questo è stato un tremendo castigo

cape di morto 666 cimitero OCI Farisei SPA OGM FED


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Kim Jong-un ] [ in compenso per alleviare il mio lavoro, JHWH deve avermi dato un ANGELO di maggiordomo! perché, la mia vita è estremamente semplificata da tanti problemi quotidiani, la mia vita: è sempre in discesa (quando per gli altri è in salita) e non sono oberato come gli altri uomini da tante ansie, faccende e preoccupazioni della vita!
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Kim Jong-un ] [ Dio JHWH mi ha castigato! ] mi ha detto: "TU DEVI PERDONARE TUTTI!", ed io a LUI: "su dai, ma, come faccio io, a perdonare OBAMA?" e JHWH a me: "tu devi perdonare anche lui!" [ e questo è stato un tremendo castigo!
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Kim Jong-un ] Dio JHWH mi ha castigato! ] mi ha detto: "TU DEVI PERDONARE TUTTI!", ed io a LUI: "devo perdonare anche Erdogan?" e JHWH a me: "certo!" [ e questo è stato un tremendo castigo!
 
 
Strage copti in Egitto, vedova perdona gli assassini, la reazione del giornalista musulmano  «I cristiani egiziani sono d’acciaio», commenta incredulo uno dei giornalisti musulmani più famosi dell’Egitto in televisione ascoltando l’intervista del suo inviato alla vedova di uno dei cristiani uccisi nell’ultimo attentato jihadista in chiesa ad Alessandria.
Nella sua testimonianza, la donna afferma: «Non sono arrabbiata con chi ha ucciso mio marito». E poi rivolta al kamikaze: «Possa il Signore concederti il perdono. Figlio mio, credimi, stai sbagliando. Mio marito non c’è più ma io chiedo a Dio di avere misericordia. Pensate: quello che fate è giusto o sbagliato? Non vi abbiamo fatto nulla di male. Credetemi vi perdono. Avete portato mio marito in un posto che non avrei mai potuto sognare. Credetemi, io sono fiera di lui e avrei voluto essere lì, al suo fianco. E vi ringrazio».
Il giornalista musulmano ammutolisce davanti a queste parole, attende in silenzio per 12 secondi, poi commenta: «I cristiani egiziani sono d’acciaio! Da centinaia di anni affrontano tragedie e disastri e amano profondamente questa terra. Sopportano di tutto per la salvezza di questa nazione, ma soprattutto: quanto è grande la capacità di perdono che avete? Se i vostri nemici sapessero, non ci crederebbero. Se fosse stato mio padre non avrei mai potuto dire queste cose. Questa è la loro fede e questa è la loro religione, questa gente è fatta di una sostanza diversa. Quell’uomo è un vero eroe, un martire, un esempio per tutti noi e per tutti coloro che stanno seduti e criticano il paese. L’Egitto va avanti grazie alla pazienza, alla perseveranza, alla resistenza di questa grande donna e dei suoi figli, in cui vive ancora il padre, cresciuti per essere veri uomini».
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24 apr 2017
https://youtu.be/rYaiLLm0t3o
L'Isis continua a colpire in Egitto la minoranza cristiana, come nella strage della Domenica delle Palme. La Tv accoglie il dolore delle famiglie delle vittime. Il messaggio è di perdono e speranza e spiazza anche il più noto giornalista musulmano. Servizio di Clara Iatosti
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 AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana shariah, in Jesus's name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH


Genocidio armeno, il Grande Male [ ERDOGAN IL BOIA! LA MALEDIZIONE SHARIAH ISLAMICA IL DEMONIO ALLAH E LA TASSA DELLA JIZIA!  ] maggio 2, 2017 Antonia Arslan
Dopo anni di silenzio, grazie anche all’Italia si è cominciato a parlare e a conoscere il genocidio armeno. Storia di uno sterminio con oltre un milione di vittime innocenti
ARMENI. Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Quando Daniel Varujan – il grande poeta armeno barbaramente ucciso il 26 agosto 1915 – fu arrestato nella notte del 24 aprile insieme all’élite della minoranza armena di Costantinopoli, non aveva nessun sospetto del destino che l’aspettava. Insieme agli altri, gli toccò affrontare una deportazione senza preavviso verso una destinazione sconosciuta, prima caricati su un treno, poi su carri per strade infernali, per arrivare infine nella minuscola cittadina rurale di Chankiri. Là credettero di essere relativamente al sicuro: in esilio, ma vivi, e con la possibilità di ricevere lettere e sostegno da parenti ed amici rimasti nella capitale. Si inserirono nella vita locale, formarono circoli, giocavano a tric-trac, avevano il loro caffè; qualcuno addirittura fu rilasciato e poté tornare a casa.
Era solo la quiete minacciosa prima della tempesta. Come in un infernale gioco di scacchi le loro vite vennero prese un po’ alla volta, capricciosamente, secondo gli ordini che venivano da Costantinopoli, dall’onnipotente ministro degli Interni Talaat, nel quale i loro supplichevoli e disperati telegrammi suscitavano – è lecito crederlo – una perversa soddisfazione. Ma Varujan, raccontano le testimonianze dei pochi superstiti, si distingueva perché continuava a lavorare, a scrivere incessantemente. Ricorderà molti anni dopo uno di loro, Mikayel Shamadanjian:

    Varujan era il più taciturno e appartato membro del nostro gruppo. Si preoccupava solo di scrivere. Una volta, in uno dei giorni più angosciosi, mi lesse alcuni sonetti, e io non potei che esprimergli la mia ammirazione e il mio stupore che, in momenti così terribili come quelli che stavamo vivendo, fosse in grado di mantenere la sua anima così distaccata e incorrotta da creare una poesia dedicata alla natura con una tale profondità. Mi rispose che riusciva ad arrivare a quell’intima pace grazie alla fede che nutriva nel futuro della nazione armena. Ah, perché non gli è stato concesso di vedere realizzarsi la sua speranza?

Quei quaderni fittamente coperti di scrittura scomparvero, scrive un altro, Aram Andonian, con straziante ironia:
Varujan, l’unico fra noi che continuava a lavorare (aveva già scritto sei quaderni di versi) voleva raccontare la storia di Yerevoum [un contrabbandiere di tabacco], facendone l’eroe di una ballata epica. Non so se poi abbia avuto il tempo di scrivere quella poesia. Ma a che cosa sarebbe servito, comunque? Il giorno del suo martirio, gli assassini si impadronirono dei miseri bagagli di Varujan e dei suoi quattro compagni. […] E molto probabilmente il suo vero tesoro, i sei quaderni che aveva scritto a Chankiri, fu buttato al vento. Ma si può pensare che Dishleg Hussein Agha, proprietario del khan davanti al quale vennero uccisi, uno dei testimoni del crimine, li abbia raccolti con cura, e poi, dopo aver lisciato e messo in ordine le pagine, li abbia perforati con uno spago per incartare formaggio e olive per i suoi clienti…
Affondati nell’oscurità
Invece il Canto del pane sopravvisse, ritrovato in modo rocambolesco e pubblicato postumo: un’opera di altissima poesia, che segna il momento più alto di una reciproca fruttuosa influenza fra Oriente e Occidente, che si intreccia magicamente nei versi cristallini di questo poemetto incompiuto. Echi di Leopardi e Manzoni e dei poeti decadenti, la fede dei suoi padri ritrovata e le atmosfere dei suoi anni a Venezia raggiungono un punto di fusione allucinata e serena che fa ben comprendere quale tragica ampiezza abbia raggiunto la distruzione operata dal genocidio, non solo eliminando gli armeni dalla terra natale, ma bloccando per sempre lo sviluppo della loro cultura e di quell’effimero “rinascimento” (Zartonk) che prometteva la fioritura di ingegni e di creatività degli anni fra il 1900 e il 1915. Il futuro sviluppo della nazione armena che sognava Varujan è stato compromesso per sempre, e noi siamo qui dopo cento e più anni a cercare di comprenderne le cause.

È vero che da una dozzina d’anni l’interesse per la “questione armena” è molto cresciuto in Italia. Convegni, mostre, dibattiti, articoli in giornali e riviste hanno esplorato la tragedia del 1915-1922 (il Metz Yeghern, il “Grande Male”), ma anche la grande civiltà e la cultura armena in molti dei suoi aspetti più originali. L’empatia e la solidarietà dimostrata dagli italiani verso questo popolo vittima del primo genocidio del Ventesimo secolo sono state straordinarie, soprattutto se teniamo conto dell’esiguità della comunità armena risiedente nel nostro paese, che si valuta in poche migliaia di persone, meno delle dita di una mano.

