere (si rilegga, in proposito, quanto recentemente scritto da Peter Hitchens sulla strategia immigratoria dei laburisti in Gran Bretagna) è cosa risaputa, ma che anche la destra vi si accodi è abbastanza incomprensibile. Salvo che non vi siano forti interessi economici (dello stesso Berlusconi o di altri personaggi a lui politicamente ed affaristicamente vicini) che suggeriscano di sostenere, sia pure per differenti ragioni, le medesime tesi della sinistra. Ed è sicuramente così, a meno di contagiose patologie mentali selettivamente diffuse tra politici ed imprenditori di area liberale. In questi giorni stiamo assistendo a due rilevanti fenomeni, tra loro sicuramente legati, gravidi di conseguenze negative per tutto l’Occidente ed in particolare per il suo ventre molle, l’Italia: le guerre civili del mondo arabo-islamico e la massiccia immigrazione clandestina da tali aree geopolitiche. Vediamo, allora, come agisce nei nostri confronti il quarto potere riguardo agli avvenimenti di cui sopra. Gli sbarchi dei clandestini sono presentati come fenomeni impossibili da contrastare poiché le zone di provenienza dei migranti (eufemismo che sostituisce il termine “clandestino”, definitivamente bandito dal linguaggio politicamente corretto) manifesterebbero endemiche situazioni di guerra e povertà. Si nascondono i costi economici e sociali che dobbiamo accollarci, ma si fa leva sul nostro sentimento di pietà, si loda l’umanità di papa Francesco (anche i migliori pontefici, e Bergoglio è tra questi, possono sbagliare) per la sua visita a Lampedusa. Si definiscono addirittura “eroi” (Repubblica) quei bagnanti che hanno soccorso i clandestini con una catena umana (quasi che avessero rischiato la vita!). Si brandisce lo ius soli come la magica soluzione per tutti i problemi nostri e loro. Invece quasi si tace quando i clandestini manifestano a Lampedusa contro il nostro diritto di identificare chiunque entri nel nostro Paese oppure distruggono le strutture che li ospitano. Dubito che non ci si renda conto che certe sciagurate azioni e dichiarazioni di governo e ministri (in particolare la Kyenge) incrementino sensibilmente gli sbarchi, penso invece che si perseveri nella folle determinazione della sinistra europea di presa e consolidamento del potere attraverso forti iniezioni di nuovi elettori immigrati. Il quarto potere ci fa accettare di buon grado tutto ciò con la manipolazione delle nostre menti. Idem per quel che riguarda quanto sta succedendo in nord Africa e nel medio Oriente. In particolare in Tunisia, Turchia ed Egitto, abbiamo assistito al fallimento, certificato da imponenti manifestazioni di piazza, dell’islam politico che si riconosce nell’ideologia dei Fratelli musulmani: in Turchia Erdogan è stato violentemente contestato per il suo piano di islamizzazione strisciante, pur avendo conseguito brillanti risultati in campo economico, mentre in Tunisia, ma soprattutto in Egitto, la Fratellanza ha fallito sul duplice piano sociale ed economico. L’unico obiettivo dei seguaci di al-Banna è l’imposizione della sharia, tutto il resto è trascurabile. Ora, dopo l’evidente disastro dei governi islamici, recentemente promossi d’ufficio a democratici da Usa ed UE, e da essi benedetti come paladini dei diritti umani ed acerrimi nemici dei terroristi, i media dovevano naturalmente qualche chiarimento al proprio pubblico, per spiegare che comunque avevano avuto ragione. Esemplare, in merito, è la tattica utilizzata dal quarto potere attraverso il Corriere della Sera. Il giorno 17 agosto 2013, il quotidiano di via Solferino pubblica due articoli sull’Egitto. Uno, a firma Elisabetta Rosaspina, è un’intervista a Renaud Girard, corrispondente del quotidiano francese “Le Figaro”. Costui, dopo decenni di viaggi e di cronache in medio Oriente, arriva alla conclusione – alla luce dei recenti avvenimenti in Egitto, ma anche in Turchia – che islam e democrazia [io avrei aggiunto l’aggettivo “liberale”] sono incompatibili. E ne fornisce anche la spiegazione: «Perché non esiste nella civilizzazione musulmana una separazione tra la sfera religiosa e la sfera politica. Non c’è mai stata, dal VII secolo in poi, quella separazione tra potere religioso e potere politico che invece è alla base della civiltà occidentale. E fin dal principio del Cristianesimo, se è vera la frase che i Vangeli attribuiscono a Gesù: date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Cristo non voleva interferire con la politica». Monsieur Giraud, benvenuto nel club dei realisti, anche se con un pizzico di ritardo. Il secondo articolo, che surrettiziamente fa da contrappeso al primo, è firmato da uno dei pezzi da novanta della testata milanese, Sergio Romano. La prima parte dello scritto è di contenuti banali, riferisce fatti arcinoti come la fiducia inizialmente riposta nei confronti dei cosiddetti islamisti moderati come Erdogan e Morsi da parte dell’Occidente e le successive delusioni dovute al fatto che “….la linea politica adottata dai Fratelli dopo la conquista del potere era diventata inquietante. Troppo Corano, troppa Sharia, troppe tentazioni autoritarie, troppa ostilità per i costumi laici di una larga parte della borghesia e dei giovani di piazza Tahrir. Dopo avere promesso moderazione e comprensione, Morsi è parso, con il passare del tempo, sempre più prigioniero dalla fazione aggressiva e militante. Ipocrisia? Duplicità? Machiavellismo islamista? La risposta a queste domande è almeno in parte nella storia della Fratellanza e delle sue esperienze.”