L’attenzione è cresciuta anno dopo anno. Dopo il successo dei libri che raccontano alcune delle terribili e drammatiche storie di quel periodo, come Pietre sul cuore di Alice Tachdjian o la mia Masseria delle allodole (col film dei fratelli Taviani che ne è stato tratto), e naturalmente la ristampa del capolavoro di Franz Werfel, I quaranta giorni del Mussa Dagh, si è sviluppata in molti la viva curiosità di comprendere come mai – per circa sessant’anni – questo popolo e il suo tragico destino fossero affondati nell’oscurità, tanto che le parole stesse “Armenia” e “armeni” erano diventate ignote ai più (non dimenticherò mai l’equivoco di un volenteroso assessore che aveva scambiato “armeni” con “rumeni”…).

Il Parlamento italiano è stato fra le prime istituzioni politiche mondiali a riconoscere il genocidio armeno, e non è un caso. Gli italiani sono fra i viaggiatori più assidui ed entusiasti nell’attuale Armenia indipendente: e neanche questo è un caso. Un gruppo di professori di scuola superiore – tutti italiani – hanno ottenuto che finalmente all’interno delle pagine dedicate dai manuali di storia alla prima guerra mondiale venisse inserita qualche informazione sul massacro di oltre un milione di vittime civili innocenti in Anatolia: e neppure questo possiamo ritenerlo un caso. Il fatto è che il lungo “silenzio assordante” sulla questione armena stimola una percezione di ingiustizia sofferta; e rinasce l’antica simpatia verso un popolo che con l’Italia ha avuto legami antichissimi.
Senza la conoscenza di quegli avvenimenti, di ciò che questo genocidio ha rappresentato nello svolgersi della storia del Novecento, il quadro storico generale risulta manchevole o falsato, anche in rapporto all’invenzione del termine stesso “genocidio” da parte del giurista ebreo polacco Raphael Lemkin (che in una celebre intervista affermò di essersi occupato prima di tutto della tragedia armena) e al collegamento sempre più evidente fra il Metz Yeghern armeno e la Shoah ebraica.
Rimozione spensierata
È giusto ricordare infatti che furono proprio alcuni grandi ebrei ad essere fra i primi a testimoniare la tragedia armena – e a collegare la responsabilità del governo dei Giovani Turchi con la Germania imperiale loro alleata – come se fossero stati colpiti, oltre che dalla pietà per le vittime, dal funesto presentimento che l’accurata organizzazione dello sterminio e la sistematicità di esecuzione potessero ben presto diventare un modello da imitare: mi riferisco al diplomatico russo André Mandelstam, a quelli americani Henry Morgenthau e Lewis Einstein, ai fratelli Sarah, Alex e Aaron Aaronsohn (i loro scritti si possono trovare in Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno, pubblicato recentemente da Giuntina).

Un capitolo a parte meriterebbero l’indifferenza o l’aperta ostilità dimostrate davanti alle sventurate carovane dei deportati armeni avviati alla morte dagli ufficiali e dai soldati tedeschi, di cui esistono molte angosciose testimonianze. Sicché oggi non si può continuare, se si vuole veramente affrontare la mala bestia del negazionismo, nella «rimozione spensierata di una storia insopportabile» (come ha scritto rav Laras), quella del genocidio armeno, per tante vie, sotterranee e palesi, così profondamente legata alla Shoah ebraica.
Foto tratta da “Metz Yeghern. Mostra fotografica sul genocidio armeno al memoriale della Shoah”. Dal 27 aprile al 24 maggio, piazza Safra 1, Milano
http://www.tempi.it/genocidio-armeno-il-grande-male#.WQrCWfpyhxA
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ERDOGAN IL BOIA! LA MALEDIZIONE SHARIAH ISLAMICA IL DEMONIO ALLAH E LA TASSA DELLA JIZIA! Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Er ist wieder da! «È di nuovo qui», è il titolo di un romanzo (e poi di un film) di successo, in cui Adolf Hitler ricompare, all’improvviso, nella Germania di Frau Merkel. In un paio di gustose scenette, il Führer, che nessuno riconosce come tale (tranne un’anziana donna scampata ai campi di sterminio), si rallegra della consistente presenza turca nella nuova Germania, dichiarando di apprezzare che essa sia riuscita là, dove, invece, lui aveva fallito: coinvolgere la Turchia in un nuovo asse politico con la Germania.

Al di là del lato satirico del romanzo, la battuta appare rivelatrice, dato che, in effetti, il Terzo Reich non ce l’aveva fatta a portare dalla propria parte, in funzione antirussa, la Turchia di Atatürk, ancora estenuata dalla sconfitta subita nella Prima guerra mondiale. Anzi, il 1° marzo 1945, sotto la minaccia di un intervento alleato, ma anche con una buona dose di opportunismo, la Turchia dichiarava formalmente guerra alla Germania nazista, quando ormai la Wehrmacht si stava ritirando da quasi tutta l’area balcanica e, dunque, non c’erano più rischi. C’è davvero un filo rosso che lega la storia della Germania all’impero ottomano, prima, e alla Turchia, poi, ed è un filo che va molto indietro nel tempo e ben oltre le semplici ragioni della geopolitica.

Cyril Arslanov, che è ebreo e armeno, e, dunque, in una posizione che lo facilita nel comprendere certi meccanismi ideologici di esclusione/eliminazione delle minoranze, ha giustamente osservato che c’è un evidente nesso storico tra panturchismo e pangermanesimo e che il secondo, per garantire se stesso, ha ampiamente taciuto sui crimini del primo. Christin Pschichholz, altra studiosa, questa volta tedesca, docente all’Università di Potsdam, ha posto in luce le responsabilità oggettive del governo imperiale tedesco nel genocidio armeno: esso «sostenne in maniera indiretta quel crimine, essendo perfettamente al corrente di quello che stava accadendo; (…) ignorò e avvallò quanto accadeva agli armeni perché preoccupato di consolidare l’alleanza con l’impero ottomano». In Germania sapevano benissimo che l’intento dei Turchi era una completa pulizia etnica (oltre agli armeni furono massacrati anche gli aramei e altre minoranze cristiane, mentre subito dopo la guerra sarebbe toccata ai greci).

Secondo Pschichholz, il governo imperiale tedesco si sarebbe reso complice del genocidio mediante la propria inazione, pur non essendo mancate alcune note di protesta verbali. «Il nostro scopo è mantenere la Turchia al nostro fianco sino alla fine di questo conflitto», così il cancelliere Theobald con Bethmann Hollweg nel 1915, «quand’anche ciò comportasse la fine degli armeni». Con un’efficace espressione giuridica, la Pschichholz descrive, quindi, l’atteggiamento tedesco in quegli anni come «omissione di soccorso», e, dunque, come un crimine.

Del resto, il governo federale tedesco, con molto coraggio, ha recentemente riconosciuto, con una decisione del proprio parlamento, le proprie responsabilità. Lo ha fatto con qualche decennio di ritardo, solo nel 2016, sino a quel momento frenato dalla volontà di non urtare l’alleato turco e in un contesto in cui la Germania democratica ammetteva le proprie responsabilità anche in altri tragici eventi legati alla storia dell’impero tedesco, primo tra tutti il massacro degli herero, nell’Africa sudoccidentale tedesca.

Proprio in forza di questa concatenazione di eventi, se si procede a una lucida analisi storica, il genocidio finisce per apparire per quel che è, come lo strumento per la risoluzione nazionalistica del problema delle minoranze. Lo Stato moderno, che si vuole etnicamente omogeneo, non è che un’astrazione ideologica, per arrivare alla quale il Novecento non si è fermato neppure davanti alle deportazioni di massa e all’eliminazione fisica dei “diversi”. Rilevarlo è essenziale, se non si vuole cadere nell’equivoco del male commesso o permesso in ubbidienza alla pura ragion di Stato.
Quest’ultima può aver indotto a tacere, come, del resto, avviene ancor oggi da parte di molti (quasi tutti) i governi democratici dell’Occidente davanti ai massacri odierni (quelli dei cristiani in Medio Oriente, per esempio). Ma non basta. Non era solo ragion di Stato e non è stata solo “omissione di soccorso”: c’era la convinzione che occorresse “fare pulizia” e raggiungere l’obiettivo di una monoliticità etnica senza eccezioni.
A provarlo ci sono le tesi di una delle figure chiave della Germania guglielmina, il pastore evangelico e teologo liberale Friedrich Naumann. Questi accompagnò il Kaiser nel suo viaggio a Istabul nel 1898 e teorizzò, nei suoi scritti, la necessità per l’impero tedesco di porsi alla alla guida del movimento pangermanico, guardando all’impero ottomano come la longa manus degli interessi economici e coloniali tedeschi in Eurasia.
Degli armeni, mentre era in corso uno dei peggiori massacri che li riguardarono, scrisse: «L’armeno è il peggior tipo di essere umano». Naumann si definiva un liberal-darwinista. La sua “teologia”, radicalmente liberale (oggi diremmo “di sinistra”) e le sue prese di posizione non mancarono di suscitare aspre reazioni da parte di molti credenti sinceri, anche all’interno della Chiesa evangelica, ma influenzarono enormemente il modo di pensare la politica estera del governo imperiale tedesco. Fa venire i brividi pensare che anche il nazionalsocialismo, a fondamento dei propri campi di sterminio, poneva una visione “darwinista” dell’essere umano, stabilendo una sorta di gerarchia tra le razze. Sbaglia chi pensa che certi eccessi siano solo frutto di opportunismo o viltà. Il peggio è sempre frutto di un disegno ideologico.

Foto tratta da “Metz Yeghern. Mostra fotografica sul genocidio armeno al memoriale della Shoah”. Dal 27 aprile al 24 maggio, piazza Safra 1, Milano

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non c'é nessuno che riesce a spiegare perché, noi dobbiamo pagare a Inghilterra City Londra una percentuale del nostro signoraggio bancario, che come schiavi GENDER Massoni obbedienti, noi dobbiamo pagare a Rothschild!   Il conto che l'Unione europea presenterà alla Gran Bretagna per la Brexit potrebbe salire fino a 100 miliardi di eurohttp://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/05/01/brexit-juncker-molto-pessimista-dopo-cena-con-may_37fd28d1-1ff3-4773-93e9-d5773c119569.html
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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR condoglianze al caro popolo iraniano! Iran: 21 i morti per esplosione miniera
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Holy Holy Holy Jesus God Almighty Agnus Dei
preghiamo per la pace e la concordia sociale in VENEZUELA e preghiamo perché la CIA non porti anche li MAIDAN o qualche: "rivoluzione colorata" di sangue!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2017/05/03/venezuela-scontri-violenti-a-caracas-almeno-90-feriti-_8b5b13d1-621a-4627-923e-a7c2d2675f70.html
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Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR ] [ SATANISMO e IDEOLOGIA, teosofia dogmatica religione del GENDER DARWIN le SCIMMIE alla ribalta ] Francia. La famiglia è “arcobaleno” secondo Macron Nel suo ultimo discorso, il candidato alle presidenziali afferma: «Due uomini con figli hanno il diritto di essere una famiglia, due donne pure. C'è tanto amore»
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/05/04/francia-sondaggio-in-tv-vince-macron_343041a3-081f-4883-8737-ff4fcff5bc70.html
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SATANISMO E IDEOLOGIA DEL GENDER DARWIN LE SCIMMIE A SODOMA ] Francia. La famiglia è “arcobaleno” secondo Macron Nel suo ultimo discorso, il candidato alle presidenziali afferma: «Due uomini con figli hanno il diritto di essere una famiglia, due donne pure. C'è tanto amore»
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 revenge dhimmis goyim Yitzhak Kaduri murtids. Allontanati burn satana in Jesus's name: amen alleluia! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.  

01/05/2017  - TURCHIA Ankara, due milioni di giovani vittime del lavoro minorile. Anche profughi siriani Il 78% viene impiegato in modo “clandestino”, senza diritti né tutela sanitaria, risarcimenti per infortunio. Almeno 56 i minori morti lo scorso anno in incidenti sul lavoro, ma sono stime al ribasso. L’aumento del numero di bambini
sfruttati legato alla “crescita significativa” della povertà minorile. Profughi minori siriani utilizzati in modo illegale nelle industrie del tessile.
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SALMAN SAUDI ARABIA ] islamici salafiti, ecc... ? la MALA RAZZA shariah! Islamici figli del demonio Allah! con la pena di morte circa la BLASFEMIA? voi mettete a morte persone innocenti: per dimostrare la vostra intolleranza religiosa!
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SALMAN SAUDI ARABIA ] islamici salafiti, ecc... ? la MALA RAZZA shariah! Islamici in Egitto e Pakistan si presentano dai cristiani e pretendono la Jizya, dietro minaccia di morte!
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Le persecuzioni dei cristiani nel mondo d'oggi [ 160000 cristiani pacifici uccisi ogni anno, in odio alla loro fede!
Le persecuzioni dei cristiani nel mondo d'oggi [ 160000 cristiani pacifici uccisi ogni anno, in odio alla loro fede!
https://youtu.be/adcXZsi3XNs
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SALMAN SAUDI ARABIA ] cosa è per te il progetto sionista? [ Sion Gerusalemme? la identità di un Popolo la Sua Patria! Tu hai una Patria, e perché loro non devono averla? Perché tu vuoi portare alla cattiveria queste persone nel NWO 666 SpA FED FMI? ] È CHIARO: in questo modo: tu stai facendo del male a tutto il genere umano!

ISLAMICI SONO ANTICRISTI PERCHÉ SI OPPONGO ALLE PROFEZIE BIBLICHE! IN QUESTO MODO PERSEGUONO GLI STESSI OBIETTIVI DEI SATANISTI FARISEI SPA FMI BM NWO FED  [ Hamas Non chiede la distruzione di Israele (ma non riconoscendolo lo distrugge), e per la prima volta, fa una separazione fra sionismo ed ebraismo: “Hamas afferma che il suo conflitto è con il progetto sionista ( quindi chiede la distruzione di Israele ) e non con gli ebrei per via della loro religione”. In precedenza, Hamas faceva appello a una guerra contro tutti gli ebrei. di un Paese!
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SALMAN SAUDI ARABIA ] tutte le potenze dell'inferno: Satana, Allah, JabullOn, Lilit, Dracula, Belzebuul, ecc.. si infrangono contro: il mio corpo, contro la mia anima, e contro il mio spirito, INUTILMENTE, e questo titanico combattimento: è assolutamente patetico: perché esso non mi coinvolge: non mi stanca, non mi affanna, IO SONO SEMPLICEMENTE: LUCE immortale: CHE, senza sforzo o affanno: disintegra le TENEBRE! [ arrenditi: coglione! ogni resistenza è futile!
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God SpA Save the Queen Elizabeth Second UK Soros la zoccola
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God Save the Queen Elizabeth Second UK] Soros Rockefeller Rothschild Morgan [you will end badly, very badly, for conspiracy, of: high treason costituzionale the banking seigniorage!

G-d save the Queen Elisabetta Second UK ] Soros Rochefeller Rothschild Morgan [ voi finirete male, molto male, congiura, di: alto tradimento costituzionale il signoraggio bancario!
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 AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana shariah, in Jesus's name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH


se esistono i populisti? ] è perché le elites Occidentali hanno giurato nella Massoneria di: Bilderberg Morgan, Soros il missionario, Rothschild e Rochefeller: alto tradimento costituzionale: il signoraggio bancario, [ ed hanno sputato contro il Vangelo e contro la Costituzione! ] ed io ho la medicina giusta: per chi fa vinta di essere sordo e non vuol sentire: proprio lui dovrà portare al cimitero i suoi figli!
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 AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana shariah, in Jesus's name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH


Casimiro Tommasi: "qualcuno la vuole" [ la ingerenza di Erdogan shariah in Europa è foriera (come io ho sempre sostenuto) dei peggiori presagi! ] qualcuno la vuole la invasione islamica [ Casimiro Tommasi nella NATO NWO sono i satanisti, e loro non hanno nessun senso di responsabilità per i martiri cristiani, ma, poiché il FMI BM è un colossale falso in bilancio loro hanno bisogno di uccidere qualche miliardo di correntisti bancari.. adesso INDIA CINA e Russia, sono andati molto oltre le loro possibilità, quindi si mangeranno i loro stessi complici della LEGA ARABA! .. e se contro India Russia e Cina hanno bisogno di inventare improbabili e non credibili calunnie, poi, sui delitti della LEGA ARABA non c'é niente da inventare! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/03/16/esplosione-a-fmi-lagarde-vigliacchi_cd91f060-b918-4023-b8fb-9e9fd1b9ea79.html
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se esistono i populisti? ] è perché le elites Occidentali hanno giurato nella Massoneria di: Bilderberg Morgan, Soros il missionario, Rothschild e Rochefeller: alto tradimento costituzionale: il signoraggio bancario, [ ed hanno sputato contro il Vangelo e contro la Costituzione! ] ed io ho la medicina giusta: per chi fa vinta di essere sordo e non vuol sentire: proprio lui dovrà portare al cimitero i suoi figli!
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dichiarare guerra alla LEGA ARABA a parte della NATO? è soltanto un evento temporale! Turkish Prime Minister: we could accelerate US pastor’s trial. March 16, 2017 By Barbara G. BakerRev. Andrew Brunson was first detained in Turkey, without warning, for two months from 7 October 2016, mostly spent in solitary confinement. Then he was jailed for the next three months in an overcrowded cell with 18 Turks.But after 23 years of church work in Turkey, all carried out openly, the American Protestant pastor has yet to see any evidence that he’s a threat to Turkey’s national security.   Il primo ministro turco: si potrebbe accelerare US processo di pastore. 16 MARZO 2017 Con Barbara G. BakerRev. Andrew Brunson è stato detenuto in Turchia, senza preavviso, per due mesi dal 7 ottobre 2016, in gran parte trascorso in isolamento. Poi è stato imprigionato per i prossimi tre mesi in una cella sovraffollata con 18 turchi.Ma dopo 23 anni di lavoro chiesa in Turchia, tutti eseguiti apertamente, il pastore protestante americano non ha ancora visto alcuna prova che è una minaccia per la sicurezza nazionale della Turchia.
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Turkish Prime Minister: we could accelerate US pastor’s trial. March 16, 2017 By Barbara G. Baker
Rev. Andrew Brunson was first detained in Turkey, without warning, for two months from 7 October 2016, mostly spent in solitary confinement. Then he was jailed for the next three months in an overcrowded cell with 18 Turks.
But after 23 years of church work in Turkey, all carried out openly, the American Protestant pastor has yet to see any evidence that he’s a threat to Turkey’s national security.
Rev Andrew Brunson
US-born Rev. Andrew Brunson, who is being held by the Turkish authorities
Even his Turkish lawyer, who was finally granted access to Brunson only after he was sent to prison on 9 Dec., cannot access the confidential file of Interior Ministry allegations against the 49-year-old Christian.
After five months, Turkish authorities still have not unsealed the case documents against Brunson, to enable his lawyer to defend him in a court trial.
Last week, Turkish Prime Minister Binali Yildirim commented publicly for the first time about Brunson’s case, telling American journalists at an Ankara luncheon that Turkey will consider “accelerating” the trial process of the jailed pastor.
The Izmir Dirilis (Resurrection) Church, where Andrew Brunson is the pastor. Photo: World Watch Monitor
The Prime Minister insisted it was “nonsensical” to believe suggestions that Turkey is holding Rev. Brunson “hostage” until the United States agrees to extradite Fethullah Gülen, the US-based Islamic cleric accused by Ankara of orchestrating a failed military coup to overthrow the Turkish government last July.
“These matters are separate,” Yildirim told USA Today.
But even so, when asked about Brunson, Yildirim immediately brought up Turkey’s frustration that Washington still has not responded to Turkey’s repeated requests to extradite the Islamic cleric, who is living in Pennsylvania. The Obama administration had insisted that Turkey provide clear evidence satisfying US judicial processes.
“I’m not establishing a connection between the two cases, but such an incident [coup] of a large scale was not taken seriously by the Obama administration,” he declared.
Prime Minister Yildirim’s comments on 9 Mar. were the Turkish government’s highest-level commentary to be made public to date regarding Rev. Brunson’s case.
The local prosecutor in the port city of Izmir, where Brunson pastored the legally-registered Izmir Resurrection Church, confirmed on 15 Mar. that investigations into the church leader’s contacts, telephone calls and other activities are “moving along”.
US, UN diplomatic advocacy
US Senator James Lankford had discussed Brunson’s case with Justice Ministry officials when he visited Ankara back on 20 Dec., noting that his imprisonment was based on “unsubstantiated allegations” and that the local prosecutor “has yet to produce compelling evidence against Pastor Brunson.”
“America sees this as both a matter of religious freedom and safety for its citizens,” Lankford stressed.
On 15 Feb., the chairman of the US Senate Foreign Relations Committee, Sen. Bob Corker, wrote a letter signed by 78 US congressmen to Turkish President Recep Tayyip Erdoğan, urging Brunson’s immediate release and return to the United States.
“There appears to be no evidence to substantiate the charges against him for membership in an armed terrorist organization,” the letter stated. “Moreover, your government has repeatedly denied regular and appropriate access to legal counsel and American consular services.”
A written intervention was filed on 13 Feb. before the UN Human Rights Commission by the American Center for Law and Justice (ACLJ), which has mounted a global campaign on Brunson’s behalf. The statement called for Brunson’s quick release from “wrongful detention and imprisonment” and urged the UN Human Rights Council to “call upon Turkey to honour its obligations” under its own constitution.
In a further oral intervention to the same Council on 10 Mar., ACLJ stated, “Pastor Brunson’s detention appears to be related to his work as a Christian minister, making his arrest and imprisonment a violation of both Turkey’s Constitution and international agreements to which Turkey is party, as well as of Pastor Brunson’s fundamental rights.”
Tens of thousands of judges, prosecutors, journalists, military personnel and educators have been arrested over the past nine months as “terrorism suspects” in the wide-ranging legal probe against the Gülen movement, which Ankara now identifies as the Fethullah Gülen Terrorist Organization (FETO).
But the Turkish media have remained largely silent about the American’s inclusion with FETO suspects, rarely mentioning recent diplomatic advocacy efforts launched on his behalf.
In mid-December, just after Brunson was sent to prison, two pro-government newspapers claimed that the pastor had been arrested as part of the sweeping national investigation against the Gülen movement.
Basing a short 14 Dec. report on statements by a “secret witness,” the Sabah daily accused Brunson of trying to divide Turkey with sermons praising FETO, as well as of doing illegal propaganda sympathetic to the banned Kurdistan Workers’ Party (PKK), while dispensing humanitarian aid among Syrian refugees.
In a longer article on 15 Dec., headlined “Arrested pastor exposed for both FETO and PKK sympathies,” Yeni Asir newspaper claimed that intelligence reports indicated that Brunson was receiving a large monthly salary from a Gülen group in the US, and had reportedly praised the FETO movement, as well as the PKK, in a church leaders’ meeting. The article specified that the pastor’s involvement with Syrians coming from Suruc and Kobani, across the Turkish border, involved “missionary activities”.
But until Turkish authorities release the confidential legal file against Rev. Brunson, it is unclear how much longer his incarceration and legal rights will remain unresolved.
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Mounia Rafik che significa? Maometto era più santo di lui! ] Franco Mele & Mounia Rafik voi avete un profeta all'inferno, una religione criminale, un corano bugiardo! QUINDI ISLAM DEVE ESSERE RIFORMATO! [ E incredibile cio’ che è successo in Florida, un uomo di 60 anni mette incinta una ragazzina di 11, l’intero globo è sconvolto per cio’ che è successo, la polizia ha diffuso il video del suo volto . Faccio fatica a commentare cio’ che è successo mi trovo molto in difficolta’ , in Florida è successa una cosa assurda che tutto il mondo deve sapere vi pregiamo di diffondere questa notizia.
Guarda il video http://www.campanianotizie.name/uomo-di-60-anni-mette-incinta-una-bambina-di-11-anni-facciamo-girare-il-suo-volto/
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Franco Mele & Mounia Rafik io sono da 27 anni, uno dei tanti OSSERVATORI sul martirio dei cristiani nel mondo, cioè da quando la Cia e i Sauditi non avevano ancora creato al-Quada? allora: venivano uccisi circa 300 cristiani, ogni giorno, nella sola LEGA ARABA, ecco perché: io ho 110 siti: da dove vogliamo incominciare? incominciamo da quì: https://www.worldwatchmonitor.org/
soltanto io posso fermare la perfidia dei Farisei: Soros & Rochefeller & Rothschild & Morgan ] perché io sono il progetto politico del vostro Mahdì, quindi puoi cercare in youtube lorenzoALLAH
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2017/03/16/israele-auto-contro-passanti-attentato_72b35872-4473-4434-9f76-250d5641a735.html
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https://www.facebook.com/mounia.rafik.56  cosa sono i: murtids kafir dhimmis? e quale è il loro destino nella LEGA ARABA shariah senza diritti umani, senza reciprocità: senza laicità, senza libertà di religione? Voi siete i peggiori assassini i peggiori criminali i peggiori sterminatori dei tutta la storia del Genere Umano, quindi è arrivato il momento che voi la dovete smettere di giocare a fare la parte delle vittime: perché lo sanno tutti: voi siete dei satanisti di assassini seriali: maniaci religiosi, paranoici: autorizzati da ONU OCI! .. e certo non è il caso di aprire un libro di storia, perché, i vostri orrori medioevali? sono ancora tutti quì!