. Già dopo poche righe di dotta acqua calda, il valente professore ed ex ambasciatore arriva all’enunciazione del teorema: la risposta al modo di operare degli islamisti al potere sta “nella storia della Fratellanza e delle sue esperienze.” Segue, per i restanti tre quarti dell’articolo, la dimostrazione della brillante tesi romaniana, cioè un riassunto della storia del movimento politico-religioso fondato da al-Banna dall’inizio ai giorni nostri. Chi eroicamente termina la lettura del noioso articolo non può non notare come nelle valutazioni dell’insigne accademico non vi sia alcun accenno alla duplice natura religiosa e politica dell’islam, che ritroviamo invece nel pensiero (tardivo) di Girard, quale causa dei recenti fallimenti del governo Morsi. Per Romano non conta che lo statuto dei Fratelli musulmani preveda esplicitamente l’instaurazione della legge coranica: il fallimento soprattutto democratico degli islamisti egiziani è solo questione di esperienze. Ecco infine il messaggio subliminale lanciato dal Corriere della Sera per la penna dell’esimio cattedratico: non è vero che i Fratelli musulmani e le formazioni politiche che ad essi si richiamano siano refrattarie alla democrazia, dipende soltanto dalla loro storia. Più chiaro di così! La manipolazione tentata dal più diffuso quotidiano italiano è stato replicata, in forme sia pure differenti, da numerosi altri mezzi di comunicazione, in perfetto coordinamento con i politici europei (tra cui il nostro ministro degli esteri Bonino) che condannavano senza mezzi termini il golpe di al-Sisi, ovviamente tacendo sulle violenze contro i cristiani copti e non solo, e sulla distruzione di svariate decine delle loro chiese. Fateci caso, e ditemi se sugli esempi che ho riportato il quarto potere non ha messo in funzione tutto il proprio arsenale mediatico per convincerci ad adottare soluzioni totalmente contrastanti con i nostri interessi. Per fortuna noi possediamo un’arma (pacifica) ancora più micidiale, Internet: ricordiamoci come ha funzionato egregiamente in nord Africa, Turchia ed Iran. Ma i Citizen Kane di oggi sembrano non volerlo comprendere.
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Papa Francesco, la cristianità è sotto attacco! Abbiamo bisogno di uomini di coraggio e di fede! Basta con la ricerca del dialogo con chi ci massacra! 22/08/2013 09:56:36 di Silvana De Mari Papa Francesco, la cristianità è sotto attacco! Abbiamo bisogno di uomini di coraggio e di fede! Basta con la ricerca del dialogo con chi ci massacra! Gentilissimo Papa Francesco, come sta? Spero bene, dopo aver dormito questa notte in un bianco letto pulito, all’interno di una casa sulla cui porta nessuno ha fatto la croce per segnalare che quella è la casa da bruciare. In Egitto le case di cristiani sono segnate da una croce indelebile perché poi i Fratelli Musulmani possano bruciarle. Sono certa che lei avrà fatto un’ottima prima colazione, deve essere bello mangiare in pace dopo aver dormito in pace, una sensazione che molti cristiani in questo momento non hanno. Le scrivo per farle i miei più vivi complimenti per le sue ultime parole, quelle in cui spiega che la cosa più importante è il dialogo. Io credevo fosse la verità! Io credevo che la cosa più importante fosse la dignità umana, il diritto alla libertà, perché solo se è libero l’uomo può avvicinarsi a Dio, seguendo la libertà dell’obbedire, oppure allontanarsi da lui, seguendo la libertà di andare all’inferno, che deve comunque essere un diritto costituzionale. Io credevo che la cosa importante fosse non essere perseguitati, non sentire le urla dei propri figli e delle donne, e invece no: la cosa importante è il dialogo. Il villaggio era pieno di cadaveri. In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive. I soldati (turchi) si divertivano a frustarle. Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare. «Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo». Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole. «Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive». Urlavano i soldati. Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ ha versato addosso alle ragazze. «Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo.» Poi hanno appiccato il fuoco. I poveri corpi si sono contorti fino alla morte. E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi? Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915 Gli armeni, quindi, incluse le donne di Hectamar furono dei babbei, nel senso etimologico di impediti della parola. Non dialogarono. Avessero dialogato tutto si sarebbe risolto. Le successive righe riguardano la sorte dei bambini ebrei gemelli. Anche gli ebrei non dialogarono. Avessero dialogato tutto questo non sarebbe successo. Le parole Male, Abominio, non le nominiamo. Dividiamo la responsabilità al 50% tra nazisti e ebrei, che non hanno dialogato. O la diamo tutta agli ebrei che non dialogarono? I gemelli erano studiati da Menghele, per capirne "il segreto". Se i tedeschi fossero riusciti ad avere parti gemellari in continuazione, sarebbero stati numerosissimi e avrebbero conquistato il mondo prima. La demografia come arma di guerra è fondamentale per tutti i tipi di nazismo, tedesco, palestinese, islamico in generale. Chiunque non sia completamente idiota, anche in quegli anni, capiva che la cosa da studiare era l'ovulazione della madre, non il corpo dei gemelli, ma Menghele, come molti crudeli, era anche completamente idiota. Dopo essere stati selezionati sulla banchina dei treni erano sottoposti ad una doccia per poi essere condotti nell'ambulatorio medico. Gli esami iniziavano dalla testa, non sottoposta alla rasatura, che veniva misurata accuratamente anche per più giorni. Successivamente tutto il corpo veniva esaminato a raggi X. Solitamente poi era applicato loro una specie di tubo al naso che insufflava nei polmoni un gas provocando una tosse violenta. L'espettorato era raccolto ed esaminato. Infine i bambini erano fotografati, con particolare attenzione ai capelli e ai peli delle ascelle. Il giorno successivo, di mattina presto venivano condotti in una stanza nella quale vi era un tino con acqua calda e una serie di tavole. Costretti ad immergersi nel tino, venivano poi legati ad una tavola in modo che i capelli ricadessero all'esterno. Una parte dei capelli veniva strappata in modo da estrarne anche la radice. Dopo questa operazione erano reimmersi nel tino parecchie volte e l'operazione veniva ripetuta diverse volte. Quando il numero di capelli raccolti era stata ritenuta sufficiente, i bambini erano completamente rasati, depilati e nuovamente fotografati. La fase seguente consisteva nel praticare clisteri di due litri seguiti da esami rettali e gastrointestinali senza alcuna anestesia. Il giorno dopo era la volta di un esame urologico con prelevamento di tessuti dai reni, dalla prostata e - nei maschi - dai testicoli, senza alcuna anestesia. I bambini venivano legati e imbavagliati durante questi prelievi chirurgici. Dopo tre settimane di esami i due gemelli venivano uccisi simultaneamente con un'iniezione al cuore; i cadaveri venivano dissezionati e gli organi interni inviati al professor Verschuer all'Istituto di ricerca biologico-razziale di Berlino. Questi procedimenti rappresentavano la norma, ma Mengele stava conducendo sui gemelli studi suoi in relazione a progetti condotti da Verschuer e dai suoi collaboratori. Uno di questi riguardava le anomalie dell'apparato visivo. Mengele si interessava particolarmente alla eterocromia, uno scoloramento dell'iride dell'occhio causato da atrofia del pigmento. Questa patologia presenta e comporta una colorazione dell'iride chiara, blu acqua ad un solo occhio. Mengele si interessava ai casi di eterocromia soprattutto nei gemelli. Il suo obiettivo era trovare il modo di influire sul colore degli occhi trasformandoli da scuri ad azzurri e per far questo iniettava nell'iride metilene blu. Il risultato erano atroci sofferenze, cecità e nessun cambiamento. Interessante notare che questi esperimenti non avevano alcuna base scientifica. Dopo l'eliminazione dei gemelli, i loro occhi venivano espiantati e inviati a Berlino alla dottoressa Karin Magnussen. A Berlino, Verschuer ed il suo assistente, il biochimico Gunther Hillmann, si interessavano allo studio delle proteine del sangue e inseguivano il sogno di riuscire a trovare una differenza sostanziale tra il sangue degli ebrei e quello degli ariani. Per questo Mengele si impegnava nell'operare prelievi di sangue da inviare a Berlino. Spesso il prelievo di sangue era totale e terminava soltanto con la morte del bambino. E ora arriviamo a noi, Santità, al suo gregge o a quello che ne rimane. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto. Questa notte è arrivato un sms da padre Nader, dalla Siria: pregate per noi, ci stanno massacrando. Tranquillo Santità: gli abbiamo risposto spiegando che deve dialogare. Le sue parole trovano conferma anche nel Vangelo. Gesù Cristo tacque davanti a Pilato, avesse dialogato, tutto sarebbe andato meglio. Avesse dialogato anche prima, trovando una sana posizione di equilibrio, il giusto compromesso, ascoltando anche gli altri senza questa pretesa così poco postmoderna che solo lui era la Verità e la Via, le cose Santità, si sarebbero aggiustate, non è vero? Anche San Pietro e San Paolo era gente di scarso dialogo, assoluta incapacità a trovare un compromesso, questa becera pretesa che la Verità fosse la loro e che gli altri andassero salvati all’errore. Il dialogo, consiste nel trovare un accordo, Santità, tra quello che sto dicendo io e quello che sta dicendo il mio antagonista, non uso il termine nemico, so che lei sussulterebbe davanti a un termine così desueto e duro. Se il mio antagonista dice che Gesù Cristo era un profeta il cui unico scopo era preannunciare la venuta di Maometto, qual è il punto di dialogo? In quale punto dei Vangeli sta scritto che Gesù ha preannunciato la venuta di Maometto? Scusi Santità: io capisco che la verità può essere arrotondata, che ci sono varie sfumature, ma che tutto e il contrario di tutto sia contemporaneamente vero e falso, mi sembra contrario al principio di realtà, che è un termine colto per dire che è un’idiozia. O una vigliaccata. La cristianità è sotto attacco, Santità.