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/16/israele-auto-contro-passanti-attentato_a0928777-a40e-48a6-9736-e7f87ab553ce.html
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perché ANSA mette queste "oneste ragazze da marciapiede in esposizione?" Notizie sponsorizzate dal webFrosinone sognA, fuori di... testa per Alessia!(sky.it)Brigitte: la 'danesona' innamorata dell'Italia(sky.it)Sara Sampaio, una super tifosa per il Porto!(sky.it)Vado al Max: Valentina Allegri da Champions!(sky.it)Thais, la velina! Sexy "presidentessa" del Palermo(sky.it)Una bellezza "made in Italy" nel cuore di Cristiano Ronaldo(sky.it)
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la ingerenza di Erdogan shariah in Europa è foriera (come io ho sempre sostenuto) dei peggiori presagi! ] ISTANBUL, 16 MAR - Con la sentenza della Corte di giustizia europea sulla possibilità di vietare il velo islamico nei luoghi di lavoro "hanno iniziato una crociata contro la mezzaluna. Non c'è altra spiegazione. Lo dico con chiarezza: l'Europa sta rapidamente scivolando verso i giorni precedenti la seconda guerra mondiale". Lo ha detto in un comizio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/03/16/erdogan-stop-a-velo-crociata-anti-islam_e40344f4-e50b-42a1-8193-9434b4c1dd29.html
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Soros & Rochefeller & Rothschild & Morgan ] scommettiamo che voi fate una brutta fine? [ Ecco il piano per la morte della regina Elisabetta II. Guardian pubblica i dettagli: 'London Bridge is down' (Il London Bridge è caduto)... sic. Palazzo risponde con 'no comment' http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/16/gb-ecco-piano-per-la-morte-della-regina_f90be3ae-e55e-4c07-9c22-46bf31d1857f.html
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Terrorismo islamico shariah: minaccia il genere umano, la lezione di Israele'. “Sin dalla sua creazione Israele ha dovuto affrontare una continua minaccia alla sua esistenza, non solo nella forma della guerra tra eserciti, ma anche e soprattutto nella forma della guerra asimmetrica, con il costante attacco contro i propri civili, che ha raggiunto il suo culmine durante la Seconda Intifada, tramutatasi poi da intifada suicida, a intifada dei coltelli e dei camion. Nel corso dei decenni, le autorità e il popolo israeliani hanno sviluppato dei dettagliati codici etici, legali e militari di operazione in situazioni estremamente complesse, da cui l’Europa, che si trova ora a affrontare minacce simili, potrebbe trarre spunto di collaborazione, rafforzando l’alleanza strategica con l’unica democrazia del Medioriente”.
Nella sua ricerca “Lessons from Israel’s Response to Terror”, edito dal think tank Jerusalem Center for Public Affairs, la giornalista Fiamma Nirenstein raccoglie alcune voci autorevoli di addetti ai lavori. La sfida, portare all’attenzione della politica il cosiddetto “modello Israele” nella lotta al terrorismo islamico. Un insieme di buone pratiche che trova casa nel volume, presentato alla Sala del Mappamondo alla Camera dei Deputati.
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JCIAK: 1939, le nozze salvate. Nel giorno del suo matrimonio, Mimi Dwinger ha un sorriso carico di felicità. Lui, Barend Boers, un fiore candido all’occhiello, la guarda con la meraviglia di chi non crede alla sua fortuna. Sembrano ordinarie scene di nozze, in un filmato che il tempo ha sfocato, se non fosse che il matrimonio si tiene il 18 aprile 1939 nella sinagoga di Leeuwarden in Olanda e che quasi tutti gli invitati, oltre al rabbino Abraham Salomon Levisson che officia la cerimonia, hanno trovato la morte nei campi di sterminio.
Mimi e Barend si sono però salvati e con loro il film delle nozze che, proprio pensando a tutti i cari scomparsi nella Shoah, si sono sempre rifiutati di mostrare ai figli. Sono stati loro, dopo la morte di lei, a trovarlo in una valigia e a rendersi conto della sua importanza storica oltre che affettiva. Dopo essere stato visionato dagli esperti del Fries Film Archive olandese, il filmato è stato da poco reso disponibile su youtube e ha presto totalizzato 21 mila spettatori. Ritagliatevi sette minuti di tempo e guardatelo perché è un documento straordinario.
i am Messiah Yitzhak Kaduri Unius REI lorenzoJHWH
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I Caschi Bianchi sono trafficanti di organi Afraa Dagher, Syrianews 8 marzo 2017. Dalla liberazione di Aleppo est alla fine del 2016, i residenti locali hanno rivelato che i Caschi Bianchi trafficano organi umani. Tale verità orribile finalmente emerge. Aver vissuto nella "roccaforte ribelle" significa essere stati massacrati nel silenzio mentre i media occidentali e del GCC difendevano i macellai, dandogli altra copertura e potere di uccidere i siriani, mentre le loro famiglie non potevano parlare del proprio dolore durante il dominio brutale di tali "ribelli". Aleppo fu liberata tra il cordoglio dei media occidentali. Aleppo è stata liberata e l'occidente premia i terroristi Caschi Bianchi, trafficanti di organi.
I terroristi si erano concentrati nei vecchi quartieri di Aleppo est, utilizzando in particolare le scuole, dopo aver chiuso l'istruzione, per lanciare razzi e colpi di mortaio sui civili inermi. Tali siti, nelle periferie, in edifici sfollati dai siriani, erano buona copertura e pretesto per i media occidentali per far sembrare che il governo siriano bombardasse edifici residenziali. Ma tali edifici erano occupati e non erano altro che focolai terroristici. Non appena i "ribelli" terroristi sparavano i loro razzi su Aleppo est, i soccorsi degli stessi terroristi arrivavano immediatamente. Sapevano dove e quando i razzi avrebbero colpito la gente! Abu Muhamad, residente locale, ha detto, “avevamo paura dopo ogni colpo di mortaio, perché i ribelli dai caschi bianchi arrivavano nelle loro ambulanze per prendere i feriti. Fummo gli obiettivi su cui si avventavano immediatamente. Sapevano quando e dove, e le vittime non tornavano con tutti i loro organi. A me rubarono un rene e parte della milza! E non possiamo processarli, eravamo sotto il loro dominio”. Un'altra donna, Alia, racconta la sua sofferenza, “I trafficanti di organi Caschi Bianchi avevano un mercato nero al confine con la Turchia dove vendevano donne, bambini e cadaveri di siriani. Il prezzo per cadavere era di 115 dollari. Il prezzo di una vittima ferita, ma viva, era 700 dollari. Tutte le povere vittime ferite dovevano essere considerate donatori di organi umani! I trafficanti di organi Caschi Bianchi provenivano dalla Turchia e assieme a medici stranieri furono nella nostra città con pretesi scopi umanitari! Tuttavia, la verità è che erano dei macellai ed eravamo un buon affare commerciale in Turchia. La Turchia e tutti i Paesi che sono con questi "ribelli" Caschi Bianchi sono coinvolti nel massacro del nostro popolo”. In precedenza, una residente locale, Hayat, dopo la liberazione da parte del nostro Esercito arabo siriano, disse come il marito fu assassinato dai "ribelli" e come il suo corpo fu portato in Turchia, da cui tornò privo di organi. Furono rubati!
In Siria, il nostro governo vieta il commercio degli organi umani; è vietato! Tuttavia, il mondo aiuta i cannibali fin dall'inizio della guerra internazionale alla Siria. I capi dei terroristi permettono a questi criminali credibilità, voce nei media governativi e nei falsi media indipendenti; anche il mondo delle false ONG li sostiene. Tale orrenda farsa continua; i brutali trafficanti di organi Caschi Bianchi sono stati nominati per il premio Nobel per la pace e poi hanno ricevuto l'Oscar di consolazione. Hollywood è andata in standing ovation per gli squadroni della morte della CIA contro la Siria. L'Oscar, per cosa? Per rimanere nelle zone controllate da al-Nusra, che si trova sulla 'lista del terrorismo' degli USA! I caschi bianchi erano i compagni dei terroristi che continuavano i crimini e gli orrori inflitti ai civili, mentre il nostro esercito ci protegge da 350000 invasori stranieri che commettono tali crimini di guerra!
Al-Nusra bombardava e quindi inviava chi si avventava sui feriti per derubarli degli organi con la scusa di aiutarli, trasportandoli in ospedali dove venivano espiantati. Li ricompensano con gli Oscar? Ciò rivela che i media supportano solo l'agenda geopolitica dei capi occidentali che finanziano il terrorismo nel nostro Paese, con denaro, addestramento e armi in massa. Ingannando il popolo per giustificare le loro guerre nei Paesi del terzo mondo o che mantengono la sovranità nazionale. Le loro vittime sono per due volte massacrate, dai terroristi filo-occidentali e da questi lerci media di servizio. Nel frattempo, interi Paesi vengono assassinati, direttamente dagli assassini occidentali della "coalizione" guidata dagli Stati Uniti, o dalle loro bande di ascari terroristici, come l'Arabia Saudita contro il povero Yemen. O la NATO che distrugge la Libia. A chi importa? Gli Stati Uniti, il cui ex-segretario di Stato John Kerry si vantava di aver incontrato il capo dei trafficanti di organi Caschi Bianchi Raed Salah, a cui Hollywood ha dato l'Oscar, dovrebbero preoccuparsi. Tale gruppo ha incontrato il terrorista saudita in Siria Abdallah al-Muhaysini, designato specificamente nella lista del terrorismo degli Stati Uniti. Tra i molti crimini di guerra di Muhaysini vi è addestrare bambini-soldato per farli diventare attentatori suicidi ed altri terroristi, come i due ragazzi tra i sei attentatori suicidi che assassinarono 42 siriani a Homs il mese scorso.
Chi se ne frega di chi i trafficanti di organi Caschi Bianchi uccidono, basta che agli occidentali sia fatto credere che tali squadroni della morte sono umanitari? I medici del gruppo per i diritti umani svedesi se ne fregano. Lo SWEDHR ha pubblicato un documento che denuncia il video dei Caschi Bianchi e la "manipolazione macabra di bambini morti e la messa in scena dell'attacco chimico per permettere una no-fly zone" contro la Siria. Ai media occidentali non interessa. Non parleranno mai di questo documento, mentre piagnucolavano quando Aleppo fu liberata. Non dissero che l'Esercito arabo siriano trovò enormi depositi pieni di munizioni provenienti da Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Israele, come razzi contenenti armi chimiche. I media occidentali non hanno detto che i genieri russi hanno ripulito quasi 1000 ettari di ordigni esplosivi, nella Aleppo liberata.Non ci aspettiamo che i menzogneri media riferiscono su questo nuovo crimine, che si aggiunge alla lunga lista di crimini commessi dai trafficanti di organi Caschi Bianchi; la disinformazione dei media di regime usa le parole come armi di distruzione di massa contro il nostro Paese. Scriviamo per chi è stufo delle menzogne dei media di regime. Ad agosto scrivemmo che la nomination all'Oscar per la pornoguerra con bambini aveva un nuovo candidato, dopo la notizia fasulla del bambino impolverato "Omran", salvato dai trafficanti di orgnai Caschi Bianchi varie volte, sempre con falsi salvataggi. I media occidentali non si vergognarono quando giornalisti investigativi indipendenti scoprirono che chi fotografò "Omran" supporta i terroristi che decapitarono il 12enne Abdullah Isa. Va aggiunto che la società di pubbliche relazioni dei Caschi Bianchi è l'AMC (Aleppo Media Cemter del terrorista del Qatar al-Qanzira, entrato illegalmente in Siria e coinvolto in ogni forma di terrorismo, compresa mutilazione e sequestro di persona). AMC viene frequentemente citato per diffondere spudorate menzogne criminali sui media occidentali. Quando la storia fasulla di Omran impolverato dominava sui media occidentali, nessuno notò che nel (finto) momento cruciale per salvare dei bambini da un edificio crollato, Rislan dell'AMC scattò le foto di Omran truccato all'interno di un'ambulanza candida. Nel 2014,l'AMC salutò Jabhat al-Nusra che uccideva i soldati dell'Esercito arabo siriano. Jabhat al-Nusra è sulla lista del terrorismo degli Stati Uniti.
Inoltre, l'AMC pose il proprio logo sulla foto di una scuola che i terroristi avevano occupato. Invece di riempirla di bambini che giocassero durante la ricreazione, era piena di razzi per massacrare. L'AMC così supportava chi ruba la vita ai bambini, usando la foto originale presa dai terroristi che occuparono una scuola di Homs, nel 2013:
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 AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana shariah, in Jesus's name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH


Chi se ne frega sapere che il traffico di organi rientra nella lunga lista di crimini del premio Oscar Caschi Bianchi? Certamente non i media occidentali che continuano a mentire sulla Siria.Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | marzo 16, 2017 alle 17:17 | Etichette: agente d'influenza, agenti d'influenza, Al-Qaeda, Amnesty International, Amnesty International Charity Limited, Arabia Saudita, atlantismo, BBC, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco BAO, Central Intelligence Agency, colonialismo, complesso mediatico-disinformativo, contractors, cospirazioni, covert operation, Covert Operations, crimini contro l'umanità, crimini di guerra, Dipartimento di Stato USA, disinformazione, disinformazione strategica, Donatella Rovere, egemonia, egemonismo, Europa, False flag, Geopolitica, George Soros, Geostrategia, giornalisti-spie, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra coperta, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di propaganda, guerra informatica, guerra mediatica, guerra occulta, guerra per procura, guerra psicologica, Human right watch, Human Rights Watch, Imperialismo, infiltrazione, infiltrazioni, intelligence, invasione, islamismo, islamisti, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, legione islamista, liberismo, Maghreb, manipolazione, Mashreq, mass media, medici senza frontiere, medioriente, Mediterraneo, mercenari, mondialismo, NATO, neocolonialismo, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, North Atlantic Treaty Organization, Oligarchia, oligarchie, oligarchismo, ONG, ONU, Open society, Open Society Fund, Open Society Institute, operazioni coperte, operazioni occulte, operazioni psicologiche, Pentagono, politica internazionale, politica occulta, politica regionale, Propaganda, psy-op, psy-ops, psy-war, psyop, psyops, psywar, quinta colonna, rete spionistica, rivoluzione colorata, rivoluzioni colorate, sabotaggi, sabotaggio, sabotatori, servizi segreti, sfera d'influenza, sinarchia, sinistra europea, sinistra imperialista, Siria, sistema internazionale, social-colonialismo, socialcolonialismo, socialimperialismo, Soros, sovversione, sovversivismo, special operations, spionaggio, Stati Uniti, strategia, Suzanne Nossel, taqfirismo, taqfiriti, terrorismo, UK, Unione Europea, USA, Washington, Washington Consensus, Washington DC, Wissam Tarif | Categorie: Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-7hq
i am Messiah Yitzhak Kaduri Unius REI lorenzoJHWH
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 AMEN ALLELUIA, Allontanati satana! burn Allah Satana shariah, in Jesus's name! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni. AMEN ALLEUIA, HALLELUJAH


"If anyone comes to Me and does not hate his father and mother, his wife and children, his brothers and sisters — yes, even his own life — he cannot be My disciple.”
(Luke 14:26) A DISCIPLE’S LOVE
A Christian medical doctor in China shares his experience when he refused to bow down or "kowtow" to an image of Mao because of his love for Jesus. After severe beatings did not succeed in influencing him, the authorities resorted to a more subtle strategy by getting his whole family to stand around him and weep. Here is the story in his own words:
I had seven children as well as my wife all surrounding me and weeping. Crying bitterly, my wife said to me, “If you don't kowtow you will surely die and then what will we do?” For three days they stood around me weeping until my wife’s eyes were dreadfully swollen. “After you have died, what will happen to these children? Please, for the sake of your family, just kowtow.” They cried and cried. I really did not know what to do. I felt that I had no more strength so I prayed, “Lord I have no strength left, what must I do?”

On the third day, the Lord’s word [Luke 14:26] came, Hallelujah! There is no word of the Lord that is without power. The Lord through His Word filled me with the life and power of God. I said to my wife, “Stop crying. It’s no use your crying. I am the Lord’s disciple. For the Lord’s sake I am ready to die!”

Then the day came when the authorities called me and said, “You had better consider your situation carefully. If you want to live, you must kowtow otherwise it will mean certain death for you. Tonight we will make you eat the “steel bean” (bullet). You will be executed! This is your very last opportunity!” And so he sent me back to think it over.
There was, however, no need for me to think it over. I was ready for the bullet. But the night passed without my being called. Next day I saw that outside folk were running hither and thither and I wondered whatever had happened to cause such alarm. Later I was to learn that immediately after I had left the office, black swellings appeared on the prison warden’s legs and it was frightfully painful. Because he was the chief, all the doctors in the hospital were rushed to his side to give him aid. But within twenty-four hours he was dead.
The doctor was later released from prison and returned to his family and medical practice.
RESPONSE: I recommit myself to the Lord. My love for Him will be even more than my love for family.
PRAYER: Lord, help to prove my love for You above all others regardless of the circumstances.
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Condor Joe https://www.youtube.com/channel/UCB7Yn48W40hiDtKfuVv32ew WTH? So is this place for illegal aliens or what? ] ANSWER [ THEN, you admit that aliens are Gmos Monsanto demons illegal! https://www.youtube.com/channel/UCm2tbNYJ4-0Wl0GnrfknKbw/discussion?lc=z12exdlgozzvy1ypi04cj5qx2xyqyhggdms0k&google_comment_id=z12exdlgozzvy1ypi04cj5qx2xyqyhggdms0k&google_view_type=#gpluscomments
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my ISRAEL ] quì c'é gente che perdendo i figli, e youtube pensa sempre a scherzare!
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Salve Gerusalemme STOP GENDER Sodom Darwin monkeys scam, (shalomgerusalemme) "salmo 118" EIH YOUTUBE: CHE COSA TI SEI FUMATO? lol. , MA, QUESTO È UN VIDEO REGISTRATO PROPRIO DA ME! Grazie per aver presentato i tuoi video per la monetizzazione. Non abbiamo accettato la tua richiesta di monetizzazione perché i contenuti o i dettagli dei tuoi video potrebbero non essere compatibili con i contenuti degli inserzionisti. Se ritieni che i contenuti dei tuoi video siano compatibili con i contenuti degli inserzionisti, puoi presentare un'ulteriore richiesta qui sotto: "salmo 118"
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eih Mohammedan Zebranoz Horseman = WTF IZ THAT ? https://www.youtube.com/channel/UCcTNGLVUfb4zI4mjF27Fnbg  ] man zebra, horse man? that that sort of Satanist is? I doubt that you could have some success, for your bullying, if you go around: for youtube, to insult innocent people, and without justifying your behavior by bully! that is, without giving reasons for your conduct as an ribusciato!
you are angry because I proved that Islam Sharia Koranic is Satanism, or what?