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Tranquillo Santità: gli abbiamo risposto spiegando che deve dialogare. Le sue parole trovano conferma anche nel Vangelo. Gesù Cristo tacque davanti a Pilato, avesse dialogato, tutto sarebbe andato meglio. Avesse dialogato anche prima, trovando una sana posizione di equilibrio, il giusto compromesso, ascoltando anche gli altri senza questa pretesa così poco postmoderna che solo lui era la Verità e la Via, le cose Santità, si sarebbero aggiustate, non è vero? Anche San Pietro e San Paolo era gente di scarso dialogo, assoluta incapacità a trovare un compromesso, questa becera pretesa che la Verità fosse la loro e che gli altri andassero salvati all’errore. Il dialogo, consiste nel trovare un accordo, Santità, tra quello che sto dicendo io e quello che sta dicendo il mio antagonista, non uso il termine nemico, so che lei sussulterebbe davanti a un termine così desueto e duro. Se il mio antagonista dice che Gesù Cristo era un profeta il cui unico scopo era preannunciare la venuta di Maometto, qual è il punto di dialogo? In quale punto dei Vangeli sta scritto che Gesù ha preannunciato la venuta di Maometto? Scusi Santità: io capisco che la verità può essere arrotondata, che ci sono varie sfumature, ma che tutto e il contrario di tutto sia contemporaneamente vero e falso, mi sembra contrario al principio di realtà, che è un termine colto per dire che è un’idiozia. O una vigliaccata. La cristianità è sotto attacco, Santità. Abbiamo bisogno di uomini di coraggio. E di fede. Non ci sono altre strade, se non il coraggio e la fede. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto Chiese cattoliche e conventi • 1. Chiesa francescana e scuola (strada 23) - Bruciata (Suez) • 2. Monastero del Santo Pastore e ospedale - Bruciati (Suez) • 3. Chiesa del Buon pastore; monastero del Buon Pastore - Molotov e attacco (Asuit) • 4. Chiesa copta cattolica di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 5. Chiesa dei gesuiti - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 6. Basilica di Fatima - Attacco - Heliopolis • 7. Chiesa copto-cattolica di san Marco - Bruciata (Minya - Alto Egitto) • 8. Convento francescano (suore del Cuore immacolato di Maria) - Bruciato (Beni Suef, Alto Egitto) • 9. Chiesa di santa Teresa - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 10. Chiesa francescana e scuola - Bruciati (Asuit, Alto Egitto) • 11. Convento di san Giuseppe e scuola - Bruciati (Minya, Alto Egitto) • 12. Chiesa del Sacro Cuore dei copti cattolici - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 13. Convento delle suore di santa Maria - Attacco (Il Cairo) • 14. Scuola del Santo Pastore - Attacco (Minya, Alto Egitto) Chiese ortodosse ed evangeliche • 1. Chiesa anglicana di san Salvatore - Bruciata (Suez) • 2. Chiesa evangelica di St Michael - Circondata e saccheggiata (Asuit, Alto Egitto) • 3. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 4. Chiesa di Al-Esla - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 5. Chiesa avventista - Bruciata; il pastore e sua moglie rapiti (Asuit, Alto Egitto) • 6. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 7. Chiesa del Santo rinnovamento - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 8. Centro diocesano copto ortodosso di Qusiya - Bruciato (Asuit, Alto Egitto) • 9. Chiesa di san Giorgio - Bruciata (Arish, Nord Egitto) • 10. Chiesa di san Giorgio ad al-Wasta - Bruciata (Beni Suef, Alto Egitto) • 11. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Maadi, Il Cairo) • 12. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Mostorod, Il Cairo) • 13. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Attacco (Helwan, Il Cairo) • 14. Chiea di santa Maria di El Naziah - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 15. Chiesa di santa Damiana - Saccheggiata e bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 16. Chiesa di san Teodoro - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 17. Chiesa evangelica di al-Zorby - Saccheggiata e distrutta (Fayoum, Alto Egitto) • 18. Chiesa di san Giuseppe - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 19. Scuola francescana - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 20. Centro diocesano copto-ortodosso di san Paolo - Bruciato (Gharbiya, Delta) • 21. Chiesa copto-ortodossa di sant'Antonio - Bruciata (Giza) • 22. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Atfeeh, Giza) • 23. Chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo - Bruciata (Delga, Deir Mawas, Minya, Alto Egitto) • 24. Chiesa di san Mina di Abu Hilal Kebly - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 25. Chiesa battista di Beni Mazar - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 26. Chiesa di Amir Tawadros - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 27. Chiesa evangelica - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 28. Chiesa di Anba Moussa al-Aswad- Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 29. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 30. Chiesa di santa Maria - Tentativo di incendio (Qena, Alto Egitto) • 31. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 32. Chiesa di santa Damiana - Attaccata e bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 33. Chiesa della Vergine Maria - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 34. Chiesa di san Marco e centro comunitario - Bruciati (Sohag, Alto Egitto) • 35. Chiesa di Anba Abram - Distrutta e bruciata (Sohag, Alto Egitto) Istituzioni cristiane • 1. Casa del p. Angelos (pastore della chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo) - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 2. Proprietà e negozi di cristiani - Bruciati (Arish, Nord Egitto) • 3. 17 case cristiane attaccate e saccheggiate (Minya, Alto Egitto) • 4. Case cristiane - Attaccate (Asuit, Alto Egitto) • 5. Uffici della Fondazione evangelica - Bruciati (Minya, Alto Egitto) • 6. Negozi, farmacie, hotel di proprietà di cristiani - Attaccati e saccheggiati (Luxor, Alto Egitto) • 7. Libreria della Bible Society - Bruciata (Il Cairo) • 8. Bible Society - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 9. Bible Society -Bruciata (Asuit, Nord Egitto). Edifici di proprietà di cristiani bruciati • 1. 58 case • 2. 85 negozi • 3. 16 farmacie • 4. 3 hotel (Alto Egitto) • 5. 75 autobus e auto
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https://www.youtube.com/watch?v=yxY3SB1jOhY
Muslim Brotherhood Terroristic Militias - What you won't see in Media
ON Ent
VIDEO - La milizia terroristica dei Fratelli Musulmani. Ecco le immagini delle atrocità commesse
23/08/2013 12:04:01 di ONtv . 1.181.482
3.713 visualizzazioni
Pubblicato il 21 ago 2013 Muslim Brotherhood Terroristic Militias - What you won't see in Media http://www.magdicristianoallam.it/video/video---la-milizia-terroristica-dei-fratelli-musulmani-ecco-le-immagini-delle-atrocita-commesse.html
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Suor Angela, provinciale delle Comboniane al Cairo: “Anch'io sono scesa in piazza contro i Fratelli Musulmani: sono terroristi e fascisti sostenuti da Al Qaida, Hamas e Qatar” 24/08/2013 08:31:32 di Annalisa Milani Suor Angela, provinciale delle Comboniane al Cairo: “Anch'io sono scesa in piazza contro i Fratelli Musulmani: sono terroristi e fascisti sostenuti da Al Qaida, Hamas e Qatar” (combonianinsieme.com) - La voce di Sr. Angela C., provinciale delle Comboniane , residente in Egitto da molti anni, mi raggiunge via Skype alle 10 di matttina di oggi 20 agosto 2013. Ha un urgente bisogno di comunicare per protestare contro la "manipolazione " che i media occidentali stanno facendo della drammatica situazione dell'Egitto . E' un torrente di parole .....difficile fermarla...! Sr. Angela è vero che negli ultimi giorni le chiese e i cristiani sono sotto tiro in Egitto? “Sì, i Fratelli Musulmani questo l'avevano già annunziato, ancora quando erano già al potere, anche se facevano vedere un volto democratico. Ora è chiaro che essi sono saliti al governo in modo spudorato, con brogli. Tutti i governi egiziani precedenti li hanno usati, ma poi con loro non è mai stato possibile nessun governo. Sembra da ora, ma sopratutto dall'anno scorso, che essi si siano organizzati con l'aiuto di esterni (Hamas, Al Qaida, il Qatar) e l'influenza di tali aiuti è stata per esempio evidente nei bambini che i Fratelli Musulmani hanno usato dopo la caduta di Morsi, per occupare piazza Al Raabia. Essi portavano tutti sulla fronte la fascetta verde ed usavano la bandiera nera simboli di Al Qaida. Da un anno i Fratelli Musulmani si fanno credere "democratici" all'esterno, ma non è così e i 30 milioni di egiziani che il 30 giugno sono scesi in piazza, compresa io ed una postulante, lo sanno. Trenta milioni di egiziani sono scesi in piazza per dire no al governo Morsi, che in un anno ha fatto più danni di tutti i governi precedenti, nonostante tutti gli errori di questi ultimi!!!!”. Sr. Angela....torniamo ai 10 milioni di egiziani cristiani, copti, latini, greco-ortodossi... “Già durante il governo Morsi, c'erano state chiese incendiate, ma da quando esso è caduto, sopratutto nell' Alto Egitto, si sono sparse milizie musulmane che in appoggio a lui, hanno distrutto, hanno ammazzato....Padre Boulad (gesuita egiziano) parla di 50 chiese, scuole ed istituzioni cristiane distrutte solo il 17 agosto. Qualche settimana fa sono stati distrutti i santuari Sufi, famiglie sciite sono state trucidate, arabi moderati, punti di polizia distrutti, sacerdoti cristiani attaccati ed uccisi (almeno 2 o 3 negli ultimi giorni) e quasi 1500 persone sono state trucidate....e nessuno ha parlato”. Ora il governo militare, ha rovesciato Morsi "con un golpe" e vuole mettere fuorilegge i Fratelli Musulmani? (Sr. Angela non mi lascia terminare la domanda!) Quando l'Esercito è intervenuto è perchè il popolo l'ha voluto, le famiglie che vivono nel terrore l'hanno voluto !!!! I Fratelli Musulmani agendo, dopo la caduta di Morsi, hanno dimostrato di essere armati più dell'Esercito e di avere una strategia … come si fa ad incendiare palazzi in centro al Cairo se non si hanno mezzi forti ? La gente qui al Cairo, come altrove ha paura ... una signora che viene da noi ad esempio, ora si mette il velo per passare nelle strade. Certo non si può dire che l'Esercito è santo, ma I Fratelli Musulmani stanno distruggendo il paese!”. Ieri lunedì nel Sinai, hanno fatto saltare due autobus pieni di giovani militari che dismettevano il turno. I Fratelli Musulmani si possono solo chiamare "terroristi" e per molto tempo hanno lavorato sotto come società segrete, hanno costruitoreti per comunicare tra loro in modo veloce, ed hanno contatti molto alti. Il Primo discorso fatto da Morsi è stato "falsamente democratico". I dirigenti dei Fratelli Musulmani hanno i loro interessi, infatti i loro conti bancari, da che sono al governo, sono saliti enormemente. Ed inoltre in un anno hanno portato il Paese nella paura, paura di tutto. Stanno distruggendo il Cairo, abbattono tutto ciò che per loro non va bene, vecchi palazzi, e ne costruiscono di nuovi senza permessi e rispetto di regole...”. Chi c' è dietro a loro? “Morsi è stato liberato da Hamas e lui ha poi liberato tutti gli altri capi... senza dubbio c 'è Al Qaida e il Qatar e comunque sono arrivati molti mercenari....Infatti, la caratteristica vera del vero egiziano, è che egli non cerca mai la lotta, è aperto agli altri come è sempre stato nella storia, ha troppo amore per il suo Paese per distruggerlo e per distruggere i musei egiziani come stanno facendo i Fratelli Musulmani.....noi in comunità li abbiamo definiti gli Unni!!!”. Sr. Angela che cosa non capiscono i media occidentali ? “Ciò che gli stranieri e i media occidentali non capiscono è che l'Esercito è tornato in piazza per volontà del popolo, e Morsi non è stato rovesciato da un golpe militare, ma è andato su con brogli, con la frode, tutte le nostre consorelle sono testimoni di questo e non hanno potuto votare...I Fratelli Musulmani sono fascisti e non ammettono nessun pensiero divergente e diverso.... Sappiamo dall'Iraq che la manipolazione occidentale fa comodo a qualche potenza e sembra che i Fratelli Musulmani abbiano comperato parti della CNN e di Al Jazira”. Oltre alla paura, come è la vostra vita quotidiana ? “Quello che più fa male è vedere la ferocia con cui agiscono.. A Minya, Al Fayum e in molti altri paesi vicini dell'Alto Egitto hanno distrutto le scuole dei gesuiti, dei francescani che sono qui da secoli.. Noi che viviamo al Cairo è terrificante vedere il Cairo di sera, prima così caotico, immerso in un silenzio tombale ...ora c'è un pò di traffico fuori ma la gente non si mette molto in strada... Ieri è uscita una consorella ad accompagnare un'altra di noi al supermercato e mentre l'attendeva alla porta si è sentita apostrofare duramente da un passante con "Io non voglio le suore qui...!!!". E' la prima volta che accade. Certo che gli adepti dei Fratelli Musulmani dimostrano di aver sparso una educazione di intolleranza a livello di base da lungo tempo.. e torniamo al tempo delle crociate.. Ma l'Egitto ha anche persone qualificate che non vogliono il settarismo, ma un Egitto aperto al mondo!!! Quando Al-Sisi è apparso in televisione, il 3 luglio, insieme a lui c'era il nuovo Papa copto ortodosso Twadros, l'imam di Al-Azhar e rappresentanti di tutte le religioni, insieme!!! Ma è quello che i Fratelli Musulmani non sopportano: il dialogo!”