sei arrabbiato perché ho dimostrato che Islam shariah coranico: è satanismo, oppure per cosa?
uomo zebra, uomo cavallo? che specie di satanista è? dubito che potrebbe avere un qualche successo il tuo bullismo, se, tu vai in giro: per youtube, ad insultare persone innocenti, e senza motivare il tuo comportamento da bullo! cioè senza dare motivazioni al tuo comportamento da ribusciato!
on: https://www.youtube.com/user/allxRonPaul/discussion
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youtube https://www.youtube.com/user/YouTube/discussion ] perché quando io ero connesso a https://www.youtube.com/user/allxRonPaul allxRonPaul@mail.com tu non mi hai detto che, io avevo un bullo https://www.youtube.com/channel/UCcTNGLVUfb4zI4mjF27Fnbg Zebranoz Horseman sulla mia pagina?
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gli assassini Soros delle economie sono entrati in azione! LIVING IN A VUCA WORLD
Scenario mondiale in balia di una nuova euforia irrazionale
http://www.eugeniobenetazzo.com/economia-ritorno-ai-fondamentali-vuca-scenario/

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Un proprietario di copyright ci ha chiesto di rimuovere il tuo video perché ritiene che contenga materiale che viola il suo copyright.
Titolo: Corpo Alieno
Identificazione video: e8g9wbGaSTs Corpo Alieno
Motivo: richiesta di rimozione per violazione del copyright
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Scadenza: 10 giu 2017
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Salman Erdogan Rothschild Bildenberg Bush Obama Merkel ] non è che io rinuncio veramente a vendicarmi contro di voi, no! IO RINUNCIO SOLTANTO A VENDICARMI: IN QUESTO MONDO! .. ma, se sarete pentiti e se farete espiazione, voi sarete perdonati da me anche per la vita eterna! .. lo so che non è un sentimento umano, infatti: "c'é : DIO holy JHWH c'é!"


ERDOGAN IL BOIA! LA MALEDIZIONE SHARIAH ISLAMICA IL DEMONIO ALLAH E LA TASSA DELLA JIZIA! Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Er ist wieder da! «È di nuovo qui», è il titolo di un romanzo (e poi di un film) di successo, in cui Adolf Hitler ricompare, all’improvviso, nella Germania di Frau Merkel. In un paio di gustose scenette, il Führer, che nessuno riconosce come tale (tranne un’anziana donna scampata ai campi di sterminio), si rallegra della consistente presenza turca nella nuova Germania, dichiarando di apprezzare che essa sia riuscita là, dove, invece, lui aveva fallito: coinvolgere la Turchia in un nuovo asse politico con la Germania.

Al di là del lato satirico del romanzo, la battuta appare rivelatrice, dato che, in effetti, il Terzo Reich non ce l’aveva fatta a portare dalla propria parte, in funzione antirussa, la Turchia di Atatürk, ancora estenuata dalla sconfitta subita nella Prima guerra mondiale. Anzi, il 1° marzo 1945, sotto la minaccia di un intervento alleato, ma anche con una buona dose di opportunismo, la Turchia dichiarava formalmente guerra alla Germania nazista, quando ormai la Wehrmacht si stava ritirando da quasi tutta l’area balcanica e, dunque, non c’erano più rischi. C’è davvero un filo rosso che lega la storia della Germania all’impero ottomano, prima, e alla Turchia, poi, ed è un filo che va molto indietro nel tempo e ben oltre le semplici ragioni della geopolitica.

Cyril Arslanov, che è ebreo e armeno, e, dunque, in una posizione che lo facilita nel comprendere certi meccanismi ideologici di esclusione/eliminazione delle minoranze, ha giustamente osservato che c’è un evidente nesso storico tra panturchismo e pangermanesimo e che il secondo, per garantire se stesso, ha ampiamente taciuto sui crimini del primo. Christin Pschichholz, altra studiosa, questa volta tedesca, docente all’Università di Potsdam, ha posto in luce le responsabilità oggettive del governo imperiale tedesco nel genocidio armeno: esso «sostenne in maniera indiretta quel crimine, essendo perfettamente al corrente di quello che stava accadendo; (…) ignorò e avvallò quanto accadeva agli armeni perché preoccupato di consolidare l’alleanza con l’impero ottomano». In Germania sapevano benissimo che l’intento dei Turchi era una completa pulizia etnica (oltre agli armeni furono massacrati anche gli aramei e altre minoranze cristiane, mentre subito dopo la guerra sarebbe toccata ai greci).

Secondo Pschichholz, il governo imperiale tedesco si sarebbe reso complice del genocidio mediante la propria inazione, pur non essendo mancate alcune note di protesta verbali. «Il nostro scopo è mantenere la Turchia al nostro fianco sino alla fine di questo conflitto», così il cancelliere Theobald con Bethmann Hollweg nel 1915, «quand’anche ciò comportasse la fine degli armeni». Con un’efficace espressione giuridica, la Pschichholz descrive, quindi, l’atteggiamento tedesco in quegli anni come «omissione di soccorso», e, dunque, come un crimine.

Del resto, il governo federale tedesco, con molto coraggio, ha recentemente riconosciuto, con una decisione del proprio parlamento, le proprie responsabilità. Lo ha fatto con qualche decennio di ritardo, solo nel 2016, sino a quel momento frenato dalla volontà di non urtare l’alleato turco e in un contesto in cui la Germania democratica ammetteva le proprie responsabilità anche in altri tragici eventi legati alla storia dell’impero tedesco, primo tra tutti il massacro degli herero, nell’Africa sudoccidentale tedesca.

Proprio in forza di questa concatenazione di eventi, se si procede a una lucida analisi storica, il genocidio finisce per apparire per quel che è, come lo strumento per la risoluzione nazionalistica del problema delle minoranze. Lo Stato moderno, che si vuole etnicamente omogeneo, non è che un’astrazione ideologica, per arrivare alla quale il Novecento non si è fermato neppure davanti alle deportazioni di massa e all’eliminazione fisica dei “diversi”. Rilevarlo è essenziale, se non si vuole cadere nell’equivoco del male commesso o permesso in ubbidienza alla pura ragion di Stato.
Quest’ultima può aver indotto a tacere, come, del resto, avviene ancor oggi da parte di molti (quasi tutti) i governi democratici dell’Occidente davanti ai massacri odierni (quelli dei cristiani in Medio Oriente, per esempio). Ma non basta. Non era solo ragion di Stato e non è stata solo “omissione di soccorso”: c’era la convinzione che occorresse “fare pulizia” e raggiungere l’obiettivo di una monoliticità etnica senza eccezioni.
A provarlo ci sono le tesi di una delle figure chiave della Germania guglielmina, il pastore evangelico e teologo liberale Friedrich Naumann. Questi accompagnò il Kaiser nel suo viaggio a Istabul nel 1898 e teorizzò, nei suoi scritti, la necessità per l’impero tedesco di porsi alla alla guida del movimento pangermanico, guardando all’impero ottomano come la longa manus degli interessi economici e coloniali tedeschi in Eurasia.
Degli armeni, mentre era in corso uno dei peggiori massacri che li riguardarono, scrisse: «L’armeno è il peggior tipo di essere umano». Naumann si definiva un liberal-darwinista. La sua “teologia”, radicalmente liberale (oggi diremmo “di sinistra”) e le sue prese di posizione non mancarono di suscitare aspre reazioni da parte di molti credenti sinceri, anche all’interno della Chiesa evangelica, ma influenzarono enormemente il modo di pensare la politica estera del governo imperiale tedesco. Fa venire i brividi pensare che anche il nazionalsocialismo, a fondamento dei propri campi di sterminio, poneva una visione “darwinista” dell’essere umano, stabilendo una sorta di gerarchia tra le razze. Sbaglia chi pensa che certi eccessi siano solo frutto di opportunismo o viltà. Il peggio è sempre frutto di un disegno ideologico.