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Milizie dei Fratelli Musulmani addestrate per distruggere le chiese 24/08/2013 09:37:37 di Giuseppe Samir Eid Milizie dei Fratelli Musulmani addestrate per distruggere le chiese (comboninsieme.com) - Testimoni oculari riportano che milizie dei fratelli musulmani appositamente addestrate ed equipaggiate hanno provveduto in due soli giorni a saccheggiare, incendiare, distruggere oltre cinquanta chiese e istituzioni cristiane la maggior parte dedicate a servizio della popolazione senza distinzione religiosa, oltre a decine e decine di abitazioni, negozi e proprietà private costringendo gli abitanti a fuggire pena la morte per il solo fatto di essere cristiani. Alcuni assalti sono falliti per l’intervento deciso dei vicini musulmani contrari ai metodi violenti e riconoscenti verso i servizi forniti dalle istituzioni cristiane. Un gruppo di egiziani residenti in Europa ha contribuito a far allestire un edificio a favore dei bambini di strada a scopo educativo nella città di Minia a 250kms sud del Cairo. E stato inaugurato proprio quest’anno a Marzo grazie alla collaborazione di tutti i ceti sociali. Le due foto testimoniano l’immenso dolore che proviamo oggi. Centre social des Jésuites à Minia MARZO 2013 http://www.magdicristianoallam.it/no-islam/milizie-dei-fratelli-musulmani-addestrate-per-distruggere-le-chiese.html AGOSTO 2013 Questi fatti non possono che far sorgere alcune considerazioni: 1-Non mi pare aver letto o sentito voci di religiosi musulmani levati a denunciare che la religione è estranea a questo tipo di violenza, a dissociarsi “scomunicare” i predicatori di violenza ovunque siano chiedendo per loro l’applicazione della legge penale. Incoraggiare loro a proclamare anche i versetti del Corano che sottolineano la volontà di Dio verso la pluralità religiosa e l’impegno nel gareggiare nel bene nella Misericordia di Dio. Guarda caso le violenze maggiore succedono di Venerdì all’uscita dalle moschee. 2-Certo é che l’Europa ha interesse per un M.O. stabile, ma un siffatto obiettivo é possibile col promuovere lo sviluppo tecnologico, sapendo unire o subordinare anche scambi culturali con criteri di reciprocità sopratutto per la gente semplice. 3-istituzioni e politici stiano attenti che i buoni propositi scambiati a livello alto non rimangono veramente in alto senza raggiungere il popolo la gente semplice.
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L'attacco alla Siria sarebbe il suicidio dell'Occidente: dove sono i nostri pacifinti? 26/08/2013 08:52:55 di Magdi Cristiano Allam L'attacco alla Siria sarebbe il suicidio dell'Occidente: dove sono i nostri pacifinti? (Il Giornale) - Speriamo che non succeda mai. Più che una guerra sarebbe il suicidio dell'Occidente in Siria. Quali paradossi, ipocrisie e assurdità! A cominciare dal fatto che a scatenarla sarebbe il primo Premio Nobel alle intenzioni, un attestato di uomo della pace conferito a Obama a soli 9 mesi dalla sua elezione a prescindere dalle sue azioni. Poi la motivazione alquanto dubbia, visto che esistono le prove che le testate chimiche sarebbero state lanciate dai terroristi islamici e non dall'Esercito che, piaccia o meno, rappresenta la legalità e ha il dovere di difendere lo Stato. Infine lo scopo: come è possibile che dopo aver toccato con mano in Tunisia, Libia e Egitto le conseguenze tragiche dell'avvento al potere dei Fratelli Musulmani sostenuti dai Salafiti e fiancheggiati da Al Qaida, l'Occidente in Siria si ostina a voler portare al potere la stessa triade di fanatici islamici che in due anni hanno provocato la distruzione del Paese, oltre 80 mila morti (di cui la metà soldati) e 2 milioni di sfollati (di cui la metà bambini)? Per fortuna che c'è la Russia di Putin che, a differenza dei governanti liquidatori della civiltà occidentale, ha chiaro in testa che la priorità deve essere la sconfitta del terrorismo islamico ovunque nel mondo, così come ha una ferma concezione sulla stabilità e la sicurezza della Siria e del Medio Oriente. Persino Israele tentenna sul da farsi presa nella morsa tra il nemico storico, la dittatura laica di Assad che ha partecipato alle guerre anche se successivamente ha garantito la tregua alla frontiera, e il nemico dichiarato, il terrorismo islamico che proclama pubblicamente la volontà di cancellare lo Stato ebraico dalla carta geografica. Obama è riuscito a far odiare gli Stati Uniti sia dai laici sia dagli islamici. E' incredibile come, da un lato, dopo aver aiutato finanziariamente, politicamente e talvolta anche militarmente sia i governi al potere sia gli oppositori interni, dall'altro oggi gli americani vengano additati dagli uni e dagli altri come i nemici della democrazia e i sostenitori dei terroristi o dei dittatori. La verità è che l'Occidente non è più credibile né come autorità politica, per il venir meno della bontà del suo modello di civiltà di fronte alla sfida della globalizzazione, né come autorità morale per il comportamento assunto nelle guerre dei Balcani, in Afghanistan, Iraq e Libia, dove è stato accertato l'uso di testate a uranio impoverito che anche in Italia ha provocato, secondo l'Associazione Vittime Uranio, la morte di 216 nostri soldati per tumore e la contaminazione di altri 2500. Speriamo che in extremis prevalgano la ragione e il sano amor proprio! Questo è il momento in cui l'Occidente potrebbe imporre delle severe condizioni a Assad in cambio della salvaguardia dello Stato laico, favorendo l'inclusione solo degli oppositori