Foto tratta da “Metz Yeghern. Mostra fotografica sul genocidio armeno al memoriale della Shoah”. Dal 27 aprile al 24 maggio, piazza Safra 1, Milano

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Genocidio armeno, il Grande Male [ ERDOGAN IL BOIA! LA MALEDIZIONE SHARIAH ISLAMICA IL DEMONIO ALLAH E LA TASSA DELLA JIZIA!  ] maggio 2, 2017 Antonia Arslan
Dopo anni di silenzio, grazie anche all’Italia si è cominciato a parlare e a conoscere il genocidio armeno. Storia di uno sterminio con oltre un milione di vittime innocenti
ARMENI. Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Quando Daniel Varujan – il grande poeta armeno barbaramente ucciso il 26 agosto 1915 – fu arrestato nella notte del 24 aprile insieme all’élite della minoranza armena di Costantinopoli, non aveva nessun sospetto del destino che l’aspettava. Insieme agli altri, gli toccò affrontare una deportazione senza preavviso verso una destinazione sconosciuta, prima caricati su un treno, poi su carri per strade infernali, per arrivare infine nella minuscola cittadina rurale di Chankiri. Là credettero di essere relativamente al sicuro: in esilio, ma vivi, e con la possibilità di ricevere lettere e sostegno da parenti ed amici rimasti nella capitale. Si inserirono nella vita locale, formarono circoli, giocavano a tric-trac, avevano il loro caffè; qualcuno addirittura fu rilasciato e poté tornare a casa.
Era solo la quiete minacciosa prima della tempesta. Come in un infernale gioco di scacchi le loro vite vennero prese un po’ alla volta, capricciosamente, secondo gli ordini che venivano da Costantinopoli, dall’onnipotente ministro degli Interni Talaat, nel quale i loro supplichevoli e disperati telegrammi suscitavano – è lecito crederlo – una perversa soddisfazione. Ma Varujan, raccontano le testimonianze dei pochi superstiti, si distingueva perché continuava a lavorare, a scrivere incessantemente. Ricorderà molti anni dopo uno di loro, Mikayel Shamadanjian:

    Varujan era il più taciturno e appartato membro del nostro gruppo. Si preoccupava solo di scrivere. Una volta, in uno dei giorni più angosciosi, mi lesse alcuni sonetti, e io non potei che esprimergli la mia ammirazione e il mio stupore che, in momenti così terribili come quelli che stavamo vivendo, fosse in grado di mantenere la sua anima così distaccata e incorrotta da creare una poesia dedicata alla natura con una tale profondità. Mi rispose che riusciva ad arrivare a quell’intima pace grazie alla fede che nutriva nel futuro della nazione armena. Ah, perché non gli è stato concesso di vedere realizzarsi la sua speranza?

Quei quaderni fittamente coperti di scrittura scomparvero, scrive un altro, Aram Andonian, con straziante ironia:
Varujan, l’unico fra noi che continuava a lavorare (aveva già scritto sei quaderni di versi) voleva raccontare la storia di Yerevoum [un contrabbandiere di tabacco], facendone l’eroe di una ballata epica. Non so se poi abbia avuto il tempo di scrivere quella poesia. Ma a che cosa sarebbe servito, comunque? Il giorno del suo martirio, gli assassini si impadronirono dei miseri bagagli di Varujan e dei suoi quattro compagni. […] E molto probabilmente il suo vero tesoro, i sei quaderni che aveva scritto a Chankiri, fu buttato al vento. Ma si può pensare che Dishleg Hussein Agha, proprietario del khan davanti al quale vennero uccisi, uno dei testimoni del crimine, li abbia raccolti con cura, e poi, dopo aver lisciato e messo in ordine le pagine, li abbia perforati con uno spago per incartare formaggio e olive per i suoi clienti…
Affondati nell’oscurità
Invece il Canto del pane sopravvisse, ritrovato in modo rocambolesco e pubblicato postumo: un’opera di altissima poesia, che segna il momento più alto di una reciproca fruttuosa influenza fra Oriente e Occidente, che si intreccia magicamente nei versi cristallini di questo poemetto incompiuto. Echi di Leopardi e Manzoni e dei poeti decadenti, la fede dei suoi padri ritrovata e le atmosfere dei suoi anni a Venezia raggiungono un punto di fusione allucinata e serena che fa ben comprendere quale tragica ampiezza abbia raggiunto la distruzione operata dal genocidio, non solo eliminando gli armeni dalla terra natale, ma bloccando per sempre lo sviluppo della loro cultura e di quell’effimero “rinascimento” (Zartonk) che prometteva la fioritura di ingegni e di creatività degli anni fra il 1900 e il 1915. Il futuro sviluppo della nazione armena che sognava Varujan è stato compromesso per sempre, e noi siamo qui dopo cento e più anni a cercare di comprenderne le cause.

È vero che da una dozzina d’anni l’interesse per la “questione armena” è molto cresciuto in Italia. Convegni, mostre, dibattiti, articoli in giornali e riviste hanno esplorato la tragedia del 1915-1922 (il Metz Yeghern, il “Grande Male”), ma anche la grande civiltà e la cultura armena in molti dei suoi aspetti più originali. L’empatia e la solidarietà dimostrata dagli italiani verso questo popolo vittima del primo genocidio del Ventesimo secolo sono state straordinarie, soprattutto se teniamo conto dell’esiguità della comunità armena risiedente nel nostro paese, che si valuta in poche migliaia di persone, meno delle dita di una mano.

L’attenzione è cresciuta anno dopo anno. Dopo il successo dei libri che raccontano alcune delle terribili e drammatiche storie di quel periodo, come Pietre sul cuore di Alice Tachdjian o la mia Masseria delle allodole (col film dei fratelli Taviani che ne è stato tratto), e naturalmente la ristampa del capolavoro di Franz Werfel, I quaranta giorni del Mussa Dagh, si è sviluppata in molti la viva curiosità di comprendere come mai – per circa sessant’anni – questo popolo e il suo tragico destino fossero affondati nell’oscurità, tanto che le parole stesse “Armenia” e “armeni” erano diventate ignote ai più (non dimenticherò mai l’equivoco di un volenteroso assessore che aveva scambiato “armeni” con “rumeni”…).

Il Parlamento italiano è stato fra le prime istituzioni politiche mondiali a riconoscere il genocidio armeno, e non è un caso. Gli italiani sono fra i viaggiatori più assidui ed entusiasti nell’attuale Armenia indipendente: e neanche questo è un caso. Un gruppo di professori di scuola superiore – tutti italiani – hanno ottenuto che finalmente all’interno delle pagine dedicate dai manuali di storia alla prima guerra mondiale venisse inserita qualche informazione sul massacro di oltre un milione di vittime civili innocenti in Anatolia: e neppure questo possiamo ritenerlo un caso. Il fatto è che il lungo “silenzio assordante” sulla questione armena stimola una percezione di ingiustizia sofferta; e rinasce l’antica simpatia verso un popolo che con l’Italia ha avuto legami antichissimi.
Senza la conoscenza di quegli avvenimenti, di ciò che questo genocidio ha rappresentato nello svolgersi della storia del Novecento, il quadro storico generale risulta manchevole o falsato, anche in rapporto all’invenzione del termine stesso “genocidio” da parte del giurista ebreo polacco Raphael Lemkin (che in una celebre intervista affermò di essersi occupato prima di tutto della tragedia armena) e al collegamento sempre più evidente fra il Metz Yeghern armeno e la Shoah ebraica.
Rimozione spensierata
È giusto ricordare infatti che furono proprio alcuni grandi ebrei ad essere fra i primi a testimoniare la tragedia armena – e a collegare la responsabilità del governo dei Giovani Turchi con la Germania imperiale loro alleata – come se fossero stati colpiti, oltre che dalla pietà per le vittime, dal funesto presentimento che l’accurata organizzazione dello sterminio e la sistematicità di esecuzione potessero ben presto diventare un modello da imitare: mi riferisco al diplomatico russo André Mandelstam, a quelli americani Henry Morgenthau e Lewis Einstein, ai fratelli Sarah, Alex e Aaron Aaronsohn (i loro scritti si possono trovare in Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno, pubblicato recentemente da Giuntina).

Un capitolo a parte meriterebbero l’indifferenza o l’aperta ostilità dimostrate davanti alle sventurate carovane dei deportati armeni avviati alla morte dagli ufficiali e dai soldati tedeschi, di cui esistono molte angosciose testimonianze. Sicché oggi non si può continuare, se si vuole veramente affrontare la mala bestia del negazionismo, nella «rimozione spensierata di una storia insopportabile» (come ha scritto rav Laras), quella del genocidio armeno, per tante vie, sotterranee e palesi, così profondamente legata alla Shoah ebraica.
Foto tratta da “Metz Yeghern. Mostra fotografica sul genocidio armeno al memoriale della Shoah”. Dal 27 aprile al 24 maggio, piazza Safra 1, Milano
http://www.tempi.it/genocidio-armeno-il-grande-male#.WQrCWfpyhxA