che rispettano i diritti fondamentali della persona e condividono i valori che sostanziano la democrazia a partire dalla pacifica alternanza al potere, il che esclude tutti coloro che strumentalizzano la democrazia per imprre la sharia, la legge coranica. Se viceversa Obama, Cameron e la Ashton dovessero commettere la follia dell'intervento armato, significherebbe che hanno deciso di gettare nel baratro la Siria, così come è già successo in Iraq, per favorire l'interesse delle multinazionali delle armi, del petrolio, della finanza speculativa e della ricostruzione. Tra parentesi che fine hanno fatto i pacifinti che hanno gremito le piazze d'Italia per dire no alle guerre nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq, quando si trattava di denunciare gli “sporchi interessi dei guerrafondai a stelle e strisce”, mentre risultano latitanti da quando si è dato in pasto all'opinione pubblica la menzogna mediatica della “Primavera araba”? Se sono ancora in ferie beati loro, ma qualcuno li avvisi che gli stessi odiatissimi guerrafondai si apprestano ad attaccare la Siria. Ebbene se non assisteremo a manifestazioni oceaniche dovremo prendere atto che i pacifinti che hanno sostituito il tricolore con la bandiera arcobaleno del globalismo, multiculturalismo, immigrazionismo e relativismo, sposano anche la causa dell'islamismo. twitter@magdicristiano
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Siria, GB Non interverrà. No del Parlamento al governo 30/08/2013 09:05:41 di www.ansa.it / Siria, GB Non interverrà. No del Parlamento al governo Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare la Siria da soli se necessario. Dopo lo schiaffo del parlamento inglese al primo ministro David Cameron, con la bocciatura per 13 voti della mozione per un intervento in Siria, la Casa Bianca lascia intendere che gli Usa potrebbero agire da soli, anche perche' si tratterebbe di un'operazione limitata per la quale non sarebbe necessaria una coalizione. Il presidente americano Barack Obama non ha ancora preso una decisione e continua a valutare le opzioni a disposizione. Ma il no dei Comuni sembra incrinare l'asse fra Stati Uniti e l'alleato speciale inglese, che li ha affiancati in ogni importante operazione militare intrapresa da Washington, dall'invasione di Panama del 1989 in poi. ''Continueremo a consultarci con il governo inglese, uno dei nostri alleati piu' vicini - afferma la Casa Bianca dopo il voto inglese -. Le decisioni del presidente Obama saranno guidate da quelli che sono i migliori interessi degli Stati Uniti. Il presidente ritiene che ci siano in gioco interessi per gli Usa e che i paesi che violano le norme sul divieto di armi chimiche devono essere ritenuti responsabili''. Gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di una "coalizione internazionale" per rispondere al presunto attacco con armi chimiche del regime siriano contro i civili, ha detto oggi il segretario della Difesa americano Chuck Hagel. "Il nostro approccio è quello di continuare a trovare una coalizione internazionale che agirà di concerto", ha detto oggi il il capo del Pentagono nel corso di una conferenza stampa a Manila. E mentre in centinaia scendono in piazza a New York e Washington per manifestare contro un intervento in Siria ''costruito su bugie'', la Casa Bianca aggiorna il Congresso, offrendo ai leader informazioni non classificate sulle prove raccolte che - secondo l'amministrazione - proverebbero la responsabilita' di Assad. I 15 membri del Congresso, incluso lo speaker della Camera John Boehner, ascoltano per 90 minuti gli aggiornamenti e le motivazioni dell'amministrazione per un possibile intervento. Secondo quanto riferito al termine della conference call, l'amministrazione ha ribadito di non avere dubbi sull'uso di armi chimiche da parte di Assad e questo anche sulla base delle comunicazioni intercettate fra alti funzionari del regime di Assad in merito a un attacco. Parlamentari e senatori si mostrano, al termine del confronto, spaccati fra chi sostiene la necessita' di agire, chi piu' cautamente chiede ulteriori prove e alcuni che ritengono sia necessario aiutare i ribelli mentre si tenta di costruire una coalizione internazionale. Molti restano convinti che ci sia ancora da fare per l'amministrazione per convincere il pubblico su un intervento. Il rapporto dell'intelligence che mostra le responsabilita' di Assad dovrebbe essere diffuso nelle prossime ore. Nessuna informazione - riferiscono i parlamentari - e' stata offerta su un tempistica di un eventuale attacco e su chi ne paghera' i costi. Secondo indiscrezioni, un'eventuale misura sara' presa una volta che gli esperti dell'Onu lasceranno la Siria. Gli ispettori delle Nazioni Uniti lasceranno il paese sabato. Gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di una "coalizione internazionale" per rispondere al presunto attacco con armi chimiche del regime siriano contro i civili, ha detto oggi il segretario della Difesa americano Chuck Hagel. "Il nostro approccio è quello di continuare a trovare una coalizione internazionale che agirà di concerto", ha detto oggi il il capo del Pentagono nel corso di una conferenza stampa a Manila. Intanto Mosca fa sapere, attraverso il viceministro degli esteri Ghennadi Gatilov, di essere " contraria a qualsiasi risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che possa essere usata per un'azione di forza contro la Siria. http://www.ansa.it/iphone/fdg/9180224.html
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